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Archive for luglio 2013

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Se vi va di partecipare… … …cum grano salis!

Passaparola!!!

Dai il tuo contributo alla Riforma Costituzionale!

 

 

Dall’8 Luglio 2013 fino all’8 Ottobre 2013 tutti i cittadini potranno dare il loro contributo alla Riforma della Costituzione partecipando alla consultazione on line su www.partecipa.gov.it, attraverso un questionario on line.

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ed il Ministro per la PA e la Semplificazione Gianpiero D’Alia stanno supportando il Ministro per le Riforme Costituzionali, Gaetano Quagliariello, in un impegno che intende favorire la massima partecipazione possibile dei cittadini e coinvolgere le PA nella promozione dell’iniziativa.

A tal fine il Formez ha messo a disposizione Linea Amica, il contact Center della Pubblica Amministrazione italiana (numero verde 803.001 da rete fissa, www.lineaamica.gov.it per informazioni via posta elettronica o chat), che risponderà ai cittadini che manifestano bisogno di informazioni o difficoltà nella compilazione del questionario.

Il questionario si compone di due parti:

–       una semplice, con domande a risposta chiusa per tutti i cittadini;

–       una di approfondimento con commenti liberi per gli addetti ai lavori.

 

In entrambi i casi, le domande sono raggruppate in 3 categorie: Forma di Governo e Parlamento, Strumenti di Democrazia Diretta e Autonomie Territoriali.

 

Nel primo caso si tratta di 8 domande di facile comprensione, per un tempo di compilazione stimato in circa 5 minuti. Il secondo livello, per utenti con un grado di consapevolezza maggiore, è articolato in 14 domande con l’aggiunta di alcuni campi aperti e prevede un tempo di compilazione di circa 20 minuti.

 

Questa è una occasione importante per partecipare al processo di riforma e fornire indicazioni preziose per i lavori istituzionali. I risultati confluiranno in un rapporto che sarà pubblicato on line e consegnato alla Presidenza del Consiglio.

La forma della consultazione popolare è uno strumento di democrazia partecipativa, complementare ai canali tradizionali della democrazia rappresentativa. Non ha valenza statistica, né misura le preferenze di tutta la popolazione italiana, ma può fornire un importante contributo nel processo di identificazione delle necessità percepite e dell’impatto delle azioni politiche.

www.partecipa.gov.it è lo spazio web concepito per essere utilizzato con tutti i terminali più moderni. La sezione Guida, aiuta la compilazione con semplici spiegazioni e informazioni per comprendere il funzionamento dei questionari e navigare all’interno del sito della Consultazione. Il Glossario facilita la comprensione di termini e nozioni utilizzati nei questionari. Alla chiusura della consultazione, www.partecipa.gov.it diventerà la  piattaforma permanente per l’aggregazione delle iniziative di consultazione e di partecipazione del Governo e dei Ministeri, e per l’approfondimento e la condivisione di tematiche civiche.

Per informazioni:

www.partecipa.gov.it e www.lineaamica.gov.it o chiama Linea Amica 803.001

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A proposito dell’IMU!

A proposito dell’IMU!

Parto un pò da lontano, ma vi assicuro che ne vale la pena!
L’evoluzione antropologica delle forme di Stato ha condotto buona parte di questi Stati a sancire anche all’interno delle proprie Costituzioni quei tre pilastri fondamentali su cui si regge la loro Sovranità.
Essi sono territorio, popolo, legge; abbiamo cioè un elemento di spazio entro cui lo Stato esercita legittimamente la propria sovranità, entro i cui confini vive un Popolo che crea sopra di se – teoria Istituzionalista di Santi Romano- un ordinamento giuridico indipendente ed effettivo, ubi societas ibi ius!
Questo semplice meccanismo su cui si regge la sacralità di uno Stato, io lo trasferisco al semplice nucleo familiare, che di fatto è la cellula base di uno Stato; infatti una famiglia, come uno Stato, si stanzia su un determinato territorio, la casa, la quale è abitata da un certo numero di individui, la famiglia, la quale si regge su un codice, ossia quelle regole che reggono la vita o lo stile di vita di quella famiglia –in una famiglia democratica ci si riunisce e si decide cosa fare, mentre in una famiglia di stampo patriarcale decide il capo famiglia(?!)-
Su quel territorio la famiglia esercita pieno diritto di sovranità, o per meglio dire di proprietà, tanto è vero che qualsiasi altro estraneo voglia acclarare dei diritti, se non ne ha, sarà respinto con forza! La proprietà è sacra!
Su questo territorio, cioè la casa, lo Stato pretende di esercitare un diritto, quello di esigere una somma in danaro, che teoricamente parlando, dovrebbe essere destinata ad aumentare la qualità di vita dei consociati!
In realtà spesso viene utilizzata per rimediare agli errori di un’intera classe politica!
In tal modo uno Stato, anche se non socialista, va ad incidere su un bene acquisito come è la prima casa!
Ma lo Stato non paga a nessuno l’esercizio della Sua Sovranità su un determinato territorio perché essa è stata acquisita con la forza! Quella stessa che esercita nei confronti dei cittadini per ottenere una prestazione che per diritto costituzionale esso stesso non è tenuto a dare a nessuno, eppure in rapporto Stato-Cittadini si regge anche sul principio fondamentale della reciprocità(?!)
Questa diversa impostazione ideologica di per se non va bene, ossia lo Stato non può fare agli altri quello che pretende non venga fatto a se stesso!
Ideologicamente parlando questa è la tesi che sottostà alla liceità o meno dello Stato italiano di imporre una tassa sugli immobili, altra cosa è poi l’interpretazione, l’uso e l’abuso che si fa della Legge
La casa è un benessere, un agio che di per se non è produttrice di ricchezza, anzi per dettato costituzionale deve avere una funzione sociale -art. 42 Cost.- molto spesso per ottenerla si sono resi necessari enormi sacrifici, l’attuale tassa sulla casa l’IMU, una tassa che secondo me andrebbe profondamente rimodulata perché fascista nella genesi e nell’applicazione, colpisce in maniera deleteria qualsiasi ceto sociale, infatti quando tempo fa si parlava di far pagare l’IMU anche alla Chiesa, qualcuno tirò fuori l’ipotesi di farla pagare solo agli immobili produttivi di un reddito! Mi chiedo io perchè non applicare questo principio a tutti gli italiani?
Supponiamo che ci sia un miliardario che per scelta e stile di vita decide di stare in affitto o in albergo, ebbene costui non pagherà neanche un centesimo di IMU>>!
Vi sembra giusto?!
Meglio una patrimoniale no?!
Per tutti coloro che sostengono la liceità dell’IMU in quanto è una tassa che viene pagata in tutti gli Stati a democrazia evoluta, vale la solita risposta:<< l’Italia non è un Paese a democrazia evoluta, il livello di tassazione è tra i più elevati al mondo, la ricaduta del pagamento di queste tasse sul tessuto sociale italiano, in termini di controprestazione, sussidiarietà e contratto sociale è insignificante!!!

Cordiali saluti!!!

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OSHO

OSHO – La tua Saggezza e il tuo Amore ti rendono pericoloso per…
Per queste parole e’ stato ucciso, come altri prima di lui e dopo di lui… ma ci sara’ sempre qualcuno che riprende questi concetti e li porta avanti con l’esempio e altri li faranno propri…e la coscienza si espandera’ sempre piu’…ci siamo quasi.

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Uomini allo specchio

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Non vorrei essere nei panni di un elettore del PD, la cui classe politica di riferimento ci sta trascinando nel ridicolo ai limiti dell’indecenza istituzionale e in una impasse di democrazia degna del Mitero Buffo di Dario Fò!

Toccherà di nuovo al PD salvare Berlusconi?

Non vedo perché non dovrebbe farlo, lo ha già fatto con il governo monti, lo sta facendo con il governo Letta e in passato lo ha fatto diverse volte non applicando leggi quali conflitto d’interessi o approvando leggi che ne rafforzavano il potere tipo depenalizzazione del reato di abuso di ufficio, approvazione con l’art. 111 della Costituzione del Giusto processo con cui si sancisce l’inutilità di prove testimoniali raccolte solo in presenza del PM e non del giudice, e per salvare uno solo migliaia di processi per mafia vanno in fumo – anno 1999 diretto dall’eccellentissimo Pres. D’Alema- e poi la legge ad hoc che rende incompatibili tra loro la figura del gip e quella del gup di cui berlusconi trarrà profitto in merito al processo Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir. E su questa falsa riga almeno un’altra trentina di provvedimenti pro berlusconi ad opera dei pro centro-sinistra!

Cosa s’inventerà il Presidente della Repubblica, che per il momento tace?! Amnistia, indulto, grazia, commutazione di pena!?

Ma restiamo ai fatti:

Se la Cassazione confermerà la sentenza di condanna emessa contro berlusconi, rendendola in tal modo definitiva, come si regolerà la Giunta per le autorizzazioni a procedere e in pratica il Parlamento?!

Ipotesi n. 1: Voterà a favore, Berlusconi deve scontare la pena, il Governo cade, il Presidente della Repubblica cercherà di prendere tempo, magari nominerà un nuovo governo di saggi, il tempo di applicare per intera l’IMU, l’aumento dell’IVA, riorganizzare Forza Italia attorno alla figura di Marina Berlusconi e al PD di fare l’ennesimo inutile congresso che si concluderà con l’incoronazione di Renzi!

Si va a votare con il porcellum!

Ipotesi n. 2 La giunta vota contro l’arresto di Berlusconi, per probabili vizi procedurali, il Governo Letta è salvo, berlusconi viene eletto senatore a vita per meriti nei confronti della Repubblica (?!)

Al congresso del PD il partito si spacca, ritorna la nuova forza italia con in programma stellare!!!

Ecco perché in tutta questa faccenda, non vorrei essere nei panni degli elettori del PD, i cui nuovi rappresentanti stanno dando ampie dimostrazioni di quanto siano inutili le primarie alla luce delle scelte che stanno facendo, si comportano allo stesso modo di coloro che hanno sostituito.

I miei dubbi nascono spontanei attorno alla fattispecie antropologica dell’elettore PD

Da un lato c’è chi ha interessi economico-finanziari e quindi anche lavorativi con il PD a partire dai CDA delle Fondazioni Bancarie per finire con quei galoppini sfigati della politica che non hanno più trovato credito elettorale, dall’altro ci sono i nostalgici, gli idealisti!!!  I finti intellettuali. O quelli che adorano farsi del male?!

Ma in fondo cosa abbiamo da rimproverare a un elettore del PD?

Voglio dire… non mi sembra che abbiano fatto delle cose così gravi!

Qualche volta rubano, non ammazzano nessuno, figuriamoci!… Qualche atto impuro ma è normale no?

Lavoro, hanno una famiglia, pagano le tasse. Non mi sembra che abbiano delle colpe… non vanno neanche a caccia!

Ah, voi parlavate di prima! Ah… ma prima… ma prima mi sono comportato come tutti.

Cantavo canzoni popolari tipo bella ciao, l’internazionale… però in coro eh!

Io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio…

Come? Se sono del PD? Mah! In che senso? No, voglio dire…

Qualcuno è del PD perché è nato in Emilia, perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.

Qualcuno è del PD perché glielo avevano detto.

Qualcuno è del PD perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno è del PD perché Bersani è una brava persona.

Qualcuno è del PD perché berlusconi non è …

Qualcuno è del PD perché è ricco o benestante ma amava il popolo.

Qualcuno è del PD perché non ne può più di fare l’operaio.

Qualcuno è del PD perché vuole l’aumento di stipendio.

Qualcuno è del PD perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?

Qualcuno è del PD perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…

Qualcuno è PD perché “Viva D’Alema, viva Fassina, Ichino, Renzi, viva Bettini”.

Qualcuno è del PD perché guardava sempre Rai Tre.

Qualcuno è del PD per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno è del PD perché conosce gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno è del PD perché  scambia il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo D’Alema”.

Qualcuno è del PD perché è convinto d’avere dietro di sé l’Unipol e  il MPS.

Qualcuno è del PD perché era più “piduista” degli altri!!!

Qualcuno è del PD perché c’era il grande Ulivo e prima ancora la Margherita!

Qualcuno è del PD perché non c’è niente di meglio.

Qualcuno è del PD perché abbiamo il peggiore Partito di centro-destra d’Europa.

Qualcuno è del PD perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda…e non solo!

Qualcuno è del PD perché non ne poteva più di venticinque anni di governi viscidi e ruffiani.

Qualcuno è del PD perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera…ma D’Alema non è stato a capo del COPASIR?!

Qualcuno è del PD perché chi è contro il PD!!!???

Qualcuno è del PD perché sopporta più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Qualcuno credeva di essere del PD e forse era qualcos’altro…no era proprio del PD!

Qualcuno è del PD perché sognava una libertà simile a quella americana, vedi Veltroni!

Qualcuno è del PD perché pensava di poter essere vivo e felice solo se NON lo erano anche gli altri.

Qualcuno è del PD perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita…eh, che sto dicendo!?

Qualcuno è del PD perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

No, niente rimpianti. Forse anche oggi molti aprono le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

E ora? Anche ora ci si sente come in due, forse in tre: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.

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1-      Se Papa Francesco è il Papa, perché Benedetto XVI continua a vestirsi da Papa?!

2-      Alfonso Signorini, il noto showman è un uomo di successo!?

         E quale prezzo ha dovuto pagare?!

3-      Quando gli italiani si renderanno conto che l’Italia è fallita come Paese e che non ci sono margini di recupero?!

         Chi glielo dovrà dire, forse la TV?!

4-      Esiste ancora il Made in Italy?!

5-      Chi sarà l’erede di Berlusconi?!

         E di D’Alema?!

6-      Per essere lettrici – lettrici, il giornalista fa un altro mestiere- di TG in televisione, bisogna essere per forza di bell’aspetto?!

          Chi cura le selezioni alla RAI e a Mediaset?!

7-      E’ sufficiente la magistratura a difenderci dagli abusi delle forze dell’ordine?!

          Perché in Italia non esiste una disciplinare contro gli abusi delle forze dell’ordine?!

8-      Ma le basi NATO, in Italia, lo pagano l’affitto?!

9-      Se i Presidenti della Repubblica, Ministri e sottosegretari, giurano sulla Costituzione, quando non la rispettano, possono essere denunciati?!

10-   La De Girolamo, Ministro dell’Agricoltura conosce la differenza tra una carota e una patata?!

11-   Esiste un programma su Mediaset che stimoli i neuroni?!

12-   E soprattutto chi vincerà le prossime elezioni… … …nel Regno del Kongo?!

 

                                        Cordiali saluti… … …?!

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I quasi Cento passi!

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Una delle principali cose che mi fu detto quando studiavo all’ISLE, Istituto di Studi Legislativi di Roma presso palazzo Grazioli, nel lontano 2003 dal prof. Ainis: è che in Italia le cose vanno male perché le leggi sono fatte in malo modo, troppe e troppo sbagliate…

Durante la mia carriera di consulente legislativo, esperto di drafting, ho avuto modo di verificare più volte e in diversi contesti istituzionali, quanto fosse vera questa affermazione!

Tuttavia non avrei mai immaginato che la casta dei politici di destra e di sinistra avesse un tale senso dello Stato e delle Istituzioni in genere, da dedicare buona parte del loro operato per la salvaguardia degli interessi di uno solo.

Le leggi dovrebbero tutelare innanzitutto gli interessi di un’intera comunità, ma la cosa sorprendente nell’articolo che seguirà di Marco Travaglio, non è tanto il prodigarsi dei rappresentanti di berlusconi -non del PDL- nella difesa degli interessi del proprio capo, quanto l’enorme produzione legislativa dei governi di centro-sinistra per la difesa degli interessi del cavaliere e di riflesso a sostegno anche del loro anomalo status politico-istituzionale! –la casta-

Per cui non c’è da meravigliarsi se alla fine i due amanti si sono decisi a dichiararsi all’opinione pubblica, continueranno nella loro opera di inquinamento istituzionale, di confusione dell’informazione e in particolar modo della privazione di qualsiasi speranza per un futuro migliore…!?

Se sei quello che mangi, o dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, o dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei, o dimmi chi escludi e ti dirò chi sei, in verità io vi dico: dimmi le leggi che fai e ti dirò chi sei… … …?!

Basta semplicemente ricordarsene alle prossime elezioni… … …?!

http://spacepress.wordpress.com/2013/03/18/micromega-le-leggi-della-vergogna/

P.S. Vi chiedo la cortesia di leggere l’articolo di Marco Travaglio,  c’è di mezzo un pizzico della Vostra libertà di pensiero!

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Lo Zimbabababwe

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La Cassazione ha confermato la sentenza inflitta a un 71enne il quale reagiva nei confronti di alcuni carabinieri che lo avevano fermato perché viaggiava con un’auto con un solo faro acceso asserendo che «in questo schifo di Italia di m….»

L’art. in questione è il 291 del codice penale che contempla il reato di vilipendio alla Nazione, per il quale afferma la Suprema Corte, è sufficiente una manifestazione generica di vilipendio alla nazione, da intendersi come comunità avente la stessa origine territoriale, storia, lingua e cultura, effettuata pubblicamente, basta cioè un’espressione di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l’onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall’autore.

Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero in qualsiasi modo, sancito dalla Costituzione, non può ai sensi della Corte trascendere dall’esprimere ingiurie e offese gratuite alla Nazione.

Ma non è di questo che voglio parlare, è mia precipua intenzione parlarvi di una nazione africana lo Zimbabababwe.

Lo Zimbabababwe ha raggiunto la propria indipendenza dopo dure lotte contro l’occupazione straniera, nonostante gli enormi sacrifici patiti per raggiungere tale indipendenza, spesso alcuni abitanti del luogo intonano cori contro la madrepatria, bruciano le bandiere e offendono con parole e gesti quei principi di democrazia , libertà ed eguaglianza sanciti dalla loro Carta Costituzionale.

Il paese oggigiorno non sta attraversando una fase positiva della propria evoluzione socio-economica, infatti molti diritti che si pensava fossero acquisiti stanno venendo meno, la crisi economico-finanziaria ormai resasi ingestibile per una classe politica corrotta e irresponsabile, ha trascinato il Paese nella miseria e nella vergogna internazionale, qua e là già si verificano fenomeni di suicidi, malnutrizione, e insurrezione!

La classe politica, succube di lobby internazionali, si è resa responsabile di atti e comportamenti che hanno profondamente leso l’onore e il prestigio della Nazione, addirittura si è profilata l’ipotesi di un insediamento della dittatura dal momento che tutta l’opposizione è stata fatta fuori(?!)

Gli Organi preposti al rispetto della Legge e quelli deputati alla denuncia delle angherie della classe politica  e non, sono assenti o inefficaci.

Inoltre il Paese da diverso tempo si trascina dietro tutta una serie di stragi molto gravi , su cui non si è mai riuscito a far luce, su alcune di queste stragi si profila la copertura e/o collaborazione da parte di Organi dello Stato.

Delinquenza, disoccupazione, degrado ambientale e ingiustizia sociale, insieme a inquietanti casi di prostituzione, la fanno da padroni.

Le denunce da parte delle Corti internazionali tipo giustizia o UNESCO, per corruzione, sperpero di danaro pubblico e abbandono del patrimonio artistico-culturale, non servono a nulla!

Eppure nonostante tutto qualcuno potrebbe pensare che lo Zimbabababwe non sia un Paese la cui consistenza sia simile alla m…!?

Alla marmellata… … … cosa avevate capito?!

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La storia lo ha dimostrato, soprattutto quando sono venute alla luce le nefandezze perpetrate in campo economico. Abbiamo scoperto che molti aspetti del nostro vivere si fondavano su un’assenza, su un “vuoto”, soprattutto valoriale.  Abbiamo preferito aggrapparci a sentimenti che sapevamo essere vuoti ma che ci davano illusione.

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I 10 miti del capitalismo

“Il capitalismo nella sua versione neoliberale ha sfiancato se stesso. Gli squali della finanza non vogliono perdere i loro profitti, e spostano il peso principale del debito sui pensionati e sui poveri. Un fantasma della “Primavera Europea” sta tormentando il Vecchio Mondo e gli oppositori del capitalismo spiegano alla gente come le loro vite siano state distrutte. Questo è l’argomento dell’articolo di un economista portoghese, Guilherme Alves Coelho.
Esiste una nota espressione, cioè che ogni nazione ha il governo che si merita. Questo non è del tutto vero. Le persone possono essere ingannate da una propaganda aggressiva che influenza attraverso schemi, e sono dunque facilmente manipolate. Menzogne e manipolazioni sono l’arma contemporanea della distruzione di massa e dell’oppressione delle persone. Sono efficaci quanto i tradizionali mezzi di guerra. In molti casi si integrano a vicenda. Entrambi i metodi vengono utilizzati per ottenere la vittoria alle elezioni e distruggere i paesi ribelli.
Ci sono molte modalità per manovrare l’opinione pubblica, nella quale l’ideologia del capitalismo è stata fondata e mitizzata. È una combinazione di false verità che sono state ripetute milioni di volte, nel corso delle generazioni, e quindi diventate indiscutibili per molti. Sono state programmate per rappresentare il capitalismo come credibile e per mobilitare il sostegno e la fiducia delle masse. Questi miti sono distribuiti e promossi mediante strumenti multimediali, istituzioni educative, tradizioni familiari, appartenenze a credi religiosi, ecc. Ecco di seguito i più comuni di questi miti.

Mito 1. Con il capitalismo, chiunque lavori duramente può diventare ricco
Il sistema capitalistico procura ricchezza in maniera automatica agli individui che lavorano duramente. I lavoratori inconsciamente hanno creato una speranza illusoria, ma se non si realizza, potranno biasimare soltanto loro stessi. Infatti, con il capitalismo, la probabilità di successo, indipendentemente da quanto si può aver lavorato, è la stessa in una lotteria. La ricchezza, con rare eccezioni, non si crea con il duro lavoro, ma è il risultato di frode e mancanza di rimorso per coloro i quali hanno maggior influenza e potere. È un mito che il successo sia il risultato di duro lavoro, e combinato con la fortuna e una buona dose di fiducia, dipenda dalle abilità di impegnarsi in attività imprenditoriali e dal livello di competitività. Questo mito crea i seguaci del sistema che lo supportano. Anche la religione, specialmente quella Protestante, lavora a supporto di questo mito.

Mito 2. Il capitalismo genera ricchezza e prosperità per tutti
La ricchezza, accumulata nella mani di una minoranza, prima o poi sarà ridistribuita tra tutti. L’obiettivo è permettere al datore di lavoro di accumulare ricchezza senza fare domande. Allo stesso tempo la speranza è sostenuta dal fatto che prima o poi i lavoratori verranno premiati per il loro lavoro e la loro dedizione. Infatti, anche Marx concluse che lo scopo definitivo del capitalismo non è la redistribuzione della ricchezza ma la sua accumulazione e concentrazione. Il divario crescente tra i ricchi e i poveri nell’ultima decade, specialmente dopo la creazione del sistema del neo-liberalismo, ha provato l’opposto. Il mito è stato uno dei più comuni durante la fase del “social welfare” nel periodo post-bellico, e il suo principale scopo era la distruzione dei paesi socialisti.

Mito 3. Siamo tutti sulla stessa barca
La società capitalista non ha classi, quindi la responsabilità dei fallimenti e delle crisi ricade su tutti e ognuno deve pagare. L’obiettivo è creare un senso di colpa tra i lavoratori, permettendo ai capitalisti di aumentare i ricavi cedendo invece le spese alle persone. Infatti, la responsabilità ricade interamente sulle élite formate da miliardari che supportano il governo e sono a loro volta da esso supportati, e che hanno sempre goduto di grandi privilegi nella tassazione, negli appalti, nelle speculazioni finanziarie, nelle off-shore, nel nepotismo, ecc. Il mito è impiantato dalle élite per eludere la responsabilità per la condizione del popolo, e per obbligare quest’ultimo a pagare gli errori delle élite.

Mito 4. Capitalismo significa libertà
La vera libertà la si può raggiungere soltanto attraverso il capitalismo con l’aiuto del cosiddetto “mercato dell’auto-regolazione”. L’obiettivo è quello di creare qualcosa simile alla religione del capitalismo, dove ogni cosa viene presa com’è, e di negare alla gente il diritto di partecipare nelle decisioni macroeconomiche. Certo, la libertà nel prendere le decisioni è la massima libertà, di cui però gode soltanto una ristretta cerchia di individui potenti, non le persone comuni, e nemmeno le agenzie governative. Nel corso di summit e forum, nei ristretti gruppi, a porte chiuse, i capi di grandi compagnie, banche e corporation multinazionali, prendono le decisioni finanziarie ed economiche più importanti di natura strategica. I mercati, pertanto, non si regolano autonomamente, vengono manipolati. Questo mito è stato utilizzato per giustificare l’interferenza negli affari interni di paesi non-capitalisti, basata sull’assunto che non hanno libertà, ma hanno regole.

Mito 5. Capitalismo significa democrazia
La democrazia può esistere soltanto con il capitalismo. Questo mito, che senza problemi segue il precedente, è stato creato per impedire la discussione su altri modelli di ordine sociale. Si sostiene che siano tutte dittature. Il capitalismo è affiancato da concetti come libertà e democrazia, mentre il loro significato viene distorto. Infatti la società è divisa in classi e i ricchi, che sono l’ultra-minoranza, dominano su tutti gli altri. La “democrazia” capitalista non è nient’altro che una dittatura mascherata, e le “riforme democratiche” sono processi opposti al progresso. Come il mito precedente, anche questo serve come scusa per criticare e attaccare i paesi non-capitalisti.

Mito 6. Elezioni sono sinonimo di democrazia
Elezioni sono sinonimo di democrazia. L’obiettivo è denigrare e demonizzare gli altri sistemi e impedire una discussione sui sistemi politici ed elettorali, nei quali i leader vengono determinati attraverso elezioni non borghesi, per esempio in virtù dell’età, dell’esperienza, o popolarità dei candidati. Infatti è il sistema capitalista che manipola e corrompe, un sistema in cui il voto è un termine condizionale e le elezioni solo un atto formale. Il mero fatto che le elezioni sono sempre vinte da rappresentanti della minoranza borghese li rende non-rappresentativi. Il mito che le elezioni borghesi garantiscano la presenza di democrazia è uno dei più radicati, e anche alcuni partiti e forze di sinistra credono in questo.

Mito 7. Alternando partiti al potere è lo stesso di avere un’alternativa
I partiti borghesi che periodicamente si alternano al potere hanno programmi alternativi. L’obiettivo è perpetuare il sistema capitalista all’interno della classe dominante, alimentando il mito che la democrazia si riduce alle elezioni. Infatti, è ovvio che un sistema parlamentare bi-partitico o multi-partitico è in realtà un sistema mono-partitico. Si tratta di due o più fazioni di un’unica forza politica, che si alternano, imitando il partito con una politica alternativa. Le persone scelgono sempre un agente del sistema, essendo certe che non è ciò che stanno facendo. Il mito che i partiti borghesi abbiano diversi programmi e che siano anche oppositivi, è uno dei più importanti, se ne parla costantemente per far funzionare il sistema capitalista.

Mito 8. Il politico eletto rappresenta il popolo e quindi può decidere per esso
Al politico è stata concessa autorità dal popolo e può governare a suo piacimento. Lo scopo di questo mito è nutrire le persone di promesse vuote e nascondere le reali misure che in pratica saranno implementate. Infatti i leader eletti non adempiono le promesse o, peggio, iniziano ad implementare misure non dichiarate, che spesso contraddicono e talvolta sono addirittura in conflitto con la Costituzione originale. Spesso tali politici, eletti da un’attiva minoranza, a metà mandato raggiungono la soglia minima di popolarità. in questi casi, la perdita di rappresentanza non porta ad un ricambio del politico attraverso mezzi costituzionali, ma al contrario, porta ad una degenerazione della democrazia capitalista in una dittatura reale o dissimulata. La pratica sistemica della falsificazione della democrazia nel regime capitalista è una delle ragioni dell’aumento del numero delle persone che non partecipano alle elezioni.

Mito 9. Non c’è alternativa al capitalismo
Il capitalismo non è perfetto, ma è l’unico sistema politico ed economico possibile, e quindi il più appropriato. L’obiettivo è eliminare lo studio e il sostegno ad altri sistemi ed eliminare la competizione usando tutti i mezzi possibili, anche la forza. In realtà, non ci sono altri sistemi politici ed economici, il più conosciuto è il socialismo scientifico. Anche all’interno della cornice del capitalismo, vi sono altre versioni, come il “socialismo democratico” dell’America Latina o il “capitalismo socialista” dell’Europa. Questo mito intende intimidire le persone, per evitare discussioni sulle alternative al capitalismo e per assicurare l’unanimità.

Mito 10. I risparmi generano ricchezza
La crisi economica è causata da un eccesso di benefici per i lavoratori dipendenti. Se vengono rimossi, il governo risparmierà e il paese diventerà ricco. L’obiettivo è spostare la responsabilità per il pagamento del debito capitalista nel settore pubblico, inclusi i pensionati. Un altro scopo è far sì che le persone accettino la povertà, sostenendo che sia temporanea. Questo mito ha altresì l’intento di facilitare la privatizzazione del settore pubblico. Le persone sono convinte che i risparmi siano la “salvezza”, senza menzionare che ciò si realizza attraverso la privatizzazione dei settori più redditizi i cui futuri guadagni andranno persi. Questa politica porta ad una diminuzione delle entrate dello stato e ad una riduzione dei benefici e delle pensioni”.

(Tratto da:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10119 )

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Cerco di capire la realtà che mi circonda servendomi di quei scarsi strumenti acquisiti in tanti anni di studio, ed è auspicabile che ne faccia a meno per sintonizzarmi meglio al linguaggio delle maggioranze!
C’ è da interrogarsi su quali siano le condizioni di salute del capitalismo in genere e in particolar modo di quello europeo (?!)
Certo paesi come l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia…sia pure in misura differente stanno attraversando una forte crisi economico-finanziaria, in tali condizioni, al limite, sarebbe pure normale pensare a un taglio della spesa pubblica a partire da quella inutile e criminogena tipo costi della politica, dell’alta burocrazia e di organismi superflui, per poi passare a quella sociale, scuola, sanità, ambiente, trasporti…
Ora se il passaggio antecedentemente descritto, potrebbe sembrare inevitabile, dal momento che il livello di tassazione ha raggiunto limiti già insostenibili, come si spiega che Nazioni come i famosi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), in forte crescita economico-finanziaria, il taglio della spesa sociale è altrettanto consistente?! Eppure in questi paesi non ci sono problemi di liquidità(?!)
Due sono le risposte: a- o la crisi non esiste, ed è solo una tattica per sottrarre soldi alle classi medio-basse, tagliare la spesa sociale e il resto privatizzarla, oppure b- la crisi esiste e l’attuale sistema capitalistico se ne serve per consentire quelle concentrazioni di capitali, a discapito dei Popoli, su cui esso poggia il proprio potere, la propria esistenza e quell’atteggiamento di ricatto esistenziale che poi assume nei confronti delle persone(?!)
Morale della favola?!
Comunque la si vede crisi o non crisi il risultato è lo stesso… … …?!

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