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Archive for 12 Mag 2015

Quod%20me%20nutrit%20me%20destruit_21

Chi ha cura della propria formazione, studia, si aggiorna, ascolta, fa costantemente operazioni di confronto, seleziona e sintetizza. In queste operazioni conta molto l’humus culturale e sociale in cui il soggetto è cresciuto e le condizioni economiche in cui egli si trova! Nell’ambito di questo processo le inclinazioni caratteriali e psicologiche delle persone, umili o arroganti, generosi o egoisti, onesti o disonesti, acculturati o ignoranti, pazienti o impazienti, ottimisti o pessimisti, ingenui o furbi nel loro insieme contribuiranno a determinare, soprattutto nell’ambito dei processi di massa, le scelte politiche, economiche e culturali di un Paese, tale processo è quello sintetizzato dal determinismo storico anche da parte di Hegel!

La situazione politica ed economica dell’Italia è il coagulo di questo processo che a tratti, vedi fascismo, vedi comunismo, vedi capitalismo e più in piccolo berlusconismo e renzismo è diventato pericoloso!

La risultante di questo ragionamento è che oggi l’Italia a causa dei suoi elettori è un Paese in piena crisi! Quando si parla di crisi, bisogna avere una profonda consapevolezza dell’entità della crisi, che naturalmente prescinde da quella che può essere la nostra situazione economico-finanziaria! In Italia così come in buona parte dei paesi europei, il problema dei problemi è il debito pubblico, quella “cosa” in virtù della quale, ormai da anni, ci vengono chiesti enormi sacrifici, che si sa, in buona parte vengono pagati dal ceto medio e pensionati, ho detto in buona parte!? E’ ovvio chiedersi a questo punto cosa è il debito pubblico, come si è formato e chi sono i principali responsabili!?

Il debito pubblico in economia è il debito che uno Stato ha contratto nei confronti di un altro Stato o impresa, vedi banche; il debito pubblico dell’Italia è passato dal 2005 a gennaio 2015 – espresso in milioni di euro – da 1.512.779 a 2.165.900 (fonte ISTAT), cioè è sempre aumentato, i protagonisti di questa escalation sono i Governi che sino ad oggi si sono avvicendati, passati e presenti! Ma il problema non si limita unicamente al fatto che in passato “abbiamo vissuto” al di sopra delle nostre possibilità, politiche keinesiane a parte, ma al fatto che una buona parte di questo debito pubblico è formato da derivati! I derivati sono strumenti di pura speculazione finanziaria, e con il tempo sono diventati sempre più sofisticati e incontrollabili! In pratica cosa sono?! Supponiamo di prenotare una vacanza, versiamo una caparra! Se poi in vacanza non ci possiamo più andare, perdiamo la caparra e quindi anche la vacanza!!! La caparra è il derivato! Il caso più eclatante, oggetto delle indagini della procura di Trani, è quello del pagamento durante il governo Monti alla Morgan Stanley, di 2,4 miliardi sulla scia di anomale analisi da parte di due agenzie di rating statunitense Standard & Poor’s e Fitch, entrambe accusate di avere manipolato scientemente i dati allo scopo di scatenare la speculazione internazionale contro i titoli di Stato italiani. 

Possiamo quindi facilmente intuire che l’Italia non sarà mai in grado di sanare il suo debito pubblico e quindi di superare la crisi per le seguenti ragioni:

  • Entità del debito! Solo di interessi l’Italia paga circa 100 miliardi all’anno!
  • Composizione del debito, titoli tossici oggetto di una crescente speculazione internazionale!
  • L’impossibilità di superare il vincolo del 3% sul deficit, imposto dal patto di stabilità!

 

In questo contesto l’Unione Europea o meglio la Commissione cosa fa?! Spinge affinchè gli Stati debitori paghino i loro debiti nei confronti di altri Stati e quindi delle banche. L’Italia i soldi non li ha per sanare questo deficit, non li potrà mai avere!!! Intanto però massacra la collettività di tasse, lo Stato Sociale va sempre più in malora, l’economia langue nonostante alcune condizioni internazionali favorevoli e la disoccupazione è in costante aumento per fasce e proporzioni!

Se la U.E. curasse gli altri problemi dell’Europa come cura gli interessi delle banche, saremo a cavallo!!!

 

Dall’altro lato sempre l’Unione Europea, nel rispetto del patto di stabilità, spinge affinchè si facciano quelle riforme che possano modificare il trend negativo dell’Italia, ma la maggior parte delle riforme che si sono fatte e si faranno si scontreranno contro i diritti acquisiti, lo è stato per il porcellum, lo è per la Legge Fornero, lo sarà nei confronti dell’Italicum, sulla delibera per i vitalizi dei politici condannati con sentenza passata in 

giudicato e vedete cosa vi dico, anche nei confronti degli ottanta euro in busta paga e per alcuni articoli del job-act!?

 

Ora rendiamoci conto una buona volta di tutti i nostri limiti!?

Abbiamo una classe politica impreparata, selezionata in maniera indecente che produce risultati deplorevoli!

Mica pensate che Razzi o Sposetti siano un’eccezione?!

Dove pensano di arrivare gli italiani di questo passo?!

Almeno mi piacerebbe, a titolo esclusivamente morale, che la casta rinunciasse, così come hanno fatto i cinque stelle, a un po del loro stipendio, dei loro privilegi o emolumenti, così per solidarietà nei confronti di quella povera gente che non c’è la fa più! E passare ai consiglieri regionali e poi ai dirigenti e funzionari e poi al piano Cottarelli, così per dare un segnale un esempio!!!??? E invece no!? La casta è sempre lì in prima linea a difendere se stessa prima di qualsiasi idea o principio, convinti che con qualche parola o twett si possa salvare il Paese e il popolo risponde con altre mille parole e twett e i giornali rincalzano, fino a essere sepolti da un mare di cazzate che non servono a guarire il Paese, perché in fondo il Paese Italia è stato abituato a cibarsi con il proprio veleno!

:<< Quod me nutrit me destruit>>:

Favola serale

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone colla figlia del re! Basta! Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, colla neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire… mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.

 

A buon intenditore poche parole…!?

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