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Archive for dicembre 2012

Buone Feste

Buone Feste

AUGURI SINCERI DI BUONE FESTE A TUTTI I MIEI AMICI BLOGGER!

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Dimmi chi ti vota e ti dirò chi sei!

Man mano saltano fuori i soggetti politici e non che appoggiano il Sen. Mario Monti alle prossime elezioni, Tra i tanti ricordiamo: Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini, Francesco Rutelli, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea Riccardi, Andrea Olivero _pres ACLI-, ex membri del PDL e poi il Partito popolare europeo, ex banchieri in pensione, il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, il Presidente della Commissione Europea José Manuel Durão Barroso, il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz…e molti altri salteranno fuori appena Il Sen. Monti ufficializzerà la Sua posizione!
Nè vedremo delle belle in seno alla campagna elettorale, vi farò vedere come molti di questi potentati si muoveranno a favore di Monti, sino a quasi negare la crisi(?!)
Molti indici tenderanno al positivo, SPRED, inflazione, disoccupazione, stato sociale, saranno rimodulati in un’ottica del tutto elettorale.
Ma come ho intitolato questo post, basta guardare chi appoggia Monti, per capire quali interessi saranno tutelati…?!

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The Dark Side of the Moon

The Dark Side of the Moon

INTERVISTA – Anna Maria Merlo

RAPPORTO IGAS

Il rapporto Igas presentato da un gruppo di economisti al parlamento di Strasburgo propone una via diversa e opposta all’austherity per raggiungere gli stessi obiettivi fissati dalla Commisione Ue«Se la disoccupazione sale al 25% ci saranno rivolte tali che alcuni paesi potrebbero anche uscire dall’euro» «Per alcuni anni si può sospendere l’obbligo del deficit al 3% almeno per gli stati più in difficoltà»
Quattro anni dopo l’inizio della Grande Recessione, la zona euro resta in crisi, il pil è ancora al di sotto del livello pre-crisi. La disoccupazione batte i record: è all’11,6% e, se le politiche di austerità proseguiranno, nel 2013 si arriverà a 12 milioni di disoccupati nell’Unione europea e a 9 milioni nella sola zona euro. Di fronte a questa situazione drammatica la Commissione continua a riproporre le stesse ricette, senza mettersi in causa. Il pensiero unico domina, come se non ci fosse altra via d’uscita che ridurre deficit e debiti in tempi accelerati. Per rilanciare il dibattito tra i cittadini europei, un gruppo di economisti dell’Ofce (Osservatorio francese della congiuntura economica), dell’Economic Council of the Labour Movement di Copenhagen e dell’Institut für Makroökonomie di Düsseldorf ha redatto e presentato all’europarlamento il primo rapporto Igas (Independent Annual Growth Survey) che analizza la situazione, mette a fuoco le conseguenze delle politiche di austerità e propone un’alternativa per arrivare in miglior salute agli stessi obiettivi della Commissione: rientro del debito entro il 60% del pil in vent’anni (il testo e i grafici, molto chiari, sono sul sito: http://www.iags-project.org). Ne parliamo con l’economista Christophe Blot dell’Ofce. Quale è l’obiettivo del rapporto? Vogliamo inscrivere il dibattito e portarlo a livello europeo, perché bisogna guardare i risultati in faccia e riflettere su come agire diversamente. Perché con l’austerità in opera andiamo dritti al disastro senza peraltro risolvere il problema del debito. Voi contestate la diagnosi macroeconomica fatta dalla Commissione, starebbe uccidendo il malato con una cura da cavallo? Nel 2010 in vari paesi, Irlanda, Grecia, Spagna, sono stati varati dei piani di austerità. Nel 2011 questi piani si sono generalizzati e poi ampliati quest’anno. Nel 2013 si prevede di continuare nella stessa direzione. Da metà del 2011 l’effetto è stato il ritorno della recessione. Le prospettive di crescita sono negative. Non eravamo completamente usciti dalla crisi precedente e l’austerità ha creato una situazione ancora più precaria e una nuova recessione. La fiducia dei mercati non è tornata, i tassi di interesse per Spagna, Italia, Irlanda e Grecia restano alti. Cioè i mercati continuano a dubitare della stabilità degli stati, malgrado l’austerità. La cura non ha funzionato. La Commissione ha sottostimato gli effetti recessivi dell’austerità». A differenza dell’Fmi, che sembra stia facendo ammenda. In realtà sembra che ci siano due Fmi: uno dice che siamo andati troppo lontani con l’austerità, ma l’altro fa parte della troika che prescrive rimedi da cavallo. Comunque è significativo che l’Fmi dica: attenzione, siamo forse andati troppo lontano. Quale alternativa propone il vostro rapporto? Voi dite che puo’ essere attuata senza modificare i trattati esistenti nella Ue. Consideriamo che si possa conservare lo stesso obiettivo della Commissione: riduzione del peso del debito al 60% del pil in vent’anni. Lo si puo’ fare con minore recessione e più crescita, con un minore impatto sociale attraverso una consolidazione più dolce e ritardata. Bisognerebbe aspettare due-tre anni, per attuare un programma meno costoso e più efficace, con un minore impatto sull’occupazione. Quando la situazione è «fuori controllo» i trattati permettono di non rispettare l’obbligo del 3% di deficit massimo. Per i paesi in recessione, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, dovrebbe venire sospesa la regola del 3%. L’obiettivo dovrebbe venire dilatato nel tempo, per minimizzare l’impatto in termini di occupazione». Oggi per ristabilire la competitività ci dicono che bisogna ridurre i salari e limitare i diritti del lavoro. Ma il salario è l’elemento da cui dipende la domanda. Se si continua con l’aggiustamento del costo del lavoro si prosegue nella strategia depressiva. Non è credibile. La competitività è un fatto più complesso, che non si raggiunge con la riduzione del costo del lavoro, ma con l’innovazione, i legami tra le imprese e le banche, il posizionamento internazionale delle imprese, ecc. Negli anni Trenta era stata scelta la strada della riduzione dei salari e adesso non siamo ancora usciti da questo schema, che non ha funzionato allora e non funziona oggi. La competitività è una questione relativa: fino al 2007-2008 c’è stata divergenza in Europa, oggi assistiamo a una convergenza, ma verso il basso, attraverso la depressione dei salari. Il più basso salario possibile non è una soluzione per uscire dalla crisi sociale ed economica. L’obiettivo è salvare l’euro. Ma non rischiamo che l’Europa finisca per esplodere se la crisi sociale si aggrava in alcuni paesi? Se continuiamo a lasciare paesi con un tasso di disoccupazione al 25% ci saranno rivolte tali che alcuni paesi potrebbero decidere di gettare la spugna e uscire dall’euro. Ma nella zona euro ci sono le risorse necessarie per riportare la crescita e cambiare la strategia. Il Patto per la crescita, che Hollande si vanta di aver fatto approvare, è una strategia sufficiente? Ci vorrebbe un vero piano per favorire l’innovazione e migliorare così la competitività. Oggi non c’è: il Patto prevede 120 miliardi in otto anni. Ma l’austerità significa tagli di 140 miliardi solo nel 2013, dal 2010 il rigore ha significato tagli per più di 100 miliardi ogni anno. La Bce ha dato la garanzia di acquisti illimitati di obbligazioni, ma ha posto delle condizioni. E’ questa la strada buona? La Bce non puo’ prendere rischi. Emette moneta e non puo’ avere rischi di credito, se compra debito italiano si deve assicurare di poterlo rivendere sul mercato. La garanzia è che la zona euro non esploda, che gli stati non facciano default. Questa condizione è da conservare. Anche un certo grado di sorveglianza, visto che si condivide il fardello ci deve essere il controllo, un coordinamento e scelte politiche discusse assieme. Anche l’Italia sta crollando sotto i colpi del rigore. L’Italia è un caso emblematico, con una strategia di bilancio controproducente. Il problema dell’Italia non è il consolidamento, il bilancio è in eccedente primario, con un deficit del 2-3%. Il problema è il debito e i tassi di interesse elevati. Si risolve non con i tagli, ma con il ritorno della crescita e la garanzia di tassi più bassi, che eliminerebbe il problema della sostenibilità del debito. Ci vorrebbe una traiettoria più ragionevole, che mettesse fine a sforzi vani e costosi.

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La piu’ bella del mondo

La piu' bella del mondo

Lo show televisivo di ieri sera di Roberto Benigni : La piu’ bella del mondo, dedicato alla Costituzione Italiana del 1947/1948, o meglio ai Principi Fondamentali che La caratterizzano, è stato una vera meraviglia per i sensi e per il cuore!
Lo considero il vero, il solo discorso di fine anno che si possa fare, non le “visioni” del Presidente della Repubblica che ai tempi della Costituente già c’era, ma per fortuna contavano altri uomini del tipo Alcide De Gasperi, Umberto Tupini, Umberto Terracini, Gustavo Ghidini, Calamandrei Piero, Benedetto Croce, Di Vittorio Giuseppe, Dosetti Giuseppe, Einaudi Luigi, Foa Vittorio, Giolitti Antonio, Zaccagnini Benigno, La Pira Giorgio, La Malfa Ugo, Labriola Arturo, Mancini Pietro, Nenni Pietro, Saragat Giuseppe, Segni Antonio, Terracini Umberto, Togliatti Palmiro, Aldo Moro e tanti altri…
Una classe politica diversa, con una diversa, una migliore concezione dello Stato, anche se le mele marce già s’erano insidiate…!?
In conclusione, vorrei fare solo due considerazione su cui riflettere:

a- Anche i Principi Fondamentali della Nostra Costituzione, vengono regolarmente disattesi dalla nostra classe politica (?!)
b- Da parte della Comunità Europea e delle sue Istituzioni c’è un attacco vergognoso contro la Nostra Costituzione, che si traduce in perdita della Sovranità, eliminazione dello Stato Sociale (?!)

E’ sicuramente la più bella, ma è anche la più maltrattata… … …

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La scoperta del potere legislativo.

Se mia figlia, di sei anni, mi chiede dei soldi! Io le rispondo: cosa né deve fare (!?)
Se lei mi risponde: voglio comprarmi caramelle, patatine e cioccolata!
Allora i soldi io non glieli do, o gliene do tanti in maniera tale da fargli comprare o piccole quantità oppure costringerla a scegliere tra l’uno o l’altro dolce (?!)
Lo stesso criterio io l’applico nei confronti del nostro Governo, ma possiamo benissimo dire Stato – il che è peggio- dato che la sindrome è sistemica, quando questi ci chiede dei soldi – tasse o imposte che esse siano-!
Se io fossi sicuro che lo Stato lì spendesse, nel rispetto dei Principi Costituzionali, per la scuola, la sanità, l’ambiente, la sicurezza, i trasporti, etc…Allora io glieli darei volentieri, dal momento che sono sicuro che tali soldi hanno una diretta ricaduta sulla mia qualità della vita!
Ma se dovessi dare i miei soldi a uno Stato che li utilizza per cercare di “apparare” conti in rosso causati da scelte ignobili da parte di grandi funzionari e politici a livello sia centrale che periferico di banche ed Enti territoriali pieni di titoli tossici, sostenere con questi stessi soldi lo stesso sistema finanziario che ha causato la crisi, continuare ad elargire stipendi a politici, direttori, dirigenti, generali, manager, generali di Stato maggiore, generali delle tre forze, capi e ufficiali della finanza, della polizia, consulenze esterne, membri delle alte Corti, -Magistrati-, F 35, moltiplicato per Roma e per 21 Regioni e soprattutto moltiplicato per quell’esponenziale infinito tipico della nostra classe politica che è la corruzione, allora si che i conti non torneranno mai!!!???
Se potessi, preferirei non darglieli i miei soldi!!!
Ma riuscite a immaginare, anno dopo anno quanti miliardi di euro si potrebbero risparmiare semplicemente se a tutti costoro fosse assicurato uno stipendio da benestanti diciamo 5.000,00 ma pure 10.000,00 euro al mese?!
Chi di noi, sia libero professionista o dipendente, ha la possibilità di decidere da solo e in autonomia, quando deve guadagnare, quali sono i rimborsi che ci spettano, quali sono le coperture assicurative che ci toccano sia durante il lavoro che dopo, pensione, TFR e quant’altro?!
Pochi o nessuno(!?)
Ebbene la nostra classe politica nel momento stesso in cui ha scoperto di poter fare le leggi, si è creata e a creato attorno a sé tutta una franchigia di privilegi, agi e confort tipici delle classi aristocratiche di una volta, e poi con quali risultati?!
Costoro decidono quanto devono guadagnare, qual è il netto e qual è quello che spetta ai loro portaborse, cosa è tassabile e cosa non lo è, quello che devono pagare e quello che non devono pagare, privilegi se vanno in banca a chiedere un mutuo, privilegi se viaggiano, se fanno degli acquisti, se vanno a teatro addirittura di essere rimborsati per le spese elettorali, ossia di essere pagati per farci rubare!
Trovo che tutto ciò, sia assolutamente scandaloso e di cattivo gusto.
Non so Voi come la pensiate, ma quello che vi posso garantire è che mia figlia non ha mal di pancia!!!

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Giacomo Leopardi – L’infinito – Lettura di Nando Gazzolo
LA PERFEZIONE ESISTE.
Un saluto al grande Nando Gazzolo, la voce più bella…

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The rebirth of cool

Quando l’ho sentito la prima volta per radio, pensavo fosse un pezzo di Marvin Gaye che non conoscevo!!!
Poi ho scoperto che era CODY CHESNUTT, un talento musicale senza eguali…
Chitarra e voce, solo chitarra e voce e … tanta anima!
E’ proprio il caso di dire:
*Dove il mondo fallisce, parla la musica.

(Andersen Christian)

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crateri

il blog di eliana petrizzi

Photo Designer and Art Interior

L'Arte della fotografia intesa come espressione di vita.

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

La mia camera con vista

Un bel posto da dove guardare il mondo

Belinda Raffaeli

Sta Per Nascere Una Stella

Marco Guzzini - Tratti e Spunti

Storie, Inchiostro e Illustrazioni

PROFUMO DI DEMOCRAZIA E LIBERTA'

Verità e coerenza senza sconti per nessuno

Samantha Perazzani

Hotel, Resorts & Brands Advisor

fotografia najwidoczniej realna

Wszystko, co nie pozwala przejść obojętnie...

Célebes 3.0

La versión 3.0 (beta) de Célebes

Spunti da asporto

(Oggi mi sento un cuscino. Ma non lo sono)

Paradiso con due dita...

nulla è sprecato se fatto con amore =-)

federicabiasco.wordpress.com/

Mi sento un po' come un contenitore di chiacchiere, come una cassetta della posta, tutti ci imbucano qualcosa e poi se ne vanno più leggeri, mentre io mi sento sempre più pesante.

Solo per amore

La vita, l'universo e tutto quanto

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

ALIENA COME TE

Perché non nasciamo con il manuale d'istruzioni

susabiblog

Mi piace tramutare in parole e immagini i miei sogni

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitré

NIENTE PANICO

procedete guardinghi perché non conoscete il vero volto delle cose che vi circondano

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

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La "mia" poesia e la "mia" e la "mia". L'epoca e le sue poemie. P.Celan

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