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Archive for dicembre 2016

La peggio gioventù!

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Allora, procediamo con ordine!

L’Italia, così come il Comune di Roma, sono due Enti territoriali tecnicamente falliti, cioè hanno accumulato nel corso del tempo una tale entità di debiti che non hanno più la possibilità di pagare, almeno che non mettano i loro beni all’asta e con i proventi eventualmente saldino i debiti maturati. I responsabili politici e amministrativi di queste due entità geopolitiche, dovrebbero portare i Libri contabili presso I Tribunali responsabili per competenza e a cascata alla Corte dei Conti e presso alcune Corti sovranazionali, le quali dovrebbero decretare alla luce dei conti a loro sottoposti, lo stato di fallimento di questi due Enti e le responsabilità di coloro che hanno operato in loro nome e per conto.

Se tutto ciò non si verifica, è dovuto a diverse ragioni, tra cui ricordiamo:

  • La classe politica che ne detiene la maggioranza, cerca di gestire il fallimento facendo capire che c’è una soluzione ad esso, in realtà trattasi semplicemente di gestire il momento contingente che per loro è positivo, cioè ricco di guadagni e potere!
  • Evitare che vengano individuati i responsabili di questo fallimento!
  • Evitare che con la decretazione del fallimento, creditori nazionali e in particolar modo internazionali, possano perdere i propri soldi. In pratica se il drogato muore, lo spacciatore a chi venderà più la sua eroina?! Trattasi di recuperare il recuperabile, vedete il caso Grecia! Ma è sufficiente guardare al Governo Monti!
  • Mantenere su un sistema, il sistema, che per molte èlite economiche-finanziarie e culturali è positivo!

Ora sembra evidente che coloro i quali hanno portato a questa condizione prefallimentare sono i cosiddetti “professionisti della politica”, quelli bravi, ossia soggetti politici che hanno fatto della politica un lavoro, non so se avete sentito mai parlare di Rutelli, Veltroni, Alemanno, per altri versi Marrazzo, Polverini, Prodi, D’Alema, Berlusconi, insomma tutto quel mondo di veterani della politica e i loro consulenti interni o esterni ai palazzi!

Molti aspettano che queste notizie vengano date dalla TV, ma la TV non darà mai queste informazioni, essa è parte del sistema!

Lasciando da parte il caso Italia, vorrei concentrarmi sugli episodi inerenti il Comune di Roma e quello di Milano:

A Roma è stato arrestato l’assessore R. Marra, già potente dirigente sotto la Giunta Alemanno, a Milano il Sindaco del PD Sala ha ricevuto un avviso di garanzia per alcuni episodi oscuri inerenti l’Expò del 2015.

Come la stampa sta presentando questi fatti?

A Roma si sottolinea l’ingenuità e l’incompetenza della Giunta Raggi, che ha ereditato un problema di dimensioni ciclopiche, mentre per Milano si è creato un cordone di solidarietà nei confronti di Sala che si era autosospeso, addirittura alcuni sindaci del PD hanno fatto una raccolta di firme per invitarlo a restare, eccetto che farsi fotografare sotto i portone di casa di ritorno dalla spesa, come fosse un giorno e un uomo qualunque, così come aveva già fatto Renzi dopo la sconfitta al Referendum, che si è fatto fotografare nella pizzeria sotto casa, giusto per dare l’impressione della normalità…!?

Ora mi sembra evidente che a Roma il bambino bisogna ucciderlo nella culla, prima che si rafforzi, tutti coloro che erano abituati da generazioni politico-amministrative a gestire la cosa pubblica in maniera truffaldina e antisociale, non possono permettersi il lusso di lasciare il campo a degli “estranei” che li hanno già fortemente penalizzati rifiutando la candidatura di Roma per le Olimpiadi, bisogna far presto, bisogna stroncare i nuovi arrivati in tutti i modi, boicottarli tramite quella burocrazia del Comune che in anni e anni di gestione democristiana, di destra e di sinistra, è diventata autoreferenziale, inefficiente, inefficace e corrotta.

E poi se i 5 stelle riuscissero in qualche modo a ricondurre il Comune di Roma, almeno alla ordinaria amministrazione, quale brutto esempio si darebbe alla Nazione Italia, ove la posta è ben più alta!?

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problema

Ci sono certe persone che quando parlano sembrano che ti incantino con le loro parole; queste persone sono capaci di toccare con le loro parole, tutti quei fattori che gratificano il tuo animo e soddisfano ogni spigolatura della tua sofferente ed errante narrazione esistenziale. Ti dicono cose che vuoi che ti vengano dette, perché sono le tue stesse parole, le tue emozioni, quello che tu avresti detto al loro posto! Ancora di più riescono a farlo coloro che sanno scrivere, e chi tra noi non è rimasto mai rapito da un libro, da uno scrittore forse da una lettera!

Quando questo parlare, questo scrivere è relegato al mondo della pura letteratura, allora si capisce che lo scopo di chi parla o di chi scrive, è quello di descrivere uno stato emozionale che è fine a se stesso, e in quanto tale la sua purezza si concretizza in un fine ultimo che è uguale a se stesso, senza nessun relativismo, senza nessuna ambiguità o compromesso.

Lasciando perdere i grandi del passato di ogni ordine, grado e disciplina, mi piace qui ricordare Alessandro Baricco, uno scrittore, saggista, musicologo che fa un uso saggio delle parole nella perfetta consapevolezza del suono che esse producono e dei benefici che esse apportano all’anima, oppure di Vittorio Sermonti, recentemente scomparso, quando parlava della Divina Commedia!

Lo stesso parametro di giudizio non mi sento di applicarlo alla classe politica, spesso infatti ci troviamo ad ascoltare il politico di turno che sa incantarti con le proprie parole, che sa indicarti un tipo di percorso in cui riesce abilmente a coniugare qualità della vita, uguaglianza, pluralismo e perché no, estetica! Ma altrettanto spesso queste persone, che sanno ben parlare e spesso scrivere, non fanno seguire le proprie parole da un comportamento che di fatto dovrebbero uniformarsi a quelle scelte di vita delineate in discorsi e scritti e per i quali hanno ricevuto tanto consenso. L’esempio più lampante di questo stile oggi per me è interpretato da Gianni Cuperlo membro della direzione generale del PD; ecco Cuperlo è perfetto nella sua descrizione della politica, della società, dei rapporti interparlamentari e con il mondo dei media, salvo però a votare tutti, dico tutti i provvedimenti posti in essere dal Governo Renzi, dal jobact, all’italicum, al si alla proposta referendaria! Cuperlo vero esempio di dicotomia tra quello che si dice e quello che si pratica! Per dirla tutta, Cuperlo fa quello che dice, ma te lo mette in bella forma!!! E non è sufficiente!

Quello che voglio affermare con questo post è che quando si ha a che fare con la politica, bisogna fare molta attenzione alle abilità dialettiche di quelli che parlano e di quelli che scrivono, perché spesso in politica le parole vengono usate per prenderci in giro, per ingannarci e altrettanto spesso per illuderci. Soprattutto in politica c’è bisogno di persone che uniformino la propria vita al proprio linguaggio, perché è il loro linguaggio, tradotto in idee e analisi sulla vita che consente loro di ottenere dei voti grazie ai quali guadagnano molto bene; là dove scelte e comportamenti sono estranei a ideali, modelli e pensieri, ci troviamo di fronte a uno squallido falsario, o se volete politico di professione! Cioè di una persona che ha individuato nella carriera politica la linea più breve tra lui e una pensione, cioè il vitalizio.

La vita di uno che fa politica, dovrebbe essere costellata più da esempi che da parole, la misura dell’esempio, oggi più di ieri è documentata dalla percentuale di potere che il politico è disposto a rinunciare nell’interesse della collettività e ancora di più delle classi meno avvantaggiate; qualsiasi forma di privilegio che separa e differenzia la vita della classe politica, così come dei dirigenti della pubblica amministrazione da quella dei semplici cittadini resta un abuso di potere.

Se il confine tra politica e cittadini sono le parole, si rende opportuno che la casta dei politici resti inevitabilmente vincolata alle proprie parole e che i cittadini sappiano riconoscere e ben interpretare le vere parole.

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