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Archive for giugno 2015

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Se non corro, mi sembra di non respirare; l’aria filtra così lentamente dentro di me, da lasciare nel silenzio, tutto immobile, ho bisogno di una scossa per sentirmi vivo.

Non inseguo nessuno e non mi piace essere seguito, del resto sarebbe impossibile per chiunque respirare la mia stessa aria, la stessa con cui mi riempio i polmoni fino a farli scoppiare, la stessa che si fa desiderare come una donna amata.

E’ una vita che corro, non curandomi di nulla di ciò che mi gira attorno, macino sotto i miei passi, sassi, pensieri ed emozioni, tutto mi scivola addosso, ed insieme al sudore vanno via speranze e ricordi ormai confusi tra la polvere che mi lascio dietro.

Corro sino a sentirmi male, sino a quando crampi, respiro e polvere diventano un tutt’uno nei miei desideri, sino a quando non riesco a sprofondare nell’angolo più buio dei miei pensieri e annientare ogni desiderio.

Contano solo i miei passi, che uno dopo l’altro riescono ritmicamente ad annientare il tempo, ad educare il mio cuore, a cicatrizzare con il sale del sudore le ferite, ma soprattutto a impedirmi di pregare.

La forza di gravità mi trattiene sempre più pesantemente al suolo, ma ad ogni passo mi stacco quel tanto dal suolo che mi sembra di volare, senza nessun bisogno di ali, e questo è il mio fine… finire.

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Quando Dario I il grande, propose ai Greci di sottomettersi in cambio della pace e della prosperità, i greci erano ben consapevoli che in cambio dovevano cedere la propria libertà, il bene più prezioso, cosa che avevano fatto già altri popoli…

Nessuno all’epoca si schierò con i greci, nessuno avrebbe pensato che quel piccolo popolo avrebbe vinto contro l’impero persiano!

Non so se sia il caso di avocare i corsi e i ricorsi storici di vichiana memoria, certo che il potere delle banche e molto più subdolo di quello militare, ma c’è anche da dire che il direttorio mondiale della politica, basta pensare a quel pezzente di polacco…, è caratterizzato da quaquaraquà, quelli di Sciascia per intenderci!

Ricordo, ai tempi del liceo, tanto tempo fa, che mi meravigliai che i Fugger, dinastia di banchieri tedeschi, prestassero soldi al re, che incarnava il potere assoluto. Per me era inconcepibile che potesse esistere un potere finanziario superiore a quello che oggi diremo statale!

Da allora il capitalismo ha fatto progressi da gigante e ci sono molti uomini, basti pensare a G. Soros, che possono da soli muovere masse così enormi di danaro, da far fallire un Paese!

Morale della favola abbiamo un potere economico- finanziario che è più forte di quello politico, con la differenza che il primo non ha nessuna legittimazione popolare, mentre la politica quando c’è l’ha e l’ha ottenuta in maniera democratica è impotente di fronte al potere dei soldi!

Nell’Unione Europea questa analisi è un assunto, solo pochi temerari la mettono in discussione! A dire della Commissione, i soldi, quelli delle banche, sono i problemi di tutti, gli altri problemi sono dei singoli Paesi!?

Ma anche in democrazia dovrebbe valere il principio che nessuna responsabilità è possibile dissociare dalle conseguenze che né derivano!

I cittadini si recano alle urne per eleggere una classe politica che grazie al potere ricevuto provvede innanzitutto a crearsi una trincea di benessere e privilegi, poi porta il Paese al fallimento e pretende, attraverso un finto rinnovamento, come l’araba fenice, di rinascere dalle proprie ceneri, di riconquistare la fiducia dei cittadini, attraverso operazioni di marketing, deleteria ingegneria istituzionale e volgare rappresentazione della sofferenza del popolo.

Non intendo in alcun modo scindere le responsabilità della classe politica da chi li ha votati, tutte le legislature che si sono sino ad oggi avvicendate e il proprio corpo elettorale, o per lo meno quelli che in maniera sterile si ostinano a perpetuare il potere di partiti politici che ormai hanno completamente smarrito natura ideologica cosi come il senso del buon padre di famiglia, hanno tutti sulla coscienza la crisi sociale ed economica, l’inefficienza della classe dirigente, l’inquinamento della pubblica amministrazione, le anomalie della giustizia e per dirla tutta anche qualche strage del passato e quelle nel Mediterraneo; pensate alla legge Turco-Napolitano e poi Bossi/Fini e passateVi una mano per la coscienza!? Lì avete votati?! AssumeteVi anche Voi le Vostre responsabilità!!!

E’ sin troppo facile dare la colpa al partito o al politico di turno, riempirsi la bocca di un finto moralismo e indignarsi di fronte allo sperpero pubblico, quando poi dietro tutto questo malaffare c’è il Vostro ridicolo segnetto su un pezzo di carta bianca!

Volevo semplicemente descrivere due poteri, quello inutile della politica e quello dominante della finanza, che potrebbe anche essere nella natura delle cose e degli uomini, se non che essi conciliandosi in alcuni paesi tra cui la Germania, funzionano!

Allora cosa c’è in noi che non va!!!???

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Senza Senso

Incompetenza_

Come definireste la classe politica italiana, alla luce dei risultati sino ad oggi prodotti? Disonesta? Cialtrona? Approssimativa?

Io penso che la nostra classe politica sia semplicemente incompetente e ancora più incompetenti i cittadini che li votano, perché non hanno ancora imparato il senso della democrazia, il reale funzionamento delle Istituzioni e il senso comune della legge.

Certo non bisogna generalizzare, ma si sa in democrazia vince la maggioranza!

Si possono fare un mare di esempi, ma prendiamone uno giusto per far capire come agisce la “nostra” classe politica o come essa presume che debbano funzionare le istituzioni democratiche!

L’immigrazione, da un lato abbiamo masse enormi di povera gente che fugge con enormi sacrifici dalla fame e dalle guerre, dall’altro Paesi industrializzati la cui maggioranza si trova a fronteggiare una crisi economico-finanziaria senza eguali a tal punto che molti indici ufficiali, riportano lo status socio-economico di queste nazioni, simili a quelli del dopoguerra!

Non voglio addentrarmi sulla disputa pro o contro queste immigrazioni, ossia se anteporre o meno al dovere di solidarietà tra i popoli quello di non peggiorare la situazione di molti cittadini che tra disoccupazione, criminalità e servizi sociali in generale, e già di per se molto delicata. Quello che qui mi preme sottolineare sono alcune anomalie attorno alle quali, “la nostra classe politica” accompagnata da una SLURP -Marco Travaglio- classe giornalistica, accompagna la discussione, il pensiero e quindi anche le scelte oggetto delle diverse problematiche.

Viene fatta una prima distinzione tra profughi e immigrati per ragioni economiche, i primi, alla luce dei diversi Trattati internazionali, dovrebbero avere diritto di asilo, i secondi dipende!

Ora ditemi un Paese africano o del medio-oriente che non sia in guerra o potenzialmente in guerra o sotto una dittatura?!!! Nessuno o quasi!!! Quindi, sempre potenzialmente tutti gli immigrati potrebbero avocare il diritto di profugo! Poi come si verifica l’accertamento? Molti sono senza documenti, quando gli sarà chiesto da dove viene, non penso che l’immigrato sia così ingenuo da rispondere che viene da un posto in cui non c’è violenza! E poi perché mai il profugo dovrebbe avere più diritti rispetto ad un altro immigrato che fugge dal proprio Paese per le condizioni economiche in cui vive, forse chi ha fame ha meno diritti di chi ha paura?! O meglio spesso non si scappa da posti in cui si ha fame e paura allo stesso tempo!?

Un banale esempio per dimostrare come sia basso il profilo della discussione attorno ad un problema, creato dalla casta politica e da chi ci gira attorno… … …SLURP!

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E’ un bel casino vero?!

L’Italia, gli italiani o presunti tali, sempre lì pronti a urlare, a lamentarsi a linciare il mariuolo di turno, gli italiani, sempre alle prese con i loro piccoli/grandi problemi, il giudicare gli altri, chi ha torto, chi ha ragione, chi voto, ma si me ne sto a casa!?

Gli italiani brava gente, popolo democratico, con un alto senso delle Istituzioni ed una elevata consapevolezza socio-etica della politica, pronti sempre a buttarsi con virile approssimazione sul carro del vincitore di turno!

Gli italiani di Giorgio Gaber, gli italiani come Fabrizio Quattrocchi, gli italiani come Ilaria Alpi e poi gli italiani delle olgettine, delle tangentopoli infinite, degli imbonitori di turno!

Ma il mondo, non è fatto solo da italiani, inglesi e francesi, popoli che sicuramente hanno altri difetti e altri pregi, ma di certo non hanno tutta quella serie di problemi per cui in Italia si dilata la distanza tra popolo e istituzioni e quindi la condizione e la fruibilità della democrazia. Voglio dire, Inghilterra e Francia, pur non avendo tutta quella serie di problemi che limitano lo sviluppo di un Paese, del tipo efficienza della pubblica amministrazione, selezione della classe dirigente, reati contro la pubblica amministrazione, sperpero di danaro pubblico, assetto istituzionale, giustizia, scuola, criminalità organizzata etc…, sono ben lungi dalla soluzione dei loro problemi di natura economico/finanziari; come l’Italia presume di risolvere i Suoi enormi problemi economici e finanziari, quanto prima ancora deve ancora risolvere problemi fondamentali di democrazia, rispetto delle regole, struttura, dimensione, funzionamento e coordinamento delle istituzioni?!

Intanto il tempo passa, chi c’è, c’è, gli altri si attaccano al tram…quando passa, se passa!!!

Chi sta bene continuerà a star bene e chi sta male, continuerà a stare male. E per un pugno di polvere di stelle negli occhi a qualcuno, di certo il senso di precarietà, angoscia, inutilità che pervade la coscienza di molti non potrà essere cancellata con un’elemosina in busta paga!

Intanto nessun sacrificio è previsto all’orizzonte da parte di chi “guadagna” stipendi da favola con le tasse che i cittadini pagano, i cinque stelle, il Presidente Mattarella, e poi?! Chi lavoratore ha la capacità di decidere quanto deve guadagnare? Perché non possiamo decidere noi quanto pagare chi ci governa così male?!

Un cantante sosteneva: La vita è adesso, perché mai qualcuno si dovrebbe accontentare di fare enormi sacrifici adesso per un probabile futuro migliore, quanto c’è chi da parassita vive alle spalle della collettività e tanti hanno così tanto da non poter consumare tutto in mille vite?! Molti vivono con lo stesso atteggiamento mentale di quei terroristi che si fanno esplodere, nella consapevolezza che in paradiso avranno cinquanta vergini a loro disposizione!!! Povere donne che aspettano vergini che un coglione arrivi per loro!!?

La realtà è ben diversa, la realtà è che nel funzionamento della scienza inesatta dell’economia, l’unica che abbia dato dimostrazione di aver funzionato è quella keynesiana, i governi possono, anzi devono prendersi la responsabilità di sostenere la domanda se consumatori e imprese smettono di spendere. Se i governi non lo fanno, è perché non solo tollerano la recessione, ma addirittura la desiderano, perché essa solidifica la fondazione sociale del capitalismo, facendolo risorgere più forte di prima!!!

Ci vorrebbe più coraggio, più onestà per affrontare le diverse problematiche che deturpano le istituzioni, non più democratiche, ma il livello è basso, la identificazioni fra eletti ed elettori, ci conduce sempre e inevitabilmente ad un appiattimento verso il basso, siamo un po tutti come tanti emigranti su di un barcone, condotti al macello da scafisti senza scrupoli, ogni tanto qualcuno si salva, pensa di aver raggiunto la terra promessa, intanto molti dormono ad occhi aperti sotto le onde del mare.

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A volo d’angelo!

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Il Codice penale, nel libro secondo, del Titolo II, dei delitti contro la pubblica amministrazione, al Capo I, prevede i reati di Peculato art. 314, Concussione art 317; Corruzione art. 318 e segg.; Abuso d’ufficio art. 323; questi sono tra i principali, ma non i soli, reati contro la pubblica amministrazione.

In Italia i protagonisti di questi reati sono fondamentalmente quattro: il politico, il funzionario pubblico, l’imprenditore e il mafioso. Le rispettive competenze di ciascuno sono:

  • Il politico ha i soldi
  • Il funzionario li gestisce
  • L’imprenditore li investe
  • Il mafioso opera come supervisore

C’è da dire che in Italia, spesso la figura dell’imprenditore coincide con quella del mafioso.

Facciamo un esempio!

C’è a valle un problema, ad esempio l’immigrazione clandestina; compito del politico è quello di risolverlo(!?) Per risolverlo stanzia dei soldi! Attenzione qui c’è un passaggio fondamentale! A chi dare questi soldi?!  A imprese che già si occupano di immigrazione naturalmente, oppure a imprese che si occupano del sociale magari costituite ad hoc! I soldi passano dal centro alla periferia, seguendo precisi canali clientelari, perché in ballo non dimentichiamolo ci sono molti soldi, molti posti di lavoro, molti voti e quindi molto potere!!!

La cooperativa X ottiene un appalto grazie alla collaborazione di funzionari e politici locali, i soldi arrivano, il problema non viene risolto, anzi peggiora, intanto arrivano nuove commesse e altri soldi, eventuali contrattempi vengono risolti dal mafioso di turno, nel frattempo c’è qualche elezione! L’imprenditore si ricorda degli amici e degli amici degli amici, e si sdebita finanziando la campagna elettorale e ricordando ai propri operai e impiegati chi dà loro del pane!

Come possiamo ben notare in questo semplice esempio, già sono contemplate le diverse forme di reato precedentemente elencate!

I magistrati, per quelle che sono le loro competenze cercheranno di applicare la legge e punire i colpevoli, ma le soluzioni al problema le devono dare i politici. In realtà Noi abbiamo una classe politica che specula sui problemi più che risolverli, così come sull’immigrazione, anche sulla disoccupazione o sulla scuola, con una leggera differenza, mentre il centro-destra cercava di nascondere i problemi o difendere i colpevoli, il centro-sinistra, più furbo, non nasconde nè tanto meno difende i presunti colpevoli, dando l’impressione di una dissociazione, ma in entrambi i casi il problema politico resta!!!

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Allora come la mettiamo?!

Bel casino vero?!

Si, mi riferisco alle ultime amministrative!!!

Chi ha vinto?! La sinistra della speranza, la destra dell’oblio, la disinvoltura dei contestatori, i numeri, le leggi, la politica, forse gli uomini, ma di sicuro non l’etica!!!???

Sull’argomento si sono spese e si spenderanno fiumi di parole e di querele, di certo non sarà mai affrontato il problema principale che è il rapporto tra etica e politica!!!

Argomento vasto, complesso, ma se vogliamo ridurlo agli estemi termini, Norberto Bobbio affermava:<< Lo stato di necessità, può creare un’eccezione alla regola, ma deve essere un’eccezione se no sarebbe regola! La deviazione alla regola, l’eccezione, deve essere giustificata, le deviazioni non giustificabili, sono inammissibili.

L’etica politica è l’etica di chi svolge attività politica, che non è il potere in quanto tale, ma il potere per il raggiungimento del bene comune, il bene comune è uno dei criteri fondamentali per giudicare un buon governo da un altro che non lo è!

Se il fine giustifica i mezzi, chi giustifica il fine?

I fini perseguiti dai capi sono tutti fini buoni? Non è possibile ammettere un criterio che consente di distinguere i fini buoni da quelli cattivi?!

L’etica buona in politica è l’etica dei risultati e non dei principi? E se vogliamo distinguere tra i vari risultati non occorre obbligatoriamente risalire ai principi?!

E soprattutto il buon risultato si può ridurre al successo immediato?!

I vinti hanno sempre torto per il fatto di essere vinti? Ma tutto ciò non esclude che il perdente di oggi può essere il vincitore di domani!?

Victrix causa deis placuit  Sed victa Catoni>>.

Il verso esalta la scelta di chi segue i propri ideali e rimane coerente con i propri valori anche quando il corso della Storia pare darli per sconfitti(?!)

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