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Archive for maggio 2012

Caro Presidente

“Supereremo anche questo momento”

Questa è la dichiarazione che il Presidente della Repubblica Italiana ha rilasciato ai giornali, riferendosi al terremoto avvenuto in Emilia.

Faccio una piccola premessa prima di iniziare a commentare questa affermazione: Rivendico il diritto di esprimere liberamente il mio pensiero, in forte contrasto con alcune scelte del Nostro Presidente della Repubblica, senza per questo poter essere tacciato di ledere in alcun modo il Presidente, questo lo dico perché molto spesso ho avuto l’impressione che qualsiasi opinione critica nei confronti della più alta carica dello Stato, viene sempre rielaborata in un’ottica di attentato, vilipendio nei confronti di un Organo che per definizione è Super Partes e in quanto tale godente del dogma dell’infallibilità…!?

Supereremo anche questo momento…ha dichiarato il Presidente Napolitano, francamente mi chiedo:<< Ma in quale Paese crede di vivere il Nostro Presidente?

O quale Paese pensa di rappresentare? Perché se si riferisce ai terremoti, faccio presente che nelle zone colpite dal sisma dell’ottanta, le persone vivono ancora nei prefabbricati, in Abruzzo, per il terremoto del 2009, la situazione è ancora in alto mare, la ricostruzione non parte, il territorio è dilaniato dal punto di vista strutturale, inoltre il terremoto ha fortemente segnato da un punto di vista economico quelle zone, molte attività non sono mai più riprese e si registra una depressione coincisa con il sisma e consolidata dalla crisi.

Supereremo anche questo momento! Forse il Presidente si riferiva alla mafia? Oppure al terrorismo? O alla corruzione? O al problema della disoccupazione, o dei servizi sociali, o alla forte sperequazione che esiste in Italia?

TUTTI MOMENTI SPLENDIDAMENTE SUPERATI!!!

Mi permetto in tutta umiltà, di far presente al Nostro Presidente della Repubblica, di quale Stato è il rappresentante.

–          L’Italia è al primo posto per disavanzo (indagine dell’Economist).

–          L’Italia è tra gli ultimi Stati per il debito pubblico in percentuale sul PIL -118.10- (fonte Eurostat).

–          L’Italia è al terzo posto, dopo Svezia e Danimarca per tassazione elevata (fonte Confesercenti).

–          L’Italia è al 42° posto dopo il Kazakhstan e la Turchia, per competività (fonte IMD, International Institute for Management Development con sede in Svizzera).

–          L’Italia è al 24° posto per l’ISU, cioè l’Indice Sviluppo Umano, cioè l’indice che misura il livello di benessere di una nazione, esaminando valori quali vita, istruzione,reddito nazionale lordo procapite (fonte ONU da Wikipedia).

–          L’Italia è al 23° posto per vivibilità (indagine Newsweek).

–          L’Italia è al 61° posto su 178 Stati per la libertà di stampa, dopo il Burkina Faso, la Tanzania e la Namibia con tutto il rispetto per queste nazioni- Anno 2012 (fonte Reporter senza frontiere Sez. Italiana).

–          L’Italia è al 67° posto come Paese in cui dilaga la corruzione, CPI, veniamo dopo il Ruanda e Macao (fonte Trasparency International da Wikipedia).

–          L’Italia su 167 Stati, è al 31° posto come paese DEMOCRATICO, la nostra democrazia viene classificata tra gli Stati a Democrazia Imperfetta; faccio notare che anche la Presidenziale Francia viene classificata al 29° posto, come democrazia Imperfetta! (fonte The Economist da Wikipedia).

Questi sono solo alcuni dei parametri che stigmatizzano in maniera ufficiale il “bel Paese”, di cui Napolitano è il primo Cittadino, sono dati di fatto che ho riportato fedelmente, tra l’altro vorrei ricordare che Il Presidente Napolitano è parlamentare, sempre rieletto, dal 1953.

E come se non bastasse la ciliegina:<< La “festa” della Repubblica del 2 Giugno si farà, ma sarà una “festa” sobria, in memoria del terremoto in Emilia la “festa” sarà per la solidarietà e la memoria… … …”la festa”!

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Venerdì scorso nel villaggio siriano di Hula, è stata compiuta una strage in cui hanno perso la vita 85 persone tra cui 34 bambini di età inferiore a 10.

Il regime di Assad, ha negato ogni addebito, sostenendo che la strage è stata compiuta da gruppi terroristici vicina ad Al Qaeda.

La strage ha suscitato lo sdegno della comunità internazionale, ad eccezione della Russia e della Cina; il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha esplicitamente dichiarato che Assad se ne deve andare, l’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, si è detta «inorridita dalle notizie del brutale massacro,  mentre il segretario dell’ONU Ban Ki-moon e l’inviato speciale di Lega Araba e ONU Kofi Annan saranno sul posto per le verifiche e interverranno nelle opportuni sedi nei prossimi giorni, per riferire sullo stato dei fatti.

Ad oggi, la maggioranza degli osservatori internazionali, compreso il generale Robert Mood, capo missione ONU, hanno dichiarato che non ci sono ancora prove certe circa le responsabilità del regime di  Bashar al Assad.

L’unico fatto certo è il seguente:<< Hula è una città nelle mani dei ribelli al regime di Assad, la battaglia iniziata presso la periferia, si è man mano trasferita nel centro della città dove sono  entrati in azione gli shabiha, ossia milizie in parte mercenarie, che in passato si sono distinte per i loro atti violenti e cruenti contro la popolazione civile, alcune agenzie di stampa riferiscono chi i ribelli siriani hanno chiesto aiuto all’ONU, senza successo>>:

In Siria, e in generale in quel quadrante medio-orientale, la situazione è estremamente delicata, di gran lunga superiore rispetto a quello che è successo in alcuni paesi del nord Africa, l’auspicio è quello che la Comunità internazionale non perda tempo in squallidi giochi di potere, ma riesca in maniera decisa a far rispettare le varie risoluzioni ONU già varate e intraprendere nuove iniziative per debellare il regime di Assad.

Da parte nostra registriamo con commozione l’orrenda strage perpetrata ai danni della popolazione civile e la piena e incondizionata solidarietà a una popolazione che sta attraversando un periodo così travagliato per la loro emancipazione civile e culturale.

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Quale atteggiamento assumere di fronte alla vita, mentre fuggiamo via, ci arrampichiamo tra le parole e i gesti cadono pesante mente giù in una risacca senza rumore; forse lo sguardo offuscato da mille illusioni, non sà più cogliere la vera essenza di quello che ci circonda e che rifrange all’infinito la scarsa nozione che abbiamo di noi stessi. Allora meglio tacere per non privarsi del gusto del silenzio o delle allegorie delle emozioni che filtrando attraverso anni di cenere, l’asceranno nell’aria un vago ricordo dei nostri ricordi annichiliti su quel che resta dell’anima… … …mia.

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Non vorrei urtare la sensibilità di nessuno volendo trattare di  un argomento, che per sua stessa natura, è ricco di implicazioni giuridiche, psicologiche e culturali in genere.

L’argomento è quello del perdono!

Chi di noi non ha mai subito un torto, apparente o effettivo che esso sia, ci siamo trovati nelle condizioni di doverlo considerare, per questioni sentimentali, per questioni di lavoro o nelle molteplici inter relazioni tra gli uomini.

Ma se c’è una cosa che mi irrita, è allorquando si verifica un fatto di cronaca nera nel quale ci sono stati dei morti innocenti, e una testa di cazzo qualsiasi, del tutto estraneo al dolore di chi è stato colpito dal lutto, chiede al padre o alla madre o ai familiari in senso stretto: Se ha perdonato l’omicida del proprio figlio, o madre o padre che sia!!!

Riuscite solo a immaginare la violenza verbale di una domanda di questo genere a chi ha ancora il viso rigato dalle lacrime?! Una domanda fatta da un estraneo ai fatti, non autorizzato da nessuno a fare quella domanda in quelle circostanze, neanche da chi ha commesso l’omicidio, che magari è soddisfatto di quello che ha fatto e non vuole essere perdonato ?!

Imbevuti di un’anomala ideologia cristiana, mass-media e istituzioni tutti si sentono quasi in dovere di chiedere ai familiari delle vittime se hanno perdonato i carnefici dei loro cari, quasi come se ci fosse un dovere morale da parte di questi di perdonare chi è stato la causa principale di chi ha strappato con la violenza la vita a un familiare, carne della propria carne, probabilmente perché qualcuno sulla croce ha detto – ma molti studiosi confutano questa affermazione- :<<Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno>>.

Ma Cristo era Cristo, all’uomo, con tutti i suoi difetti, con tutte le sue debolezze, non si può toglier il diritto di non perdonare o quantomeno di odiare chi deliberatamente ha portato la morte in una famiglia.

Sopravvivere a queste tragedie non è facile, se perdoni rischi di non dare il giusto valore alla vita, mentre l’odio, sentimento negativo che ti fa stare male, ti mantiene vivo, operando un razionale discernimento da ciò che deve essere immortale, cioè l’anima e ciò che andrebbe inesorabilmente punito, come il corpo, la mente, le mani di chi è stato causa della scomparsa di una vita.

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Ogni nazione ha nel suo assetto istituzionale cose positive e cose negative, il compito del politico è quello di ridurre o eliminare i fattori negativi, in Italia si direbbe quei fattori di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese- Art. 3 della Costituzione italiana secondo comma.

In Italia, tra questi fattori negativi – perché degenerati- c’è la casta, mi chiedo: Come sarà possibile correggere una tale degenerazione del sistema istituzionale?

Mi spiego con un apparente paradosso: Una delle poche cose utili che i politici potrebbero fare in questo momento, è assumere delle iniziative contro se stessi!!!

In realtà la soluzione più semplice a questo dilemma, può essere offerta dall’istituzione della “non professionalizzazione dell’attività politica”.

Si sa che una permanenza troppo prolungata al potere determina uno separazione tra politica e società civile, favorisce corruzione, clientele, nepotismo separa, in sostanza, i rappresentati dai rappresentati, gli unici, questi ultimi a detenere effettivamente il potere.

Quindi un mandato, rinnovabile al massimo per un’altra volta, e poi via si torna a casa a fare quello che si faceva prima, con gli allori o i disonori del caso, in questo modo si sortirebbero molti vantaggi del tipo:

–          Rinnovamento costante di tutta una classe dirigente.

–          Miglioramento dell’interscambio culturale tra rappresentanti e cittadini.

–          Fine del lobbismo politico-economico.

–          Diminuzione dei fenomeni di corruzione, perché i corruttori non avrebbero più elementi fissi.

–          Maggiore attenzione alle istanze più innovative.

–          Distribuzione più equa delle spese per la politica.

–          Migliore circolazione della burocrazia sia a livello centrale che periferico.

Certo, si potrebbe un po’ peccare di inesperienza, ma meglio un inesperto che un disonesto, del resto come affermava Max Weber: Un esperto è una persona che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di nulla… e il Governo Monti c’è ne sta dando un’ampia dimostrazione…!!!

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Passa il Favore!

Passa il Favore!.

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Il 23 maggio prossimo, ricorre l’anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Le istituzioni tutte si stanno mobilitando per la commemorazione di chi a costo della vita si era prodigato per la difesa della legge e di tutti quei valori alti che dovrebbero rendere uno Stato democratico e dei Cittadini liberi e consapevoli della propria autodeterminazione.

Ricordo un’intervista a Falcone, durante la quale fece un’affermazione per me molto significativa; in buona sostanza evidenziava l’esigenza di tracciare una linea di confine tra Stato e Criminalità o tra Stato e parastato, tra legalità e illegalità, insomma tra buoni e cattivi.

Il giudice Falcone era perfettamente consapevole di quello che era successo ad altri prima di lui :Gaetano Costa, Giangiacomo Ciaccio Montalto, Bruno Caccia, Rocco Chinnici, Rosario Livatino, Antonio Scopelliti, per non parlare del Gen. Dalla Chiesa, di Pio la Torre e dei tanti poliziotti, giornalisti e imprenditori fatti fuori da cosa nostra, e chiedeva che lo Stato lo mettesse nelle condizioni di fare il suo dovere, perché sin quando il confine tra buoni e cattivi è debole, perché le Istituzioni –deboli- lo rendono tale, non sarà mai possibile combattere e vincere definitivamente i fenomeni mafiosi.

La magistratura prescindendo da chi occupa il seggio al Viminale, fa il proprio dovere tutti i giorni, e se capita che le indagini si concludano sotto quello o quell’altro Governo, non sarà certo merito di quel ministro che in quel momento si è trovato in quel posto, ma è stata la naturale evoluzione delle indagini che in quel momento hanno visto concludersi il naturale iter d’indagini.

In realtà spesso la fase politica condiziona la fase giudiziaria, lo fa apertamente strumentalizzando a fini politici i successi della magistratura, oppure negando le autorizzazioni a procedere in giudizio, vedi i casi Saverio Romano, Nicola Cosentino e Marcello dell’Utri,negando addirittura dei mandati di cattura contro parlamentari confermati anche dalla Cassazione, oppure affermando apertamente che Vittorio Mangano, un killer della mafia, è un eroe (S. Berlusconi- Dell’Utri), ma lo fa anche in maniera più subdola, ad esempio lasciando che forze deviate dello Stato intervengano per confondere le tracce, proteggere gli amici o deviare le indagini, non so se questi nomi vi dicono qualcosa: Salvo Lima, Vito Ciancimino, Bruno Contrada, Gaetano Scotto e il famoso “Sig. Franco!?

I mafiosi, quelli che fanno il “lavoro” sporco, prima o poi verranno acciuffati, ma dato che il problema e socio-culturale, tanti altri prenderanno il loro posto, basti pensare che ormai in Italia si è giunti alla formazione di una nona Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla mafia, per non capirci nulla, e non si riesce  a incidere  a livello politico ed economico-finanziario, tanto è vero che i “nostri” parlamentari non vogliono approvare una Legge Anticorruzione che certifichi il falso in bilancio oppure una Legge elettorale che consenta di non candidare soggetti che sono stati rinviati a giudizio, o per reati di corruzione, concussione o peculato.

Quella linea di confine non è stata ancora tracciata, Sant’Agostino affermava: Se togliamo il fondamento della giustizia, che cosa sono gli stati se non delle grandi associazioni a delinquere?

Appunto… … … !?

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Vorrei semplicemente comunicare tutta la mia solidarietà a tutti coloro che a Brindisi così come in Emilia, sia pure con modalità diverse, sono state vittime di un dolore attroce.

Tanta est pernicies animorum, qui cum vincere hominem volunt, ab errore vincuntur. Tanta è la disgrazia degli animi che mentre vogliono vincere gli uomini, sono vinti dal loro stesso errore.

Sant’Agostino

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Scrivo quello che sento, curandomi poco della forma, cosciente di dare una sostanza a quello che dico.

La mia consapevolezza sfiora la sfacciataggine quando descrivo le mie passioni che a volte non trovano nelle parole la misura delle proprie ambizioni e relegano a una mimica corporale il vano tentativo di colmare quel divario che c’è tra il sentire e il dire e tra lo scrivere e l’udire, e così ci si approssima a un sorriso, a una mano tra i capelli o sulle labbra come spesso mi sovviene.

E’ solo una questione di tempo.

Quando tempo passa affinchè una parola nata da un pensiero, si possa trasformare in scrittura?

Quando tempo passa affinchè una parola nata dal cuore si possa trasformare in emozione.

Quando tempo passa affinchè un’anima possa trasformare quel corpo in uno strumento di vita e quelle mani in uno strumento di puro piacere.

Gli occhi traducono le mie parole assai più velocemente delle modalità con cui sono state prodotte, riuscendo a trattenere  solo ciò che non riuscirà a portare via il vento.

I suoi occhi trattengono le mie emozioni, i miei ricordi e buona parte dei miei pensieri, ma il tempo che le parole mi hanno concesso, quello non riuscirà mai a trattenerlo, perché esso è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni, perché le mie parole occupano un spazio che non è stato ancora inventato.

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Vorrei ricostruire brevemente le fila del ragionamento:

Da quel poco che ricordo degli studi universitari, le tasse si dovrebbero pagare in regime di controprestazione cioè, io cittadino pago a te le tasse Stato, affinchè tu mi dia qualcosa in cambio, ossia, tutta una serie di servizi e/o prestazioni tipo istruzione, sanità, giustizia, trasporti, sicurezza, ambiente, lavoro…

Ora a me sembra che dal pagamento di queste tasse, i cittadini non ricevono una giusta controprestazione!

Nel meridione d’Italia tutti questi servizi sono fortemente deficitari, nel resto dell’Italia centro-settentrionale, sia pure a macchie di leopardo, ma la situazione non può definirsi soddisfacente.

Nel momento stesso in cui il prestatore d’opero, cioè lo Stato, non riesce più a far fronte ai propri impegni, assunti per Costituzione, potremmo concludere che quel “Contratto Sociale”, per dirla alla Rousseau, che si è instaurato tra Consociati e Stato, potremmo considerarlo nullo o annullabile, anche perché, per dirla tutta, è questo è un mio vecchi cruccio, uno Stato, come quello italiano, che a tutt’oggi non mi ha ancora dato nessuna risposta sulle stragi di Stato, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Ustica e dei tanti Uomini e magistrati e loro scorte, barbaramente trucidati, ebbene questo Stato non ha neanche la veste ETICA, per poter chiedere, anzi pretendere che la collettività paghi per i loro errori.

Sarebbe bello pagare le tasse, se Colui il quale le amministrasse, cioè lo Stato, agisse con il sentore del Buon Padre di Famiglia, darei volentieri i miei soldi anche alla Merkel, oppure a Fredrik Reinfeldt, primo ministro della Svezia, oppure a Helle Thorning-Schmidt, primo ministro della Danimarca, perché so che sarebbero onestamente amministrati, poi il discorso cambia se devo pagare le tasse per garantire lauti stipendi a politici e dirigenti, che molto spesso cumulano cariche e incarichi, e pagano fior fiori di tasse e cumulano fior fiori di pensioni, oppure una RAI che, strapaga i propri conduttori, sponsorizza trasmissioni orride, sperperando il danaro pubblico in compensi vergognosi – vedi Bobo Vieri, a cui è stato dato un compenso di circa 800milla euro- e poi ancora, un rimborso spese ai partiti illegale e scriteriato, tangenti che fanno lievitare i costi e una burocrazia statale e periferica, frutto delle grandi infornate degli anni 70 della DC e del PCI, incapace, vecchia, inefficiente.

E’ bello, è giusto pagare le tasse, quando hai i soldi per poterle pagare, e quando una volta pagate, ti restano in tasca dei soldi per continuare a condurre una vita sana e dignitosa, senza strafare, giusto quello che servo al corpo e a uno spirito sano, secondo me andrebbe stabilito un tetto oltre il quale non si possono più chiedere tasse, del resto continuo a chiedermi:<< Se è illegale per un uomo provvedere ai propri bisogni fondamentali, come si può pretendere da questi che resti nel giusto?>>

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