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Archive for agosto 2014

Il maratoneta

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Era passata più di un’ora da quando avevo iniziato a correre, e le cose non andavano per niente bene! Non mi rispondevano le gambe e i polmoni elemosinavano dell’ossigeno che avrebbero scarsamente utilizzato, mentre le giunture ad ogni saliscendi andavano ognuna per proprio conto, e poi lì sempre in agguato sua maestà il crampo, che in tempi sempre più ristretti, mi lanciava segnali di una sua imminente visita.

Il corpo era debordante di un sudore che annichiliva i pochi fievoli pensieri rimasti, e il rumore dell’affanno trasaliva dai polmoni al cuore per soffermarsi solo in una smorfia di dolore, in fondo sarebbe bastato poco per porre fine a quello stillicidio, bastava semplicemente fermarsi! Un lusso che non mi potevo permettere, in fondo non volevo che finisse, meglio stare lì sofferente e irreparabilmente in declino piuttosto che fermarsi, perché fermarsi sarebbe stato ingiusto e poi dietro di me c’erano i mostri!

E allora dovevo reagire, cercai di raccogliere alla meglio quei due neuroni che ancora furoreggiavano nella mia testa collegandone uno al cuore, sperando che mi reggesse, cercai poi di non fare passi falsi, anche nel tentativo di distribuire le poche forze rimaste in un improbabile equilibrio gravitazionale. L’unico pensiero rimastomi lo utilizzai per ingannare il dolore, cercando di pensare altro, il bosco che mi circondava, quel ristorante in riva al mare, le mani di una donna, ma un crampo al polpaccio sinistro mi ridestò dai ricordi per ricondurmi alla mia condizione di mortale, cercai così di distribuire lo sforzo sul lato destro del mio corpo, in fondo mancava così poco all’arrivo, dietro di me  mi ero lasciato tanto vomito, piscio, lacrime e sudori, tanta terra e poi c’erano i mostri che mi rincorrevano!

In piena crisi pregai il mio dio della guerra Bikila, di venirmi in aiuto, mi vennero in mente i grandi altipiani del Kenya, un respiro profondo, un altro ancora, un altro passo ancora che ne trascinava un altro che batteva giù la terra come un tamburo in una nuvola di polvere.

Il tempo era diventato per me una nozione insignificante, mentre lo spazio da occupare era unicamente rappresentato da quello che mi separava dalla meta, quella stessa che avevo superato da più di un’ora, non accorgendomi che la corsa era finita già da molto tempo…e continuai a correre… … …

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Il pifferaio magico

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Il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, dice agli italiani le cose che gli italiani vogliono sentirsi dire, infonde loro speranza, coraggio, parla di orgoglio ed esige il rispetto della comunità internazionale, insomma parla agli italiani come un vero leader sa parlare al suo popolo.

In un’epoca in cui la comunicazione ha assunto un ruolo fondamentale tra gli uomini, e ancora di più laddove essa è supportata da mezzi di comunicazione di massa, cosa dire e come dirlo diventa fondamentale in politica che per chi è intenzionato a gestire il potere.

Renzi è perfettamente consapevole dell’entità dei problemi, e non si può far a meno di non essere d’accordo con buona parte delle cose che dice, ma se non ci si fermasse sulla forma delle cose, appunto la comunicazione, e si entrasse nel merito delle cose, ci renderemmo ben presto conto della superficialità delle cose fatte se poste in relazione con la vera gravità dei problemi.

L’Italia è un Paese in recessione tecnica, ossia abbiamo un PIL in costante diminuzione da più trimestri, bassa crescita, aumento della disoccupazione, aumento del debito pubblico, sintomi che si traducono in una sola parola: depressione, cioè calo della domanda e conseguente calo della produzione, del reddito da lavoro, di quello fiscale, dei prezzi e dei profitti e conseguente disoccupazione. Ebbene cosa sta facendo il Governo Renzi per affrontare questi problemi?!

:<< La riforma del Senato?!>>

L’impatto dei provvedimenti intrapresi dall’esecutivo equivale a zero, tuttavia è cambiato il livello di percezione della crisi, segno di una buona campagna di comunicazione.

L’Italia è ferma da diversi anni, quello che invece và avanti è il patto di Arcore, non quello del Nazareno, tra Renzi e Berlusconi, infatti non sfuggirà ai più attenti osservatori l’attuazione di progetti programmatici da tempo a cuore dell’ex cavaliere, come la eliminazione della navetta Camera-Senato, e la riforma della giustizia, cioè riforme strutturali che vanno a risolvere i problemi economici(?!)

In cambio dell’appoggio che Renzi ha ricevuto da forza italia per la destrutturazione del Senato della Repubblica, il premier approderà a una riforma della giustizia di stampo berlusconiano, facendola passare come una necessaria riforma del processo civile, mentre in realtà si comprimerà ancora di più i poteri della magistratura e nulla sarà fatto in termini di corruzione, falso in bilancio e conflitto d’interessi; nei panni di un elettore del PD mi sentirei poco edificato!

Ma non c’è da aspettare tanto per verificare la inutilità delle politiche renziane, basta aspettare i risultati prodotti dal semestre di presidenza dell’Italia dell’U.E. Scommettete che equivarranno a zero?! Mass-media permettendo!!! Vi siete mai chiesti come mai la Francia di Holland, che non ha gli stessi problemi politico-costituzionali dell’Italia, la più affine al PD, non abbia saputo affrontare in maniera strutturale le questioni economiche e finanziarie, appiattendosi sulle posizioni della Germania?! Lo stesso risultato avremo in Italia, tante piccole inutili o vergognose riforme che indeboliranno il già sterile sistema democratico italiano, senza nessuna seria riforma in campo economico o fiscale. Nel frattempo si andrà avanti a colpi di spot, twitter e battutine sullo stile berlusconiano, strette di mano e risatine di circostanza, mentre c’è chi non ha più né futuro, nè presente; intanto il macroscopico pianeta PD colmo di illusioni e illusionisti, sta trascinando il Paese alla rovina, non avendo nessuna memoria storica delle proprie origini, stanno consegnando il Paese al più antidemocratico dei regimi dei Paesi occidentali, se andrà bene alla Nuova Democrazia Cristiana etichettata forza renzi!!!

Le cose possono cambiare nel bene o nel male, avere l’illusione che le cose cambino, è peggio che le cose cambino in peggio, in entrambe le ipotesi Renzi e i suoi PD sono sulla strada buona!!!

Fuffas by Crozza

Pied_Piper2

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Il confine del mare

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-Si, faccio… faccio delle ricerche, sapete delle ricerche…

-Onde.

-Cioè… vedete lì, dove l’acqua arriva…sale sulla spiaggia poi si ferma… ecco. Proprio quel punto, dove si ferma… dura proprio solo un attimo, guardate, ecco, ad esempio lì…vedete che dura solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell’attimo…quando l’acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva… è quello che io studio. Dove l’acqua si ferma.

-E cosa c’è da studiare?

-Bè, è un punto importante…a volte non ci si fa caso, ma se ci pensate bene lì succede qualcosa di straordinario, di… straordinario.

-Veramente?

– Lì finisce il mare.

 

Oceano mare

Alessandro Baricco

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Scemo di guerra!

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Ho l’impressione che dopo l’olocausto, per il quale va agli ebrei la mia piena solidarietà, quando c’è da dire qualcosa contro di essi da parte degli Stati nazionali e anche di organizzazioni Sovranazionali, ci sia una specie di ritrosia, perché è facile essere poi definito un antisemita, nemico del popolo ebreo. In realtà con la Shoah gli ebrei non hanno acquisito un diritto di rivalsa contro nessuno, non è così che funziona! Anzi più di qualsiasi altro popolo dovrebbero capire l’orrore che con la guerra si perpetua tra gli uomini. Se poi al ragionamento aggiungiamo il peso finanziario che le lobby ebraiche hanno nel mondo, il cerchio diventa ancora più stretto, forse la Goldman Sachs vi dirà qualcosa, tanto per citarne qualcuna!

Perché se le due osservazioni fatte poc’anzi fossero sbagliate, non si riesce a capire come mai nessuno, a parte il Santo Padre, alla luce dei bombardamenti israeliani a Gaza, abbia iniziato a parlare di crimini di guerra!? Ossia la perpetuazione di azioni disumane commesse nel corso di una guerra in violazione delle norme internazionali regolatrici della violenza bellica.

Ah, dimenticavo, lo Stato d’Israele rivendica il diritto alla sicurezza interna contro il lancio dei missili da parte di Hamas, ma non mi risulta che tali missili abbiano causato danni bellici agli israeliani ne tanto meno tra la popolazione civile, segno che il sistema antimissilistico israeliano cupola di ferro o iron dome, funziona molto bene! E mentre la vita scorreva serenamente a Tel Aviv, un centinaio di bambini palestinesi moriva sotto i bombardamenti.

La questione israelo-palaestinese ricca di sfumature e forti contraddizioni ormai da anni se non da secoli, giunge al suo epilogo con la nascita proprio di Hamas, un movimento terrorista che in quanto tale risulta indifendibile, concedendo in tal modo allo Stato di Israele e alla “solidale” comunità internazionale di dare il via libero alle operazioni israeliane in territorio palestinese, rivendicati da sempre come propri dalla destra di Tel Aviv sia in onore delle sacre scritture che soprattutto sulla spinta dei coloni ebrei.

Ma dopo questo breve quanto banale excursus storico, veniamo alla fatidica domanda delle cento pistole!

E’ inutile girare attorno alle domande, per risolvere qualsiasi dubbio di tipo tecnico o morale, bisogna rispondere con sincerità alla seguente domanda:<< E’ giustificabile il bombardamento di postazioni civili del tipo scuole, ospedali, spiagge o anche abitazioni, se si è nella convinzione che al loro interno si celano obiettivi militari?>> Riformulo la stessa domanda in maniera più esplicita:<< E’ accettabile il massacro di 100 civili per uccidere un terrorista di Hamas e qualche postazione missilistica?>>

Ora chi tra noi è favorevole all’operazione militare dello Stato d’Israele, accetta come un costo necessario la morte di civili tra cui molte donne e bambini, al contrario chi non condivide l’opzione militare israeliana, non può far a meno di denunciare l’intervento militare israeliano a Gaza, come un crimine di guerra!

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crateri

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