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Tengo Famiglia!

L’albero della cuccagna.

tengofamiglia

Per rilanciare l’economia e il lavoro ci vogliono soldi, i quali mancano o per lo meno quelli che ci sono, non sono sufficienti allo scopo.

Il buon padre di famiglia gestisce la propria famiglia in maniera equa, allo stesso modo dovrebbe fare lo Stato; uno Stato che rispetti quei valori di equita’, uguaglianza e solidarieta’ incarnati dalla Costituzione, dovrebbe operare per fare in modo che tra i consociati non ci siano troppi squilibri, nel senso che non ci siano pochi che abbiano tanto e tanti che abbiano poco, uno Stato in pratica che faccia da ago della bilancia.

In una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando, uno Stato, cosi’ come il buon padre di famiglia, una volta che si e’ reso conto della situazione, agisce di conseguenza, cioe’ mette mano ai propri averi per redistribuirli in maniera differente e cercare di realizzare una maggiore equita’ sociale, il che a mio parere e’ profondamente produttivo oltre che eticamente consigliabile! Ma i soldi non sono sufficienti per accontentare tutti, soltanto c’e’ chi ne ha tanti e chi troppo pochi o nessuno! Quindi bisogna prenderli a chi ne ha tanti! Mi direte voi: il solito comunista! No, io non sto dicendo di prenderli ai privati, io faccio riferimento alla spesa pubblica che va razzionalizzata, essa è composta da diverse voci del tipo:

  • SERVIZI GENERALI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI (Costi delle amministrazioni, Servizi pubblici etc.)
  • DIFESA
  • ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
  • AFFARI ECONOMICI
  • PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
  • ABITAZIONI E ASSETTO TERRITORIALE
  • SANITA’
  • ATTIVITA’ RICREATIVE, CULTURALI E DI CULTO
  • ISTRUZIONE
  • PROTEZIONE SOCIALE (Ammortizzatori Sociali)

Tra queste spese quella che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, e’ quella relativa alla spesa che lo Stato nel suo complesso ha, preso come pubblica amministrazione, in quei stipendi che vanno all’ alta burocrazia di Stato e di tutti gli altri Enti territoriali, Regioni, Province, Comuni, citta’ metropolitane, a cui aggiungiamo società a partecipazione pubblica tipo RAI, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, poi abbiamo dei gioiellini di Stato di assoluto rilievo come Gruppo SACE, FINTECNA, ENI, ENEL a cui aggiungiamo societa’ municipalizzate e relativi CDA, e poi i membri delle alte magistrature, le alte sfere dell’esercito, etc…

Facciamo qualche esempio per rientrare nell’ordine delle idee: il Presidente dell’INPS Antonio Mastropasqua guadagna 1,2 milioni di euro all’anno, il direttore generale, Mauro Nori 377 mila euro. –fonte Panorama-, Attilio Befera che guida l’Agenzia delle entrate ed Equitalia, con uno stipendio annuo 304.000 euro e ha rinunciato agli emolumenti di Equitalia –fonte Il Sole 24Ore-, Domenico Arcuri, il numero uno della Invitalia, agenzia nata per attrarre investimenti 750 mila euro, Giovanni Gorno Tempini, alla guida della Cassa depositi e prestiti, che guadagna poco meno di 524 mila euro, Raffaele Ferrara, direttore generale dei Monopoli di Stato: 482 mila euro-fonte Panorama-, il capo della Polizia, che ha guadagnato 621.253,75 euro, – in Francia il capo della polizia, fonte ministero degli interni è attorno ai 6mila-7mila euro al mese, GRAN BRETAGNA. Bernard Hogan-Howe, attuale capo della Metropolitan Police, ovvero la polizia di Londra 

comunemente chiamata Scotland Yard, ha uno stipendio annuo di circa 253mila sterline (poco meno di 300mila euro; in Germania secondo il tariffario valido dal gennaio del 2012, ai capi della Polizia nazionale spettano 9.668,56 euro mensili, cui si aggiungono 120 euro se sposati, 222 euro per il primo figlio a carico, 102 per il secondo e 320 a partire dal terzo. Alla guida della Polizia federale tedesca è ora Matthias Seeger, sposato e padre di due figli; SPAGNA, lo stipendio base del direttore generale della Polizia, che dal gennaio scorso è Ignacio Cosidò Gutierrez, è equiparato a quello di un sottosegretario, 71mila euro all’anno-.

Il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, con 562.331,86 euro e il Capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta con 543.954,42 euro.

Infine un’occhiata al piccolo esercito(1540 alla Camera ed 800 al Senato)composto da coloro che ottemperano con prontezza ed efficacia a quanto serva per il funzionamento delle due Camere,dai commessi agli stenografi,dagli uscieri agli addetti alle buvette e poi via via con assistenti segretarie e dirigenti, tutti accomunati dal re quattrino, quella magica invenzione che consente ad un usciere di portarsi a casa 10.000 euro al mese per 15 mensilità –fonte corriere dela sera-!

Al lordo delle tasse un commesso o un barbiere possono arrivare a 160 mila euro, un coadiutore a 192 mila, un segretario a 256 mila, un consigliere a 417mila. E non basta: allo stipendio possono aggiungere anche le indennità. Alla Camera un capo commesso ha diritto a un supplemento mensile di 652 euro lordi che salgono a 718 al Senato. Un consigliere capo servizio di Montecitorio a una integrazione di 2.101, contro i 1.762 euro del collega di palazzo Madama. Per non dire dei livelli cosiddetti «apicali». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti col Parlamento Antonio Malaschini, quando era segretario generale del Senato, guadagnava al lordo nel 2007, secondo l’Espresso, 485 mila euro l’anno. Arricchito successivamente da un aumento di 60 mila che spappolò ogni record precedente per quella carica. Va da sé che la pensione dovrebbe essere proporzionale. E dunque, secondo le tabelle, non inferiore ai 500 mila lordi l’anno; gli assunti prima del ’98 possono ancora ritirarsi dal lavoro (con penalizzazioni tutto sommato accettabili) a 53 anni. Esempio? Un consigliere parlamentare di quell’età assunto a 27 anni e forte del riscatto di 4 anni di laurea ha accumulato un’anzianità contributiva teorica di 38 anni. Di conseguenza può andare in pensione con 300 mila euro lordi l’anno, pari all’85% dell’ultima retribuzione. Se poi decide di tirare avanti fino all’età di Matusalemme (che qui sono 60 anni) allora può portare a casa addirittura il 90%: più di 370 mila euro sul massimo di 417 mila -fonte Corriere della Sera, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella-

L’amministratore delegato dell’ENI Paolo Scaroni l’anno scorso ha percepito 1,43 milioni a titolo di compensi fissi, un maxi bonus di 3,44 milioni e una tantum di 1 milione di euro deliberata dal cda nell’aprile del 2011 “in relazione al significativo apporto professionale profuso nella realizzazione degli obiettivi aziendali, da erogare in forma differita al termine del mandato 2011-2014”, premio che ha integrato anche lo stipendio di Poli. In tutto Scaroni ha ricevuto, inclusi 175 mila euro di compensi in azioni al fair value, 6,06 milioni.

All’ex presidente Roberto Poli, in carica fino al 5 maggio 2011, sono andati 1,63 milioni di euro mentre il suo successore Giuseppe Recchi ne ha incassati 500 mila. Di un certo rilievo anche la busta paga dei direttori generali Claudio Descalzi (2,55 milioni), Domenico Dispenza (4,98 milioni, di cui 2,84 come buonuscita), Angelo Fanelli (1,07 milioni), beneficiari complessivamente di circa 3 milioni di euro bonus. Nel 2011 l’Eni ha speso complessivamente 27,7 milioni di euro per retribuire consiglieri e dirigenti strategici. Alla gratifica straordinaria da 1 milione “si aggiunge” il trattamento di fine mandato 2008-2011 erogato nel 2011 per garantire un trattamento previdenziale, contributivo e di trattamento di fine rapporto parificato a quello riconosciuto da Eni per il rapporto di lavoro dirigenziale (857 migliaia di euro) -fonte affari e finanza-.

Sul fronte dell’Enel, l’amministratore delegato Fulvio Conti ha percepito nel 2011 una retribuzione di 4,37 milioni di euro, grazie a un bonus di 2,93 milioni di euro, a cui si aggiungono compensi in azioni valutate al fair value pari a circa 270 mila euro. Piero Gnudi, presidente fino all’aprile del 2011 e ora ministro per il Turismo e lo Sport, ha incassato 1,06 milioni, di cui 337 mila a titolo di indennità di fine rapporto. Il successore di Gnudi, Paolo Andrea Colombo, in carica da aprile, ha percepito 923 mila euro. Complessivamente il cda è costato 7,8 milioni di euro mentre i dirigenti con responsabilità strategiche hanno incassato 19,85 milioni a cui si aggiungo compensi in azioni, valutati al fair value, pari a 1,36 milioni.

Poi abbiamo:

-Direttore generale Agenzia del Territorio Gabriella Alemanno 307.211,

-Capo dipartimento Politiche Agricole Giuseppe Sernino 300.753,

-Direttore generale Politiche agricole Ambrosio Giuseppe 297.500,

-Capo di gabinetto ministero Interni Giuseppe Procaccini 395.368,40,

-Capo dipartimento Protezione civile Franco Gabrielli 364.196,00,

-Ministero Arrari esteri Segretario generale Giampiero Massolo 412.560,

-Ministero della Giustizia Capo dipartimento Giustizia minorile Bruno Brattoli 293,029,60,

-Ministero Economia Capo gabinetto Vincenzo Fortunato 536.906,98,

-Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio 562.331,86,

-Direttore generale Corpo Forestale Cesare Patrone 362.422,13

*la quasi totalità ha chiesto in via cautelativa e salvo conguaglio la riduzione dei compensi in misura pari a 294.000 euro….!!!???

Il capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia, Vincenzo Fortunato, che ha ricevuto 536.906,98 euro. La quinta retribuzione più alta è quella del Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Biagio Ambrate Abrate, con 482.019,26 euro, il Capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto, con 481.021,78 euro, e il Capo di Stato maggiore della Marina, Bruno Branciforte, con 481.006,65 euro, ex aequo Corrado Calabrò, presidente dell’AgCom, e Giovanni Pitruzzella, numero uno dell’Antitrust, con 475.643,38 euro, il presidente dell’Autorità dell’Energia, Pier Paolo Bortoni, che ha ricevuto 475.643 euro. Dominano le divise, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli, con 462.642,56 euro, Giuseppe Bernardis, Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, con 460.052,83 euro il segretario generale della Difesa, Claudio de Bertolis con 471.072,44 euro, seguono Giampiero Massolo, Segretario generale del Ministero degli Affari esteri (412.560 euro) e i componenti dell’autorità dell’energia (Valeria Termini, Luigi Carbone, Rocco Colicchio e Alberto Biancardi) con una retribuzione di 396.379 euro, i membri dell’Antitrust e dell’AgCom con 396.369,44 euro, e poi il direttore generale della Consob, Antonio Rosati, con 395mila euro (“più la gratifica annuale”) e i componenti dell’autorità di vigilanza sulla Borsa con 322 euro.

Passiamo alla Protezione Civile il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che ha ottenuto una retribuzione di 364.196 euro, la direttrice dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, con 307.211 euro (“al netto del contributo di solidarietà”), il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, 300mila Riguardo agli stipendi annui lordi del collegio dell’Antitrust si ricorda che sono stati già adeguati dal 1 gennaio e portati sotto il tetto previsto per i manager pubblici. Il presidente, Giovanni Pitruzzella e gli altri membri del collegio, Piero Barucci, Carla Rabitti Bedogni e Salvatore Rebecchini guadagnano 304.951,95 euro lordi. (AGI) -fonte Libero-.

Passiamo alla RAI, mediamente un conduttore RAI guadagna sui 500mila euro al mese, ma ci sono molte eccezioni del tipo Fabio Fazio conduttore del programma, Che tempo che fa, guadagna 2 milioni di euro all’anno a cui vanno aggiunti I 600mila euro che ha incassato per la conduzione del Festival di Sanremo, la sua ospite fissa Luciana Littizzetto percepirebbe invece 20mila euro per ogni suo monologo. Per il grande Pippo Baudo la cifra sarebbe attorno ai 900mila euro, altro che rinnovamento della politica!!! Antonella Clerici, presentatrice de La Prova del Cuoco e Ti Lascio una canzone, staccherebbe invece un assegno da un milione e mezzo di euro l’anno, mentre il cachet di Carlo Conti, stakanovista di successo su Rai1, ammonterebbe a 1milione e 400mila euro; il cachet stagionale di Mara Venier, regina del pomeriggio televisivo con La vita in diretta, sarebbe di 500mila euro, lo stipendio di Max Giusti si aggirerebbe sui 500mila euro;  Serena Dandini, conduttrice di Parla con me su Raitre, percepiva qualcosa come 700mila euro, Pupo non dovrebbe lamentarsi, con 400mila euro l’anno, Osvaldo Bevilacqua, al timone di Sereno Variabile da tanti anni, conterebbe su 250mila euro l’anno.A tali cifre, bisogna poi aggiungere gli introiti degli sponsor.

Tra i giornalisti della tv pubblica, quelli che dovrebbero auitarci a capire le cose e soffrono per le pene degli italiani, il più “ricco” risulta Bruno Vespa, con un compenso di circa 600mila euro; al conduttore di Ballarò Giovanni Floris, invece, andrebbero 550mila euro; alcuni ex tipo Paolo Garimberti e il direttore generale Mauro Masi hanno dichiarato di guadagnare, rispettivamente, 448 mila e 715 mila euro l’anno. Sappiamo che i sette consiglieri del cda prendono 98 mila a testa -trattasi di doppio stipendio-

Tra i vicedirettori quello meglio piazzato è Giancarlo Leone, che guadagna circa 470 mila euro l’anno, mentre l’astro nascente Lorenza Lei tocca solo i 350 mila. Gianfranco Comanducci, amico storico di Cesare Previti e vicino al Pdl, prende circa 440 mila euro. Nel 2002 la sua retribuzione era di “soli” 235 mila euro. Tra incrementi retributivi, scatti di carriera, promozioni e gratifiche lo stipendio oggi è quasi raddoppiato, il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce, che viaggia sui 400 mila euro l’anno, mentre il direttore di RaiUno Mauro Mazza, designato da Gianfranco Fini, prende 300 mila euro. Pure il giovane Marco Simeon, neo capo delle relazioni istituzionali, a fine mese può sorridere: il suo contratto tocca i 190 mila euro lordi. Sorprende, invece, che Claudio Cappon, l’ex direttore generale voluto da Romano Prodi, continui a percepire circa 600 mila euro senza avere – in pratica – alcun incarico di peso. “Io ho un contratto a tempo indeterminate Giovanni Minoli, ex direttore di RaiEducational e oggi capo della struttura ha uno stipendio che arriva, tra fisso e indennità, a 550 mila euro.

Passiamo ai divulgatori scientifici, Piero e Alberto Angela, guadagnerebbero rispettivamente 750mila euro e 300mila euro.

Tra gli stipendi d’oro della magistratura troviamo Alfonso Quaranta, giudice della Corte costituzionale, nel 2005 ha incassato 592.774, il presidente della Consulta, Franco Bile, ne ha guadagnati 503.925, un magistrato al settimo livello di anzianità, che sarebbe il ventottesimo anno di professione, arriva a portare a casa un lordo di 195.362.33 euro all’anno, primo Presidente della Corte di Cassazione, circa 305mila euro, cifra che dovrebbe essere il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni!

Poi abbiamo le cosiddette Municipalizzate, orientativamente una società municipalizzata composta da presidente, amministratore delegato, CDA, collegio sindacale di una città sui 35.000 abitanti, solo le prime due cariche dovrebbero percepire sui 20.000euro al mese, ribadisco che è un calcolo orientativo! Se vi và verificate quanto guadagnano I dirigenti di società municipalizzate di grandi città come Roma, Milano, Napoli…!?

Le ambasciate, il cui assetto andrebbe rivoluzionato, oggi nella stragrante maggioranza dei casi non servono a nulla! L’Ise (indennita’ di sede estera) e’ diversa per ogni paese. E’ il prodotto di un calcolo numerico che tiene in considerazione tanti fattori diversi quali distanze, rischi, qualita’ della vita, costi locali. Ci si rendera’ conto da soli che una cosa e’ vivere negli Stati Uniti ed un’altra cosa e’ stare in Uganda (con tutto il rispetto per quest’ultimo paese) … ovvio che la permanenza in Uganda deve essere in qualche modo incentivata.

Per quanto sopra esposto, quindi, non si puo’ dire quanto percepisca un ambasciatore all’estero non essendo una quota fissa. Si puo’ andare dai 25 mila in su’ ed il ‘su’ potrebbe essere intorno ai 60 mila.

Stessa cosa vale per i consoli, i coefficienti sono gli stessi per tutto il personale dello stato all’estero, quello che cambia e’ semplicemente il parametro moltiplicativo (diciamo, circa, un 25% in meno, dipende dal tipo di Consolato)

Facciamo un breve flash all’estero!

–          Stati Uniti, Barack Obama guadagna sui 380.000,00 all’anno, il segretario di Stato sui 186.600 dollari, il capo del Tesoro sui 191.300 dollari l’anno,  lo speaker (presidente) della Camera incassa 223.500 dollari l’anno, lo stipendio base del capo dell’Fbi è pari a 155mila dollari.

–          Germania per il suo incarico di cancelliera Merkel guadagna oggi 16.152 euro lordi al mese, cui si aggiunge un rimborso di 1.022 euro mensili e lo stipendio da parlamentare, per un totale lordo di 24.165,57 euro.

–          In Francia il presidente della Repubblica e primo ministro guadagnano entrambi circa 21.000 euro lordi al mese, quindi circa 19.000 euro netti, cifra che comprende un’indennità di base, una di residenza e una di funzione esentasse.

–          Gran Bretagna – Il premier David Cameron guadagna 142.500 sterline l’anno, circa 178.000 euro, comprese le 65.737 sterline del suo stipendio di parlamentare. Il salario dei premier nel Regno Unito è diminuito negli ultimi anni: Gordon Brown, che prendeva 194.000 sterline l’anno, aveva deciso di tagliarsi lo stipendio a 150.000.

–          Spagna  – Mariano Rajoy si è autocongelato lo stipendio all’inizio dell’anno nel quadro del primo pacchetto di misure antideficit. Guadagna quindi quanto il suo predecessore socialista José Luis Zapatero nel 2011: 78.185,04 euro all’anno. Il meglio pagato rimane re Juan Carlos di Borbone, con uno stipendio annuale di 292,752 euro.

–          Svezia  – Il primo ministro Fredrik Reinfeldt guadagna 144mila corone al mese, pari a quasi 16mila euro, una cifra presente con grande trasparenza sul sito del governo.

Spero a questo punto di aver reso l’idea dei “valori in campo”! E’ badate bene che questa è solo la cima dell’iceberg, provate a moltiplicare il tutto per le varie Regioni(?!) Se poi al tutto aggiungete i costi della politica, quelli derivanti dalla corruzione, dall’evasione, soprattutto dei grandi evasori e i vari sperperi che vengono ancora perpetrati dalla pubblica amministrazione, vi renderete subito conto dove vanno a parare tutti quelli che ci raccontano che soldi non c’è ne sono, ma in fondo a pensarci bene anche tutti costoro:<< tengono famiglia!>>

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Vorrei ricostruire brevemente le fila del ragionamento:

Da quel poco che ricordo degli studi universitari, le tasse si dovrebbero pagare in regime di controprestazione cioè, io cittadino pago a te le tasse Stato, affinchè tu mi dia qualcosa in cambio, ossia, tutta una serie di servizi e/o prestazioni tipo istruzione, sanità, giustizia, trasporti, sicurezza, ambiente, lavoro…

Ora a me sembra che dal pagamento di queste tasse, i cittadini non ricevono una giusta controprestazione!

Nel meridione d’Italia tutti questi servizi sono fortemente deficitari, nel resto dell’Italia centro-settentrionale, sia pure a macchie di leopardo, ma la situazione non può definirsi soddisfacente.

Nel momento stesso in cui il prestatore d’opero, cioè lo Stato, non riesce più a far fronte ai propri impegni, assunti per Costituzione, potremmo concludere che quel “Contratto Sociale”, per dirla alla Rousseau, che si è instaurato tra Consociati e Stato, potremmo considerarlo nullo o annullabile, anche perché, per dirla tutta, è questo è un mio vecchi cruccio, uno Stato, come quello italiano, che a tutt’oggi non mi ha ancora dato nessuna risposta sulle stragi di Stato, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Ustica e dei tanti Uomini e magistrati e loro scorte, barbaramente trucidati, ebbene questo Stato non ha neanche la veste ETICA, per poter chiedere, anzi pretendere che la collettività paghi per i loro errori.

Sarebbe bello pagare le tasse, se Colui il quale le amministrasse, cioè lo Stato, agisse con il sentore del Buon Padre di Famiglia, darei volentieri i miei soldi anche alla Merkel, oppure a Fredrik Reinfeldt, primo ministro della Svezia, oppure a Helle Thorning-Schmidt, primo ministro della Danimarca, perché so che sarebbero onestamente amministrati, poi il discorso cambia se devo pagare le tasse per garantire lauti stipendi a politici e dirigenti, che molto spesso cumulano cariche e incarichi, e pagano fior fiori di tasse e cumulano fior fiori di pensioni, oppure una RAI che, strapaga i propri conduttori, sponsorizza trasmissioni orride, sperperando il danaro pubblico in compensi vergognosi – vedi Bobo Vieri, a cui è stato dato un compenso di circa 800milla euro- e poi ancora, un rimborso spese ai partiti illegale e scriteriato, tangenti che fanno lievitare i costi e una burocrazia statale e periferica, frutto delle grandi infornate degli anni 70 della DC e del PCI, incapace, vecchia, inefficiente.

E’ bello, è giusto pagare le tasse, quando hai i soldi per poterle pagare, e quando una volta pagate, ti restano in tasca dei soldi per continuare a condurre una vita sana e dignitosa, senza strafare, giusto quello che servo al corpo e a uno spirito sano, secondo me andrebbe stabilito un tetto oltre il quale non si possono più chiedere tasse, del resto continuo a chiedermi:<< Se è illegale per un uomo provvedere ai propri bisogni fondamentali, come si può pretendere da questi che resti nel giusto?>>

Immagine

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