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Archive for gennaio 2016

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La storia dell’Italia grossomodo la conosciamo un po’ tutti, di meno conosciamo la storia della pubblica amministrazione, esame classico di alcune facoltà universitarie.

Con queste osservazioni voglio semplicemente dire che conosciamo abbastanza bene l’evoluzione e le involuzioni, a seconda dei casi, della politica in Italia, molto meno i modi, le maniere e le misure con cui i diritti e i doveri si sono palesati ai consociati.

Il potere, l’oggetto della nostra analisi, oggi è circoscritto in tre grossi agglomerati:

  • C’è quello politico, che normalmente dovrebbe derivare da un percorso democratico, che dovrebbe operare in una dimensione decisionale.
  • Poi c’è quello della burocrazia, che si dovrebbe occupare di applicare le leggi.
  • E infine c’è il potere economico le banche che dovrebbero accrescere e consolidare la felicità dei cittadini! La felicità dei consociati è l’imperativo categorico della politica negli USA.

Lasciamo perdere il quinto potere che in Italia, per quello che è, e per quello che serve, è in stragrande maggioranza roba per lacchè e veline!

In Italia ognuno di questi poteri va per proprio conto, il risultato finale è una inutile e dannosa produzione legislativa, un’anarchia dell’apparato burocratico, una estraneità dell’assetto bancario al miglioramento delle condizioni socio-economiche e finanziarie della maggioranza degli italiani.

Ognuno di questi poteri, si governa da se, si gestisce come meglio crede e tutela innanzitutto i propri interessi e in maniera residuale quelli dei cittadini; da questi comportamenti ne deriva una sostanziale inefficienza e inefficacia del loro modus operandi, i problemi si evitano e non si risolvono, al massimo si tamponano, ci si mette una toppa, il più delle volte si rimandano.

Non in tutti i Paesi è così!!!

Prendiamo ad esempio l’America, è stato il Paese che ha innescato la grande bolla, il fallimento della Lehman Brothers Holdings Inc, della Ameribank, della Washington Mutual Bank e di un centinaio di altre banche strutturali, solo nel corso del 2008, fu presentato da alcuni come la fine del grande sogno americano.

Non è stato così!!!

Uomini e Istituzioni che contano si sono incontrati, hanno creato un piano, hanno varato dei provvedimenti, ergo, nel giro di pochi anni la crisi è stata superata, i problemi sono stati risolti, l’America consolida il Suo primato mondiale di potenza economica e finanziaria.

In Italia e in tanti Paesi dell’area Euro, non è così!!!

Ci si arrangia, si stenta, si elemosina uno zero virgola, si fanno elegie sulla speranza, si inneggia al presunto orgoglio italiano –vedi caso marò-, ci si incartoccia attorno a falsi problemi, si difendono i diritti dei più forti, si decantano le odi di sporchi politici e di ambigue figure istituzionali e non; alla fine si resta sempre lì fermi al palo con quelli pro che difendono dei partiti che hanno completamente smarrito ed esaurito ogni spirito legale, umanitario e culturale – vedete il quotidiano L’Unità che fine ha fatto- e quelli contro, probabilmente perché non hanno nulla da perdere o semplicemente perché si sono visti traditi da anni di una inutile politica.

La politica e i politici italiani sono così banali, così bigotti, così inconcludenti, con i loro finti ragionamenti e i loro scarsi interlocutori, e quella variegata claque di italiani che si portano appresso da una vita, perché pagati o perché servili, nella migliore delle ipotesi ingenui. Ma né vale la pena?!

L’Italia non ha il numero 10 di Downing Street, che hanno un pò tutte le Nazioni del Common law, e neanche le persone capaci di presiederlo, del resto manchiamo anche di  pragmatismo anglosassone, ed è per questo che non riusciremo mai ad affrontare e risolvere i problemi seri del Paese, su cui la classe politica italiana ci campa; siamo solo buoni a fare chiacchiere, giochi di bassa lega, riunioni a casa De Benedetti o Berlusconi, via Repubblica o Corriere della Sera, così si campa alla giornata, talk show permettendo e ISIS a parte!

Mi piacerebbe pensare che esistano persone serie, oneste e competenti, che si siedono attorno a un tavolo, abbiano il coraggio di cambiare le carte in tavola, di varare delle soluzioni o di assumere delle posizioni nette, di diffondere un po’ di reale felicità alla popolazione e poi abbiano il coraggio di andare a quel paese, ma so pure che è un “lusso” che non mi posso concedere!!!

Siamo quello che siamo,basta guardarsi indietro nella storia, e non cambieremo mai.

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A cazzo di cane…

 

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Tra i tanti problemi che angustiano l’Italia vorrei parlarVi di quello che riguarda coloro che sono scelti per giudicare e/o selezionare gli altri!

Non intendo in questa sessione parlare della giustizia italiana o della scuola che pure sono oberati da tanti, troppi problemi, e nelle fattispecie  modalità con cui questi vengono scelti e collocati; ma volerò un po più basso, anche se poi è dalle cose apparentemente effimere che si capisce il declino di una società.

Partiamo dalle cose frivole, si fa per dire, per poi passare a ragionare sui massimi sistemi. Nella TV italiana da un pò di tempo impazzano delle trasmissioni con riferimento esplicito ai settori della cucina, della musica e dello spettacolo in generale, in cui coloro che sono chiamati a giudicare, spesso non sono all’altezza del compito loro assegnato, in pratica, non hanno un curriculum appropriato!

Facciamo nomi e cognomi: xFaxtor, giudici, Elio, Fedez, Mika, Skin, il primo è la manifestazione dell’orrore musicale in tutte le sue declinazioni – poi se vi piace la “musica” di Elio, potete anche interrompere qui la lettura del post-, gli altri tre ben poca cosa per poter assurgere alla categoria di giudici!

E non parliamo di Sanremo per favore che ho già mal di testa!

MasterChef Italia, giudici, Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Carlo Cracco, dei perfetti signor nessuno prima che SKy TV non li lanciasse nell’Olimpo degli intoccabili, un perfetto connubio tra arroganza e macchietta napoletana di cui Crozza è stato un abile interprete. Se è andato tutto bene costoro hanno alle spalle studi presso una scuola alberghiera e qualche stage in qualche ristorante famoso, non è assolutamente sufficiente! Non so se avete una minima percezione delle linee guida dei presidi slow food e di cosa e di chi conta in Italia in materia di alimentazione! E poi se l’Expò di Milano fosse servito a qualche cosa, presumo che nella percezione degli italiani e nella struttura di alcune istituzioni italiane, dovevano permeare certi insegnamenti! Poi a proposito del successo della manifestazione di Milano, era scontato almeno nella misura in cui gli italiani preferiscono passare il loro tempo libero ad andare in giro nei supermercati piuttosto che visitare una mostra d’arte!?

Poi lasciamo stare quelli proposti da mediaset, che considero una vera e propria iattura per l’intrattenimento in Italia, in essi il livello sia dei giudici che dei giudicati è da vomito, con piccole imprevedibili eccezioni ma per nulla compensative!!!

In passato non è che le cose sono andate diversamente, certo è gente che fa spettacolo, ma la sostanza delle cose è scarsa; e badate bene che sto giudicando i giudici non i giudicati che spesso sono molto più bravi di chi pretende di giudicarli!!!

Il problema è in realtà chi seleziona e in che modo i selezionatori?!

Mi auguro sinceramente che i metodi non siano gli stessi con cui in Vaticano hanno selezionato la Chaouqui!

Tutti questi “artisti” che fanno da giudici, del mondo della cucina e dello spettacolo in genere in che modo vengono scelti? Si ricorre a società di selezione del personale? Si leggono i Curriculum? Ci si affida all’istinto? Vengono segnalati da amici degli amici? Si scelgono all’interno di CDA? Si va per simpatia? Sono raccomandati? Hanno dei manager capaci? Sono bravi a parlare? Hanno una maggiore capacità di slurpare? – Vedi ultimo libro di Marco Travaglio-

Quanti ce ne sono di più bravi, più buoni più belli e più modesti?

Io ho l’impressione che le scelte vengano fatte a cazzo di cane, bene che vada qualcuno li segnala, tanto lo spettacolo lo fanno i concorrenti non i giudici, a meno che non si impegnino a fare squallide sceneggiate!!!

Ma va bene così, siamo in un settore in cui è accettabile che la fortuna scelga l’uno piuttosto che l’altro, certo che se solo essa fosse più equa…!? Nessuno è insostituibile!

Ora se applichiamo lo stesso ragionamento in politica e più precisamente in campo elettorale, cosa succede?

Italicum permettendo!

Il popolo è la giuria, la quale non seleziona, se non in una piccola percentuale, chi devono essere i concorrenti, e i concorrenti non vengono giudicati in base a quello che hanno fatto o chi sono, altrimenti molti di questi non si potrebbero neanche ricandidare, visti i risultati che hanno prodotto, ma vengono scelti perché fanno parte di un partito o fanno parte di un CDA, sono amici di amici, praticano bene l’arte dello slurp, hanno fatto dei piaceri, hanno delle simpatie in alto loco, sono bravi a parlare, si a parlare…più o meno il corpo degli elettori italiani si comporta nella stragrande maggioranza dei casi come i giudici di XFaxtor, cioè sceglie perché è doveroso farlo, pensando di essere preparato al ruolo! In realtà per me non l’ha saputo mai fare sin dai tempi del fascismo!!! Avrebbe più senso mettersi la mano davanti agli occhi e scegliere un partito o candidato a caso, piuttosto che avere la presunzione di pensare che la propria scelta sia quella giusta, si appunto a caso, a cazzo di cane, la pratica più diffusa da chi è impreparato a ricoprire il ruolo che ingiustamente occupa… … …e gli italiani lo fanno benissimo!!!

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