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Archive for giugno 2017

Spegnete la TV

disuguaglianza

A volte resto esterrefatto di fronte a fatti che accadono! Quelli che mi lasciano più incredulo, sono quelli che non presentano nessuna giustificazione di tipo etico o culturale al loro verificarsi e inoltre contrastano fortemente contro quel comune sentire di giustizia sociale.

Il probabile rinnovo del contratto del noto presentatore TV Fabio Fazio alla RAI, rientra entro quei fatti che mi fanno schifo. Undici milioni di euro e rotti per quattro anni, in pratica circa 3 milioni di euro all’anno, esentasse, a cui devono aggiungersi i lauti compensi per la Littizzetto, della  Lagerbäck, e poi ci sono  Antonio Bergero, Piero Guerrera, Giacomo Papi, Veronica Oliva, Giacomo Brullo, Giacomo Freri, Marco Presta e  Beppe Tosco, poi c’è lo staff tecnico… ma quanto caspita costa questa trasmissione? Certo ci sono gli introiti della pubblicità! Ma quanto caspita costa uno spot in TV?

Ora non è il caso di giudicare la trasmissione in sé: << Che tempo che fa>>: che può piacere non piacere, questo va da sé! Quello che in realtà mi chiedo, quando vedo un compenso di questo genere è:

  • Domanda: Ma che lavoro fa Fazio?
  • Risposta : Fa delle domande!!!
  • Risposta : Intervista delle persone!!!
  • Osservazione: Ma per intervistare delle persone è così indispensabile pagare così tanto?
  • Risposta: Si perché le domande come le fa Fazio non le fa nessuno, forse solo B.Vespa!!!
  • Osservazione: Nessuno in Italia è in grado di fare delle domande così intelligenti come fa Fazio!!!
  • Osservazione: Ma i contribuenti quanto pagano a Fazio per ogni domanda che fa?

 

  • Tesi: Fazio è il migliore presentatore della TV in Italia.

 

  • Antitesi: Nessuno è in grado di paragonarsi a Fazio.

 

  • Sintesi: Fazio è insostituibile e merita di essere strapagato.

 

Se Fazio ha così tanto successo, è perché c’è un pubblico che lo segue, il programma è su RAI Tre e si presume che il pubblico sia prevalentemente di centro-sinistra, di sabato sera e di domenica, si suppone un ceto medio, borghese benestante, comunque persone che hanno bisogno con ironia di sentirsi coinvolti da un processo mass- mediologico in cui si ha la presunzione di fare informazione e/o comunicare a un pubblico che sente l’esigenza di sentirsi più sensibile alle istanze della collettività e che giustamente non vuole confondersi con quel lordume che propone Mediaset.

Ora se siamo tutti d’accordo che in Italia ci sono seri problemi di natura economica, sociale e soprattutto redistributiva, tanto è vero che c’è chi si da fuoco perché non riesce a sopravvivere, non sarebbe il caso di fare un uso un pò più accorto del danaro pubblico? Tanto con molto meno, si potrebbe lo stesso vivere, molto, ma meglio! E lasciare ai meno fortunati di avere un’esistenza un po’ più dignitosa.

Fazio in tutta questa faccenda non ha nessuna colpa, non è colpa Sua se ha il coltello dalla parte del manico, i veri responsabili di questa vergogna, sono tutti coloro che seguono Fazio durante le Sue interviste, perché le domande come le fa lui, non le fa nessuno! Secondo me il pubblico di Fazio sono come quegli animalisti che sono contro le pellicce e poi hanno nell’armadio una pelliccia di visone! Mi spiego: non si può essere di sinistra e assistere a  un’amministrazione pubblica, che da tanto a pochi e poco o niente a tanti. Io non guardo Fazio perché non mi va di essere complice della cattiva distribuzione di danaro da parte di un Ente pubblico, anche se soggetta a una disciplina particolare.

Se volete capire di più il mondo che Vi circonda, leggeteVi un buon libro:

  • Per capire un po’ la società leggeteVi di Thomas Piketty, Il Capitale nel ventunesimo secolo.
  • Per capire un po’ di poesia leggetevi Elogio dell’Ombra oppure la misura della mia speranza di Jorge Luis Borges.
  • Per capire un pò di psicologia leggeteVi: A che gioco giochiamo di Berne Eric.
  • Di filosofia, Lo zen e il tiro con l’arco di Herrigel Eugen.
  • Di comunicazione, di Gualtiero Roveda, La Chiave delle Cose Nascoste.

Per sentirsi più informati, più sensibili, più intelligenti più equi, più solidali più giusti più corretti, più educati e meno ipocriti, non c’è nessun bisogno di seguire Fazio.

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E fattelo tu…

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Quante volte ho assistito o partecipato a quelle multiformi composizioni che nascevano nel centro-sinistra in Italia! Così piene di speranze, di propositi, di uomini e ideali che sapevano raffinare e sublimare le mie elementari speranze di avere una società più giusta ed egualitaria e più incline a trasferire nella collettività principi di solidarietà, sussidiarietà, redistribuzione e compartecipazione; tutti propositi miseramente falliti!

Ora, all’alba di una nuova tornata elettorale, rivedo facce vecchie e meno, ripropormi la stessa formula che su di me non è priva di effetto, ma non di affetto! Uomini vecchi e nuovi, che incominciano ad usare un linguaggio che su certe persone hanno una certa capacità di fascinazione, perché essi sanno sfruttare il nostro sapere, e sanno che abbiamo bisogno di credere in una società migliore. In realtà buona parte di costoro non sono credibili, e anche là dove parla la loro bontà, parlano ancora di più i loro atti, intendo quelli votati in aula quando gli veniva chiesto da che parte stare!?

Ora perché mai dovrei ricadere nello stesso trabocchetto, fatto di uomini che hanno sempre maltrattato le mie idee?!

E’ mai possibile che la mia autodeterminazione per un voto a sinistra, debba per forza incanalarsi in formazioni, inutili e autoreferenziali?! Perchè poi ad eccezione del PCI di Berlinguer, non c’è mai stata una sinistra etica in Italia.

Essere indipendenti, essere liberi, essere coerenti, restare con il proprio patrimonio di idee di sinistra, pur guardando altrove, magari confondersi o disilludersi, ma provare a rimettersi in discussione in modo nuovo, perché quello di cui  le nostre Istituzioni hanno bisogno è di un  periodo di transizione in cui far scendere dallo scanno chi ha sempre comandato e fare riforme radicali per poter affrontare meglio le sfide che ci attendono, in una Repubblica davvero rinnovata e uniformata a quei principi costituzionali sempre più maltrattati e vessati dagli esecutivi che si sono avvicendati nell’ultimo ventennio.

E’ un gioco pericoloso, ma necessario, un gioco che potrà portare a estinzione certa i protagonisti, ma sarà un gioco in cui le Istituzioni italiane ne usciranno sicuramente più rafforzate.

Ora la materia prima su cui lavorare per rinnovare le Istituzioni, in Italia, ma anche in tante nazioni europee, è assai scarsa, lo ha dimostrato e lo dimostrerà quando sarà chiamata ad esprimere i propri rappresentanti! Non so se vi è mai sfiorata l’idea di fare una valutazione qualitativa del livello di preparazione o serietà della nostra classe politica?! Con percentuali differenti, ma comunque sempre letali per le nostre Istituzioni, tra venditori di parole vuote, azzeccagarbugli da quattro soldi, e soubrette fallite, spesso prevale più la spregiudicatezza che la competenza, questo è il riflesso più evidente e immediato dell’assetto culturale della società in Italia!

Eppure, dopo i macelli compiuti dal centro-destra e perpetrati dal centro-sinistra che ne copiava i programmi, ci sono tante persone speranzose e pronte a rivotare le stesse persone, gli stessi inutili programmi, magari in forme diverse, più originali, meglio infiocchettate da una stampa nazionale così incline al servilismo, ma sarà sempre la stessa minestra riscaldata.

Non ho fede, nè fiducia, nelle capacità degli italiani di rinnovarsi o rischiare, un po’ per malafede, un pò per incompetenza, un po’ per ingenuità, un po’ per paura, un po’ per abitudine, un po’ per noia, gli italiani voteranno sempre allo stesso modo, ossia quello per la creazione di esecutivi inutili ed autoreferenziali, giusto per il gusto di vantarsi, quando una buona Legge elettorale c’è lo consentirà, di essere in una democrazia, e quando andrà bene si limiteranno all’ordinaria amministrazione, lasciando poi agli “altri” italiani di cavarsela da soli, come hanno sempre fatto!

In questo scenario tra quelli che votano a destra e quelli che votano a sinistra e quelli che guardano altrove, c’è chi da tempo non và più a votare, un numero sempre più crescente di persone, a cui presumo le Istituzioni democratiche, dovrebbero dare un valore giuridicamente vincolante e quindi in grado di condizionare le scelte politiche, perché anche chi non vota, rinunciando a un diritto-dovere, esprime un giudizio innanzitutto 

morale, e poi politico, ossia una sfiducia totale e incondizionata nei confronti della Repubblica… … …e scusate se è poco! Se così tanti italiani rinunciano al voto, quale legittimazione può avere una classe politica per giunta eletta con una manciata di voti, oppure in base a Leggi truffaldina?

Selezionati in malo modo, votati in malo modo, giudicati in malo modo, eletti per pochi voti, non c’è da meravigliarsi se poi i risultati sono quello che sono, con queste premesse, mi verrebbe da ribadire una frase di uno spot TV:<< … e fattel tu, un Governo se ne sei capace… … …!!!>>

Per smettere di tormentarsi, bisogna lasciarsi andare in un disinteresse profondo, smettere di preoccuparsi del quaggiù e del lassù, cadere nel menefreghismo dei morti.

Emil Cioran

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Mala tempora currunt

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Sommosse

Ho guardato questa città bruciare due volte

durante la mia vita

e l’evento più rilevante

è stato la reazione dei

politici di fronte

alle conseguenze

quando hanno

proclamato l’ingiustizia

del sistema

e hanno reclamato un nuovo

patto sociale per i disgraziati e per i

poveri.

 

Niente è stato modificato la scorsa volta.

Niente sarà cambiato questa volta.

 

I poveri rimarranno poveri.

i disoccupati rimarranno tali.

Quelli senza casa rimarranno

senza casa.

 

E i politici,

ingrassati dal paese, prospereranno

per sempre.

Charles Bukowski

 

P.S. L’ignoranza è un diritto, ma molti se ne fanno un dovere!

Pino Caruso

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Non sono un esperto di cultura islamica, ne tantomeno un esegeta del Corano, quindi volendo esprimere un’opinione, lo farò attraverso l’unico metodo di cui dispongo le minime cognizioni: cioè quello storico.

Attraverso il metodo storico, vorrei fare due riflessioni, una di natura prettamente storiografica: La massima espansione dell’Islam si è verificata tra il 661/750 con cui i mussulmani riuscirono a spingersi sino a conquistare buona parte dell’odierna penisola iberica e a influenzare buona parte delle regioni poste a sud del Mediterraneo; in seguito l’impero Ottomano tra il 1453/1566 si è spinto sono a conquistare i Balcani e spingersi sino alle porte di Vienna 1683, nonostante tutto, nonostante la forza militare, politica ed economica di questi due imperi, fosse infinitamente superiore a quella di coloro che pretendono in nome dell’Islam di conquistare l’occidente, entrambi gli imperi furono sconfitti, ricacciati nei loro territori e più volte “ricondotti all’ordine” da incursioni europeei. Ora cosa farebbe pensare a una forza come quella che si riconduce all’ ISIS, infinitamente inferiore per uomini e mezzi di abbattere l’occidente?

Il terrorismo di matrice islamica è un’arma oltre che vile anche perdente in partenza, molto più preoccupante è quella di natura demografica, in quanto per ragioni di nascite educazione e proselitismo, la popolazione mussulmana è destinata ad essere superiore a quella cristiana e data la tolleranza di quest’ultima nei confronti dell’ISLAM e alla supremazia della democrazia in occidente, possiamo aspettarci anche una modifica del Diritto, Jus Gentium in nome della Shiaria che si ispira direttamente al Corano.

L’altro elemento storico si rifà direttamente all’interpretazione dei testi Sacri, in particolar modo al Vecchio Testamento: personalmente devo ammettere che non mi è mai piaciuta la natura, la composizione e l’interpretazione del Vecchio Testamento, che spesso ci offre, come mi sembra faccia il Corano, l’immagine di un Dio guerriero, di un Dio sterminatore, vendicativo, che per difendere il “Suo” popolo, ammazza e stermina gli altri popoli, compresi i bambini – vedesi le dieci piaghe dell’Egitto-. Probabilmente, in tutte le ipotesi… ci si trova di fronte a personaggi letterari e sarebbe un errore “madornale (!?)”contestarne la loro rilevanza ed esistenza storica, in nome della quale ad esempio, Israele pretende ancora di ottenere i territori in Palestina e qualcuno di punire o conquistare l’occidente e Roma!

Gesù, come Socrate o Confucio non ha mai scritto nulla del proprio pensiero, quello che sappiamo di Gesù è quello che altri hanno trascritto circa gli insegnamenti di Cristo, ed altri ancora hanno selezionato e catalogato, vedi la differenza tra vangeli ufficiali e apocrifi!? Quindi non conosciamo il pensiero di Cristo, ma quelli che altri hanno interpretato circa gli insegnamenti di Cristo!? Non a caso John P. Meier, un cattolico oggettivo, nel Suo libro: Un Ebreo marginale, ripensa la figura del Gesù storico, considerandolo, insieme ai Suoi seguaci, personaggi marginali, diverso è il discorso per San Paolo, il vero fondatore del Cristianesimo.

Eppure per alcune religioni quello che è scritto in alcuni testi sacri è inamovibile, anzi alcuni ritengono che un dio possa ordinare al proprio popolo di sterminare un persone infedeli e per questo sacrificio meritare un paradiso con 90 vergini… per farci cosa?! Oscenità in Paradiso???

La verità è un’altra?! Gli aforismi di Gesù, nel volumetto: The Logia of Jeshua, tradotto da Guy Devemport e Benjamin Urritia, ci parla: << Il regno di nostro padre non verrà mentre la gente sta a guardare: nessuno potrà dire: Guarda qui! O eccolo là! Perché il regno è dentro di voi e attende che lo troviate>>.

Quindi il regno di Dio, è una parte sconosciuta della nostra interiorità e non può essere collocata nello spazio e nel tempo.

E per quelli il cui loro essere è solo un abisso?

:<< Separato da ciò che attira e trascina quello che io sono,

Se ne sta divertito, compiacente, compassionevole, inattivo, unitario,

Guarda dall’alto, è eretto, o appoggia un braccio a un impalpabile sicuro sostegno,

Con la testa piegata di lato, curioso di ciò che verrà dopo,

Dentro e fuori dal gioco, osservando e meravigliandosi.

Deluso, respinto, piegato contro la terra,

Oppresso da me stesso, che ho osato aprir bocca,

Conscio ora che tra tante vane parole, i cui echi ricadono su di me, non ho avuto la minima idea di chi o che cosa io sia,

Ma che di fronte a tutti i miei arroganti poemi il mio vero Io intatto si aderge, inespresso, tuttora inattinto,

E, ritiratosi lungi, mi arride con beffarde congratulazioni e inchini,

Con scrosci di lontane risate ironiche per ogni parola che ho scritta,

In silenzio indicando questi canti, e poi la sabbia che m’è sotto i piedi.

Di Dio non so;

Ma questo so;

Non concepisco alcun essere più meraviglioso dell’uomo.

Io credo in te anima mia, e l’altro che io sono non deve umiliarsi davanti a te né tu davanti a lui>>.

 

Walt Whitman

Leggerlo mi ha reso felice… … …

 

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