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Archive for the ‘comportamento’ Category

Trovo che sia assolutamente insopportabile la volontà, consapevole o inconsapevole che essa sia, da parte dei mass-media, di strumentalizzare l’opinione pubblica, non è tanto il modo né la maniera o la misura delle notizie che ci vengono propinate  che io contesto, bensì la scelta stesse delle notizie da dare e di conseguenza le modalità con cui queste notizie vengono propagandate molto spesso da commentatori incapaci o lottizzati.

Parto da quello che Noam Chomsky, celebre linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense, ha affermato sul tema:<< Ha affermato di essere riuscito, grazie a un minuzioso lavoro di studio e interpretazione di una immensa mole di ogni tipo di documenti, a smascherare numerosi casi di utilizzo fraudolento delle informazioni, nonché a evidenziare la piattezza conformistica dei media.

Il meccanismo attraverso cui si attua questo livellamento, è costituito dalla “fissazione delle priorità”: esiste un certo numero di mezzi di informazione che determinano una sorta di struttura prioritaria delle notizie, alla quale i media minori devono più o meno adattarsi a causa della scarsità delle risorse a disposizione. Le fonti primarie che fissano le priorità, sono grandi società commerciali a redditività molto alta, e nella grande maggioranza sono collegate a gruppi economici ancora più grandi. L’obiettivo è quello che Chomsky definisce come la “fabbrica del consenso”, ossia un sistema di propaganda estremamente efficace per il controllo e la manipolazione dell’opinione pubblica>>:

In pratica ho l’impressione, che qualcuno o qualcosa mi dica:<< Tu devi giocare con questo mazzo di carte! Rispondo- ma questo mazzo di carte è truccato, perderò sempre se continuo a giocare con questo mazzo di carte!?

-Tu intanto continua a giocare, poi si vedrà…???!!!>>

I conti non mi tornano!?

L’altra faccia della luna esiste, ma ci viene continuamente nascosta dalla “cultura” dominante, perché essa è stata elaborata per consentire di detenere e rafforzare le proprie posizioni, mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità, è il modo migliore per controllare il consenso.

Anche là dove l’argomento è degno di nota –vedi crisi economica e sociale- esso ci viene proposto in maniera grossolana, artefatta, con tutte una serie di nozionismi inutili, approssimativi, vagamente accademici,da soggetti incompetenti o da politici senza vergogna per aver smarrito – se mai l’hanno avuto- il senso per lo Stato.

Ed ecco che ci troviamo un Bruno Vespa che mi intervista l’On. Brunetta, oppure Floris che a Ballarò intervista la Carfagna o una Lucia Annunziata che intervista un Tremonti, o un Gad Lerner in amabil soliloquio con l’economista di turno made in Bocconi il tutto annacquato da esperti quali Tito Boeri, Stefano Fassina, Lucrezia Reichlin, Luigi Zingales o Fiorella Kostoris e mediato da opinionisti quali Paolo Mieli, Enrico De Aglio, Nicola Porro, Maurizio Belpietro, Mario Giordano- Galli della loggia, Beppe Severgnini … … …ma che cosa si può pretendere di capire ascoltando questi soggetti?

Il bello è che esiste una cultura, non ufficiale, molto spesso sabotata, osteggiata allo stesso modo in cui un tempo la Chiesa metteva all’indice i “libri proibiti”, che difficilmente passa attraverso i grandi media, è fatta di libri, di web e anche di radio in cui per un attimo, ma solo per un attimo grandi uomini del calibro di Noam Chomsky, Edward Herman,  Joseph Stiglitz , il Nobel Amartya Sen ,Zygmunt Bauman, Habermas, Jürgen e altri ancora, ti dicono qualcosa di diverso, allora ti si apre un mondo diverso, in cui la materia del contendere cambia prospettiva, in cui l’approccio è meno dogmatico e l’analisi coincide molto spesso con le soluzioni, non c’è aberrazione del pensiero, non c’è una percezione psicologica della realtà destinata alla strumentalizzazione dello spirito e neanche la inconsapevole visione di un’umanità alla deriva socio-culturale.

Prendere atto e quindi interiorizzare questo pensiero, è l’unico strumento che abbiamo per immunizzarci dalla cultura dominante, formerà il nostro spirito critico, forse non saremo in tanti per fare una rivoluzione, ma vuoi mettere a come ci si sente dopo aver letto una bella poesia… … …?!

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I Padri della nostra Costituzione, quando nel dopoguerra decisero di dare all’Italia una Costituzione che, anche luce di quello che era successo durante il fascismo, salvaguardasse i “Diritti Fondamentali dell’Uomo e del Cittadino”, posero l’accento su alcuni punti essenziali per la convivenza in una società libera e democratica, essi possono essere sinteticamente così elencati:

–          Eguaglianza sostanziale, Art. 3, secondo comma.

–          Effettività del diritto al lavoro, Art. 4.

–          Sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, Art. 9.

–          Tutela della salute e cure gratuite per gli indigenti, Art. 32.

–          Istruzione gratuita per almeno 8 anni e ai capaci e meritevoli per l’intero corso di studi, Art.34.

–          Assicurare al lavoratore e alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa, Art. 36

–          Garantire il mantenimento e l’assistenza sociale agli inabili al lavoro sprovvisti di mezzi e assicurare mezzi adeguati alle esigenze di vita in caso di infortunio sul lavoro, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria, Art. 38.

Ora, nessuno di questi obblighi di risultato risulta dal Trattato CE, il quale si preoccupa primariamente di:

–          Imporre agli Stati membri come obiettivi principali il mantenimento della stabilità dei prezzi, art. 4 n.2, (ex 3 A).

–          L’obiettivo di raggiungere mediante azioni il rispetto di principi quali la stabilità dei prezzi, stabilità delle finanze pubbliche e di condizioni monetarie sane, nonché una bilancia dei pagamenti sostenibile, art. 4, n.3.

Inoltre lo stesso Trattato CE, sempre all’art. 4 ribadisce per ben due volte che il principio fondamentale della Comunità è:<< un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza>>:

In realtà i precedenti assunti, sono in netto contrasto con buona parte dei precetti costituzionali della maggior parte dei Paesi UE, inclusa la nostra Costituzione che di fatto prevede ancora “limiti all’iniziativa economica privata in ragione dell’utilità sociale, della sicurezza, della libertà e della dignità umana, insomma una struttura istituzionale che punta in particolar modo ad un’eguaglianza sostanziale.

Le semplici “proclamazioni” dei trattati istitutivi CE e UE che prevedono principi di tipo sociale, (anche perché non si poteva far a meno di inspirarsi al famoso “Rapporto Jacques Delors sulla  Crescita, competitività, occupazione”) del tipo “sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile”, “ elevato livello di occupazione e di protezione sociale”, “miglioramento del tenore e della qualità della vita”, “coesione economica e sociale”, vengono puntualmente disattesi dalle politiche previste dai Trattati, che escludono severamente interventi statali, ma anche comunitari, a sostegno di politiche economico-sociali, pongono vincoli assurdi ed inderogabili alle politiche di bilancio, con l’utilizzo dei così detti “Parametri”, impediscono in pratica politiche tributarie e fiscali ispirate a criteri perequativi, semplicemente per non deviare gli investimenti o non turbare le pretese alla remunerazione dei capitali.

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Vorrei ricostruire brevemente le fila del ragionamento:

Da quel poco che ricordo degli studi universitari, le tasse si dovrebbero pagare in regime di controprestazione cioè, io cittadino pago a te le tasse Stato, affinchè tu mi dia qualcosa in cambio, ossia, tutta una serie di servizi e/o prestazioni tipo istruzione, sanità, giustizia, trasporti, sicurezza, ambiente, lavoro…

Ora a me sembra che dal pagamento di queste tasse, i cittadini non ricevono una giusta controprestazione!

Nel meridione d’Italia tutti questi servizi sono fortemente deficitari, nel resto dell’Italia centro-settentrionale, sia pure a macchie di leopardo, ma la situazione non può definirsi soddisfacente.

Nel momento stesso in cui il prestatore d’opero, cioè lo Stato, non riesce più a far fronte ai propri impegni, assunti per Costituzione, potremmo concludere che quel “Contratto Sociale”, per dirla alla Rousseau, che si è instaurato tra Consociati e Stato, potremmo considerarlo nullo o annullabile, anche perché, per dirla tutta, è questo è un mio vecchi cruccio, uno Stato, come quello italiano, che a tutt’oggi non mi ha ancora dato nessuna risposta sulle stragi di Stato, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Ustica e dei tanti Uomini e magistrati e loro scorte, barbaramente trucidati, ebbene questo Stato non ha neanche la veste ETICA, per poter chiedere, anzi pretendere che la collettività paghi per i loro errori.

Sarebbe bello pagare le tasse, se Colui il quale le amministrasse, cioè lo Stato, agisse con il sentore del Buon Padre di Famiglia, darei volentieri i miei soldi anche alla Merkel, oppure a Fredrik Reinfeldt, primo ministro della Svezia, oppure a Helle Thorning-Schmidt, primo ministro della Danimarca, perché so che sarebbero onestamente amministrati, poi il discorso cambia se devo pagare le tasse per garantire lauti stipendi a politici e dirigenti, che molto spesso cumulano cariche e incarichi, e pagano fior fiori di tasse e cumulano fior fiori di pensioni, oppure una RAI che, strapaga i propri conduttori, sponsorizza trasmissioni orride, sperperando il danaro pubblico in compensi vergognosi – vedi Bobo Vieri, a cui è stato dato un compenso di circa 800milla euro- e poi ancora, un rimborso spese ai partiti illegale e scriteriato, tangenti che fanno lievitare i costi e una burocrazia statale e periferica, frutto delle grandi infornate degli anni 70 della DC e del PCI, incapace, vecchia, inefficiente.

E’ bello, è giusto pagare le tasse, quando hai i soldi per poterle pagare, e quando una volta pagate, ti restano in tasca dei soldi per continuare a condurre una vita sana e dignitosa, senza strafare, giusto quello che servo al corpo e a uno spirito sano, secondo me andrebbe stabilito un tetto oltre il quale non si possono più chiedere tasse, del resto continuo a chiedermi:<< Se è illegale per un uomo provvedere ai propri bisogni fondamentali, come si può pretendere da questi che resti nel giusto?>>

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