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Archive for febbraio 2014

Unico

Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai
dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai
non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Moby Dick, bada a te se t’innamorerai.
E vola via colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.
Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi
tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai.
E vola via sopra un vascello fantasma
e vola via verso una terra promessa
Moby Dick bada a te se t’innamorerai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
chi impazzì dietro a te non tornò mai più…

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A Francesco Di Giacomo

La voce più bella di sempre, oltre ai testi e alla musica.
Un saluto al grande maestro scomparso, parte integrante della mia formazione musicale, ti conserverò sempre nel mio cuore.
Ciao.

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Ricordi

Matt-Ferguson-Blade-Runner

 

Questa volta non parlo di politica!

Vorrei parlarvi del film di Ridley Scott, Blade Ranner del 1982 con Herrrison Ford, famosissimo!

Ci sono diversi aspetti di questo film che mi attraggono, molti di questi sono stati già ampiamente dibattuti, tuttavia c’è un’affermazione tra le tante che mi ha sempre turbato! Durante una conversazione la segretaria del dott. Tyrell, Ms. Rachael, chiede all’agente Rick Deckard –Herrison Ford-, se alla luce di un esame da lui condotto su di lei, essa sia un replicante o meno, la stessa adduce diverse cause che giustificherebbero la sua appartenenza al genere umano, tra cui la principale riguarda il fatto che lei ha dei ricordi, che elabora e che giustificano il fatto che chi ha un passato che fa parte di una memoria storica suscettibile di essere riformulato all’interno di parametri spazio temporali, non può essere che umano!

L’agente Deckard risponde a Rachael dicendole che anche quei ricordi non sono altro che innesti mentali, ossia gli sono stati impiantati dei ricordi in modo artificiale, in maniera tale da darle una coscienza capace di rielaborarli e in quando tale quindi giustificare la sua natura umana!

Di questa conversazione l’aspetto che più mi affascina è appunto la giustificazione della presenza dei ricordi come prova della propria esistenza!

Questi aspetti fanno parte della cibernetica disciplina che io ignoro completamente, ma ricordo che da piccolo mi affascinavano molto i ragionamenti del Prof. Silvio Ceccato, che non capivo anche alla luce del Suo libro “La fabbrica del Bello”! Resta il fatto che l’ipotetica possibilità che i nostri ricordi siano solo il frutto di esperienze prodotte artificialmente e non veramente vissute mi turba, e non poco!

Il mio tentativo di trovare una soluzione al dilemma trova un validissimo conforto nella lettura delle confessioni di Sant’Agostino, egli affermava:<< che l’uomo nel tempo, ancora prima di farsi uomo è già memoria e in quanto tale destinato a permutare nel tempo, farsi coscienza e poi consapevolezza di se stesso, nella forma più pura di espressione cioè l’autocoscienza che per Sant’Agostino è un’eterna riflessione nella presenza di Cristo>>.

:<< 17.26. La facoltà della memoria è grandiosa. Ispira quasi un senso di terrore, Dio mio, la sua infinita e profonda complessità. E ciò è lo spirito, e ciò sono io stesso. Cosa sono dunque, Dio mio? Qual è la mia natura? Una vita varia, multiforme, di un’immensità poderosa. Ecco, nei campi e negli antri, nelle caverne incalcolabili della memoria, incalcolabilmente popolate da specie incalcolabili di cose, talune presenti per immagini, come è il caso di tutti i corpi, talune proprio in sé, come è il caso delle scienze, talune attraverso indefinibili nozioni e notazioni, come è il caso dei sentimenti spirituali, che la memoria conserva anche quando lo spirito più non li prova, sebbene essere nella memoria sia essere nello spirito; per tutti questi luoghi io trascorro, ora a volo qua e là, ora penetrandovi anche quanto più posso, senza trovare limiti da nessuna parte, tanto grande è la facoltà della memoria, e tanto grande la facoltà di vivere in un uomo, che pure vive per morire. Che devo fare dunque, o tu, vera vita mia, Dio mio? Supererò anche questa mia facoltà, cui si dà il nome di memoria, la supererò, per protendermi verso di te, dolce lume. Che mi dici? Ecco, io, elevandomi per mezzo del mio spirito sino a te fisso sopra di me, supererò anche questa mia facoltà, cui si dà il nome di memoria, nell’anelito di coglierti da dove si può coglierti, e di aderire a te da dove si può aderire a te. Hanno infatti la memoria anche le bestie e gli uccelli, altrimenti non ritroverebbero i loro covi e i loro nidi e le molte altre cose ad essi abituali, poiché senza memoria non potrebbero neppure acquistare un’abitudine. Supererò, dunque, anche la memoria per cogliere Colui, che mi distinse dai quadrupedi e mi fece più sapiente dei volatili del cielo. Supererò anche la memoria, ma per trovarti dove, o vero bene, o sicura dolcezza, per trovarti dove? Trovarti fuori della mia memoria, significa averti scordato. Ma neppure potrei trovarti se non avessi ricordo di te>>.

:<< Cos’è il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so”. Perché il tempo misura tutto e tende a cancellare tutto eccetto la memoria che è la persistenza nel tempo della propria coscienza che si fa suono attraverso la parola e con quel linguaggio noi glorificando Dio, guardando verso l’alto, riusciamo a cogliere la vera essenza della nostra presenza, che è lì in quel momento, nel momento stesso in cui la memoria ci rende persistenti nel tempo e non una cosa dimenticata ancor prima di essere ricordata>>.

Non so se può bastare, ma in queste parole si nasconde la memoria di ciascuno o per meglio dire l a memoria di quella visione che giustificano la nostra essenza, il nostro fluire nel tempo.

Altrimenti se no che differenza ci sarebbe tra sogno e realtà!?

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VERGOGNA!!!

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Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, è uno dei più anziani iscritti al PD. Né è la più degna espressione!

Nei prossimi giorni Napolitano incontrerà per un giro di consultazioni al Quirinale il condannato in via definitiva per evasione fiscale il Sig. Silvio Berlusconi, che in virtù della sentenza può essere definito a tutti gli effetti un delinquente.

Premesso che ogni sentenza non è mai di tipo infamante, anche perché sono previste dal codice forme di recupero e reinserimento! (Riconosco che l’affermazione fa ridere!!!) Sono sorpreso dal così poco clamore che la stampa ufficiale abbia dato all’incontro e in particolar modo alla scarsa indignazione che il popolo del PD ha manifestato sull’incontro, che a mio modo di vedere è assai più grave rispetto all’incontro che lo stesso berlusconi ha avuto con il segretario del PD Renzi, per il semplice fatto che quest’ultimo incontro si è verificato fuori dalle istituzioni, presso la sede del PD in Largo del Nazareno a Roma e non al Quirinale, simbolo della Repubblica e dell’unità nazionale!!!

Nel mio precedente post ho evidenziato come non ci siano gli estremi per la messa in stato di accusa del P.d.R., ma unicamente quelli di natura morale soprattutto se relazionati a ragioni di opportunità e convenienza, ma con questo incontro al Quirinale, con cui il P.D.R. con una semplice discussione entra in relazione con un delinquente a proposito delle consultazioni per concedere il mandato al futuro presidente del Consiglio, si palesa una trattativa Stato, delinquente, che presenta accanto a problemi di natura morale, anche seri risvolti circa lo status costituzionale del P.d.R. (!?)

Che il P.D.R. tratti con un delinquente, all’interno delle istituzioni è un fatto di una gravità inaudita, intollerabile, inaccettabile per la morale comune e per la dignità delle Istituzioni.

Un delinquente non dovrebbe metter piede in via ufficiale all’interno delle istituzioni democratiche!!!

E gli italiani che fanno?!

E gli elettori del PD cosa dicono?!

                               

                                           CHE VERGOGNA!!!

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Immoral Suasion

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La cultura politica del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è facilmente inquadrabile in quelle che furono le Sue posizioni durante gli anni 70:

–    Si al compromesso storico.

–    No alla questione morale.

Ambedue le posizioni furono quelle sostenute dal segretario del PCI di allora Enrico Berliunguer.

Sappiamo benissimo come sono andate a finire le cose, il compromesso storico si è chiuso con la morte di Aldo Moro, la questione morale è ancora aperta!!! (Se vi va andate a verificare il ruolo ricoperto da Napolitano in quel periodo, soprattutto il Suo rapporto con l’allora Segretario di Stato Henry Kissinger!)

Questo è il modus operandi di Napolitano, lo si evince dalle scelte che costantemente pone in essere.

La “questione” del ruolo della Presidenza della Repubblica all’interno di una Repubblica parlamentare è un fatto che alla luce di taluni comportamenti si impone nella difesa del ruolo stesso che la Costituzione ha dato ai diversi Organi sia costituzionali che di rilievo costituzionale.

Le funzioni principali del Presidente della Repubblica italiana, in una Repubblica di tipo Parlamentare, sono sostanzialmente di garanzia verso le parti politiche e rappresentanza dell’unità nazionale e non ha assolutamente nessun potere di influenzare politicamente le Istituzioni, il potere risiede all’interno del Parlamento i cui membri vengono eletti dal popolo (?!), in altri termini dicesi democrazia rappresentativa, le più consolidate sono quelle di tipo procedurale.

Ci siamo?!

Ma veniamo ai fatti, anno 2007, Governo Prodi, come rivelato dall’allora Ministro del Tesoro Padoa Schioppa, durante un pranzo nel quale erano anche presenti Romano Prodi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Enrico Letta, il Presidente della Repubblica manifesta le Sue critiche nei confronti dell’impianto del Governo, spingendo per soluzioni condivise, immaginiamo senza sforzo che intendeva con Forza Italia di Berlusconi, di lì a poco dopo la concessione di un mandato esplorativo a Franco Marini, le camere sarebbero state sciolte.

Autunno 2011 Governo Berlusconi IV gli italiani sono sottoposti a un triplice attacco, le leggi finanziarie del Ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti, le riforme invocate dalla UE, le bugie di Berlusconi che nega la crisi e i Suoi problemi giudiziari. Contemporaneamente lo SPREAD è alla stelle, ma il particolare più importante è che viene approvato, con procedura anomala sia nella forma che nella sostanza (poteva essere indetto un referendum costituzionale), il Fiscal Compact, con cui si impone tra le altre cose, un pareggio di bilancio e una significativa riduzione del debito pubblico…

Ma la popolazione già martoriata dalle precedenti manovre finanziarie del governo Berlusconi IV non avrebbe retto politicamente a questa scelta! Viene così escogitato lo squallido espediente della lettera della BCE! Inoltre la sentenza in via definitiva per evasione fiscale di Berlusconi si avvicina sempre di più.

Il Presidente del Consiglio è spacciato sia politicamente, il Suo Governo non ha risolto un solo problema strutturale della nazione, l’Italia è ridicolizzata da un punto di vista internazionale in merito al bunga-bunga, molti alleati lo abbandonano, la sentenze è alle porte, il credito a Berlusconi è al minimo storico, c’è la possibilità di affondare Berlusconi e da un punto di vista politico che giudiziario!

Ma gli italiani hanno trascurato il ruolo di “garanzia” del Presidente della Repubblica, il quale su Berlusconi ebbe a dire: dal settimanale il Moderno “la rivoluzione Berlusconi è di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità produttive” (p. 115)”

Lo statista del Quirinale insieme al Suo entourage di sana estrazione massonica, basta leggere le biografie dei suoi consiglieri, controllare dove si sono formati e quali incarichi diplomatici hanno rivestito, questo almeno è quello che dichiara il Gran maestro Giuliano Di Bernardo, professore di Filosofia della scienza a Trento, con criteri squisitamente massonici seleziona impropriamente un altro massone Mario Monti che sarà il Deus ex machina, grazie al quale in un sol colpo, si libera Berlusconi dall’ingrato compito di applicare i compiti BCE, Fiscal Compact, di prepararsi a fare l’opposizione ai suoi stessi provvedimenti e di affrontare la campagna elettorale come vittima predestinata della Commissione Europea, della Merkel, del sistema giudiziario italiano e del procedimento legislativo Camera, Senato che non gli ha consentito di attuare le riforme (Poi con quella maggioranza?!)

Monti fedele esecutore dei poteri forti esegue una serie di manovre che oltre a reprimere ulteriormente l’economia del Paese, peggiora tutti i principali indici eccetto lo SPREAD che migliora grazie agli interventi del Presidente della BCE, Mario Draghi.

Andrebbe tutto bene se non ci fossero state alcune scadenze da rispettare, elezioni politiche 2013, pronuncia della Corte di Cassazione su Berlusconi per evasione fiscale, ambedue conclusesi negativamente per il cavaliere, elezione del presidente della Repubblica, nascita dell’incognita Movimento 5 Stelle, che fa l’opposizione.

In dispregio della prassi istituzionale, nonostante le dichiarazioni contrarie, viene riconfermato al Quirinale Napolitano, mancavano in Italia uomini o donne che potessero ricoprire quel ruolo, il quale violando il democratico principio dell’alternanza, ripresenta la stessa formula del compromesso nella convinzione che dal combinato disposto centro-destra, centro-sinistra possa nascere qualcosa di buono (vedi caso Cancellieri?!) Di fatto il mandato viene dato ad Enrico Letta che formerà il governo, dapprima con il consenso di Berlusconi il quale spera da Napolitano in cambio dell’appoggio un provvedimento di Grazia e/o amnistia, poi con l’appoggio di Alfano che crea il Nuovo centro destra!

Le vicende che hanno portato alla rielezione di Napolitano, a cui non sono estranee le forti burocrazie di Stato, le scelte da questi posti in essere, il defenestramento di Bersani, la mediocrazia della conduzione del governo da parte di Letta, la cui politica si inserisce sulla falsa riga di Monti, vedi legge di stabilità e questione “equità”, indici di crescita, creano malumori nel PD che cerca di reagire portando alla segreteria del partito Matteo Renzi.

Questi in estrema sintesi i fatti!

Cose c’è di anomalo in questi fatti del comportamento di Napolitano è sotto gli occhi di tutti, ossia valutazioni politiche che non dovrebbero esserci dato il ruolo che il Presidente dovrebbe ricoprire, si avverte palesemente non più la centralità del Parlamento ma quella del Quirinale, ma che centra?!

Da dove promana tutto quell’andar, rivieni dal Quirinale dato i poteri attribuitigli dalla Costituzione?!

E’ ancora sovrano il Parlamento? Sovrano poi con quella legge elettorale…?!

E’ assai probabile che da un punto di vista giuridico, la messa in stato di accusa del Presidente sia pretestuosa, ma i comportamenti, le scelte, le opinioni e i risultati, possono essere altamente sanzionabili.

Il Presidente della Repubblica, nel complesso ha fatto un uso improprio del cosiddetto potere della “moral suasion, ossia di quel potere intrinseco ad un’autorità di garanzia al fine di indurre dei soggetti ad assumere un comportamento per lui ritenuto moralmente, socialmente e tecnicamente corretto nell’interesse del Paese, autorità che gli deriva dal Suo status di ruolo e di organo super partes (???!!!) Ed è proprio in questa contraddizione tra valenza giuridica del proprio ruolo e comportamenti che sono privi di una giustificazione sociale ed etica, che viene meno il ruolo di imparzialità e garanzia esercitato dal principe del Quirinale.

 

P.S. Non fidateVi di nessuno…!!!

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Come Don Chisciotte

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Sto leggendo il Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes, lo trovo un libro eccezionale per diverse ragioni, in particolar modo ritengo che descriva con sconcertante realismo non solo l’epoca in cui fu creato, ma la società che stiamo vivendo!

Cervantes racconta con geniale lucidità la decadenza di un’intera società nella quale agli ideali, si sostituiscono elementi materialistici di dubbio valore, ancora una volta la “follia” viene utilizzata come elemento per smascherare i problemi e le contraddizioni che stanno alla base di una collettività la cui condotta opera la   didascalica eliminazione di ogni impulso che possa condurre un pò al di là o al disopra di quelli che sono le scelte e gli itinerari voluti da una maggioranza per definizione giusta, forse equa! In realtà c’è la soppressione di ogni istinto in quanto tale diverso dagli altri, un’indipendenza che possa individuare e caso mai indicare, anche sulla scorta della sola immaginazione, un itinerario diverso, una soluzione alternativa, e la consapevolezza di questa impotenza, porta inevitabilmente a una presa di coscienza negativa di cui la follia ne rappresenta l’unica via di fuga.

La diversa visione della vita dei due protagonisti conduce inevitabilmente il lettore a scontrarsi con due opposte contraddizioni dell’anima, quella che spinge verso il vero, il sano, il giusto e quella che spinge verso il necessario, l’ineluttabile determinismo che ha bisogno di distruggere una “sua” parte per sopravvivere e l’altra che sopperisce perché non vuole o non è in grado di difendersi, ambedue questi aspetti vengono trattati in modo differente e contrapposto nelle due parti di cui è composto il libro, tale aspetto spiazza notevolmente il lettore che non sa a quale principio aderire! Si può dire tutto e il contrario di tutto, in realtà cambia poco, passato e presente, pensiero e azione, illusione o realtà pur reinterpretate in diverso modo, danno sempre lo stesso risultato la morte della verità, infatti ancora oggi ci si chiede se Don Chisciotte fosse consapevole o meno della propria follia!?

In realtà ci sarebbe da dire molto di più, e da pessimo lettore quale sono, non era mia intenzione fare una recensione di questo capolavoro, ma come accennato in precedenza, ritengo l’Opera di Cervantes particolarmente adatta a descrivere l’età ambigua e contraddittoria che stiamo attraversando, nella quale quel guazzabuglio di opinioni e scelte variamente combinate tra di loro, mai le stesse perché sempre le stesse, ci hanno fatto perdere di vista la realtà perché la parola non corrisponde più alla cosa ed un attimo dopo è già un’altra cosa ed intanto il passare del tempo uccide ogni speranza ogni illusione, eccetto quelle di chi è o si proclama folle!!!

:<< Non è e non sarà mai. Dio è un commediante. Dio non sopporta le tragiche conseguenze di un’anima imperfetta. La tragedia è troppo umana. La commedia è divina…>>:

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crateri

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