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Sulla questione profughi, sulla questione rifugiati, sulla questione clandestini, sulla questione emigranti si spendono spesso parole inutili! Il problema resta anzi aumenta, senza che nessuno faccia qualcosa per risolverlo seriamente. Si specula barbaramente, ci si comporta vigliaccamente, giocando con la vita di migliaia di persone tra cui molti bambini, nell’indifferenza delle istituzioni internazionali che restano immobili di fronte a queste catastrofi umanitarie, per poi fingere di battersi il petto come ad esempio accade in Italia con la commemorazione della giornata della memoria, quando il danno è già conclamato e molti hanno partecipato alla sua realizzazione!

Non sto con chi ha lacrime di coccodrillo per le morti dei naufraghi, né con le posizioni di chi fa sciacallaggio, non condivido le posizioni della comunità internazionale, né di quella nazionale, troppo indifferenti, troppo faziosi, a dir poco speculatori sulla vita di tanta povera gente, né più né meno così come lo sono nei confronti di quelle classi europee che stanno inevitabilmente scivolando verso la povertà più estrema, nella perfetta impassibilità di tutti!

Sinceramente sono stanco di accusare la classe politica, finanziaria ed editoriale italiana e internazionale, il male risiede nel popolo che li elegge! Almeno quando può scegliere!!!???

Condivido l’affermazione di chi disse:<< Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima! E’ COMPLICE>>!

Passatevi una mano sulla coscienza… … … se ne avete ancora una!?

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Di recente ho visto il film: La teoria del tutto, di James Marsh, dedicato alla vita dell’astrofisico inglese  Stephen Hawking, interpretato dal poi premio oscar Eddie Redmayne, eccellente la colonna sonora di Jóhann Jóhannsson.

Scusate il gioco di parole, ma la teoria del tutto, mi ha colpito del tutto! A parte la vita di Hawking, quello che oggi mi lascia maggiormente riflettere è proprio il confine che separa la religione dalla scienza, in particolar modo dall’astrofisica! Infatti sempre più spesso sentiamo chiedere a scienziati più che a preti o a filosofi la domanda:<< Se Dio esiste!!!>> Questo perché ipoteticamente l’astrofisico sarebbe in grado di dimostrare o meno l’esistenza di Dio tramite modelli matematici!? Non so quante volte ho sentito porre questa domanda a Margherita Hack…!!! Oppure pensiamo alla curiosità che si è ingenerata dalla scoperta presso il CENR di Ginevra del bosone di Higgs, altrimenti detto: la particella di Dio!

Hawking ha dichiarato:«c’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona». Tuttavia ho l’impressione che la stragrande maggioranza di questi scienziati abbia assunto nei confronti della questione, l’esistenza di Dio, una posizione di tipo ignostico, cioè la domanda in se’ è priva di significato, perché non è possibile né verificarla né tanto meno controllarla, in sé la parola Dio è priva di significato; questo non vuol dire che l’idea di Dio sia emotivamente o esteticamente insignificante, ma è l’idea di Dio come essere a non avere senso. In pratica mentre l’agnostico non sa se Dio esiste o meno, l’ignostico non sa’ a chi o a cosa ci si riferisca quando si parla di Dio, si dichiara ignorante in materia, o per lo meno aspetta che venga data una definizione coerente di Dio per poi poter partecipare al dibattito con argomenti a favore o contro!!!-???-

Hawking ha fatto Sua l’affermazione di Voltaire secondo cui credere o non credere in Dio non è una cosa importante, anche perché non è concludente a dare nessuna spiegazione, neanche a spiegare l’origine dell’universo, e siccome un attimo prima del Big Bang non esisteva il tempo, non poteva esistere il tempo per creare il tempo o l’universo, ergo Dio non esiste! Anche se poi parlare del nulla è un’attività molto stimolante, non fosse altro per fini sociali, politici o economici, e pensare che c’è chi in nome del nulla o dell’ipoteticamente insignificante, continua a uccidere i propri simili!?

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Di Ralph Waldo Emerson:

  • Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e a tener d’occhio quel barlume di luce che gli guizza dentro la mente più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei sapienti. E invece ognuno dismette, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perché è il suo. E intanto, in ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati, ritornano a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dar loro…
  • Ciò che importa è la vita, non l’aver vissuto. L’energia cessa nel momento o cui si posa; essa si concentra nel momento di transizione da un passato a un nuovo stato, nel superare un abisso, nel mirare a uno scopo. C’è una cosa che il mondo particolarmente ha in odio, il fatto cioè che l’anima diviene, poiché ciò degrada per sempre il passato, volge le ricchezze in povertà, ogni reputazione in vergogna, confonde il santo col briccone, spinge dalla stessa parte sia Gesù che Giuda. Perché allora discorriamo di fiducia in se stessi? Nella misura in cui l’anima è presente, vi sarà un’energia non fiduciosa ma agente. Parlare di fiducia è un misero modo esteriore di dire. Parlare piuttosto di ciò che dà fiducia in quanto opera ed esiste. Chi subisce più di me è padrone di me, pur senza alzare nemmeno un dito. Intorno a lui dovrò girare per effetto della legge di gravitazione spirituale. Quando parliamo di eminente virtù pensiamo che si tratti di un’espressione retorica. E non vediamo che virtù e Altezza, e che un uomo o una società d’uomini, plastici e permeabili ai principi, devono per legge di natura dominare e cavalcare città, nazioni, re, ricchi e poeti, che tali non siano.
  • Così come le preghiere degli uomini sono una malattia della volontà, le loro credenze sono una malattia dell’intelletto.

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18 aprile: il mondo si mobilita contro TTIP e trattati di libero scambio
In Italia decine di iniziative, centinaia in Europa e negli USA e già domani su twitter con il TTIPtuesday si scaldano i motori in vista della giornata di azione globale

Saranno più di 300 in Europa, migliaia in tutto il mondo. Le organizzazioni in difesa dell’ambiente e della società civile si troveranno nelle piazze di più continenti, per esigere il blocco degli accordi internazionali sul commercio e gli investimenti. L’Europa e l’Italia, insieme agli Stati Uniti, chiederanno l’arresto delle trattative sul TTIP.

Sabato 18 aprile cittadini e movimenti della società civile scenderanno nelle piazze di oltre 300 città in tutto il mondo (decine in Italia), per chiedere di fermare i trattati di libero scambio con uno slogan comune: “Le persone e il pianeta prima dei profitti”. Il più importante per lo scacchiere geopolitico globale è il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), che gli Stati Uniti stanno discutendo in sostanziale segreto con l’Unione Europea. L’accordo prevede l’abbattimento di tutte le barriere non tariffarie al commercio, ossia normative e regolamenti a protezione di beni comuni e servizi pubblici, che le grandi compagnie multinazionali che spingono per la chiusura dell’accordo ambiscono a monetizzare. In cambio di un abbassamento degli standard qualitativi, nonostante le promesse dei promotori, gli studi più ottimistici prevedono nel caso improbabile in cui tutte le condizioni fossero soddisfatte un aumento del PIL europeo appena dello 0.5%, a partire dal 2027. Quelli meno ottimistici, una perdita di posti di lavoro in UE di minimo 600 mila unità.

Stime che non tengono conto dell’aleatorietà delle ipotesi, considerato che solo per l’Italia e per le sue politiche economiche degli ultimi anni, recenti studi della CGIL hanno mostrato scostamenti tra l’ipotizzato e il reale di più del 14%.

L’approvazione del TTIP costituirebbe l’architrave di un cambio di sistema economico che presenta forti rischi per la sostenibilità sociale e ambientale, già in pericolosa deriva. L’Italia potrebbe veder travolti i suoi settori fondamentali: agricolo, industriale, dei servizi pubblici. Più che un volano per le piccole imprese, il trattato transatlantico è la loro più grave minaccia di finire rapidamente fuori mercato. Per questo, le oltre 200 organizzazioni nazionali che hanno aderito alla Campagna Stop TTIP Italia parteciperanno alla giornata di azione globale con circa 30 iniziative in tutto il Paese. Vi saranno manifestazioni e flash mob nelle grandi città – da Roma a Milano, da Torino a Napoli, fino a Firenze – e in molti centri minori.

Sarà l’occasione per unire le voci ed esprimere un netto rifiuto nei confronti di un modello di architettura sociale che deve segnare il passo. Lo dimostra il grande movimento che si è addensato a livello comunitario, unito e deciso nel chiedere maggiore trasparenza alla Commissione Europea nel processo negoziale. E anche nel denunciare i rischi di un abbattimento dei regolamenti che si tradurrebbe in un degrado dei livelli di salute dell’ecosistema, assistenza sanitaria, accesso all’istruzione e al mondo del lavoro. In una parola, di democrazia. Oltre un milione e 700 mila cittadini europei hanno sottoscritto la petizione per chiedere alla Commissione l’immediato arresto delle trattative sul TTIP. Una raccolta di firme che prosegue intercettando il crescente consenso dell’opinione pubblica sul tema, con l’intento di tagliare il traguardo dei 2 milioni ad ottobre.

L’intenzione dei due blocchi, USA e UE, è convergere su una bozza di accordo entro quest’anno, ma la forza dell’opposizione sociale e la richiesta di maggiore trasparenza sta rallentando le decisioni. Una parte del Parlamento Europeo si è detta contraria a un’armonizzazione delle normative con quelle degli Stati Uniti, perché i rischi sono troppo alti e il processo irreversibile. Il TTIP può e deve essere fermato, come sta chiedendo da più di un anno la società civile globale. Domani, con la valanga tweet del TTIPtuesday, iniziative che ogni martedì inonda con migliaia di tweets StopTTIP gli account dei Parlamentari europei si darà il via alla settimana di iniziative che culminerà con la giornata del 18 aprile: un’altra decisiva tappa del percorso di opposizione sociale ai trattati di libero scambio.

Campagna Stop TTIP Italia

da: http://www.pressenza.com/it/2015/04/il-mondo-si-mobilita-contro-il-ttip/

P.S. In realtà quello a cui tende il sistema finanziario internazionale una volta definito gli assets industriali mondiali, fusioni, acquisizioni etc., è mettere le mani su aziende ed enti molto ricchi che fanno parte del sistema sociale e che per la loro natura renderanno sempre di più e che tendenzialmente non potranno mai fallire!!!

Sporchi dentro

Correre-al-tramonto

Quel sentiero di montagna che quando posso percorro per tenermi un pò in forma, è stato sporcato da bande di lerci soggetti!

E’ bastata una pasquetta, e il popolo dei luridi si è mosso, inzozzando tutto quello che toccavano, guardavano, o desideravano!

Vorrei semplicemente urlare tutto il mio disprezzo nei confronti di quella laida gente che ovunque passa, lascia inevitabilmente dietro di se le tracce di quel marciume e quell’olezzo di cui non si libereranno mai perché essi sono fatti della stessa materia!

Vigliacchi!!!

Do ut des!

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Spesso in giurisprudenza il confine tra le diverse fattispecie giuridiche è assai sottile, tra le maglie del diritto altrettanto spesso si creano delle lesioni attraverso le quali l’illecito si realizza senza la possibilità da parte della giustizia di porvi rimedio, la conoscenza da parte di un avvocato di queste anomalie, fa di lui un buon professionista o meno!

I casi che si possono annoverare entro questa casistica sono numerosi e di diversa conformazione penale, si va dai fatti della scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001, alla sentenza sul magnate svizzero Stephan Schmidheiny per l’eternit in Piemonte, a casi del tipo morte di Cucchi, Aldrovandi e tanti altri ancora!

Lasciamo agli addetti ai lavori e ai posteri una seria gestione e giudizio su questi casi, quello che a me per il momento interessa analizzare è il confine che segna la responsabilità penale da quella politica!

Gli episodi che si sono verificati negli ultimi anni che rientrano in questo calcolo sono numerosi, e sono sotto gli occhi di tutti, quindi non fatemi fare nomi perché non vorrei beccarmi una denuncia!

Grosso modo conosciamo tutti i casi di corruzione, concussione, abuso di ufficio, per i quali si viene penalmente perseguiti, in realtà il nostro diritto penale li delinea molto bene, tuttavia le forme attraverso le quali si cerca di circuire il reato, stanno diventando sempre più sofisticate, così mentre ai tempi di tangentopoli e oltre, questi reati erano evidenziati dalla dazione di una mazzetta -soldi- oggi l’evidenza di questi reati è più sofisticata e subdola, in cambio di un piacere o di un favore, si offre un altro piacere o favore, in cambio di un potere si offre un altro potere, o si offre una possibilità, un regalo così come l’invito a una cena importante, dove c’è Tizio che conosce Caio che mi può presentare a Sempronio… lobbisti, massoni, camorristi e cooperative fanno il resto, naturalmente il tutto nella perfetta legalità!

Supponiamo che io sia un politico importante, e con i soldi guadagnati onestamente in anni di duro lavoro sia riuscito a comprarmi una cascina in Toscana dove mi diletto a produrre vini pregiati che un giorno mi vengono acquistati da un noto uomo politico locale che magari avrebbe potuto comprare del vino migliore da altri a prezzi molto più vantaggiosi, magari del vino locale, che male c’è?! Nessuno! Ma!?

L’Articolo 379 del Codice Penale configura il reato di favoreggiamento reale, che è il reato attribuibile a chi, pur essendo estraneo al reato commesso da altri, presti il proprio aiuto perché essi si assicurino il profitto o, in generale, i benefici per cui il reato è stato posto in essere.

Ora però se proviamo a mettere insieme le mie precedenti riflessioni, abbiamo:

  • Eliminazione della mazzetta e sostituzione di essa con piacere o favore!
  • Inesistenza del reato!
  • Realizzazione di fatto della dazione di danaro, potere o interesse!

 

La sintesi delle precedenti fattispecie configurano senz’altro un reato di tipo politico!

Meritocrazia!

L’evoluzione della specie italica?!

Rumore di tuono.

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Rumore di tuono

Presumo che a una certa età valga la pena di porsi strani interrogativi sull’esistenza, non fosse altro che per puro esercizio letterario nel tentativo, sicuramente goffo, di dare una maggiore coerenza tra pensiero e azione e quindi una migliore consapevolezza delle mie scelte!

Se considero l’intera evoluzione dell’uomo dalla preistoria ai giorni nostri, sia prima che dopo l’avvento delle tre grandi religioni monoteiste, Ebraica, Cristiana e Mussulmana, cioè prima della Torah, del nuovo Testamento e del Corano, e dopo l’avvento di questi testi sacri, ho l’impressione che al di là delle considerevoli produzioni artistiche, letterarie e giuridiche, la condizione, la produzione e l’atteggiamento dello spirito degli uomini, non cambi molto!

Si sono verificati nel corso della storia, fatti e circostanze di una gravità indicibile, guerre, malattie, soprusi in genere di un abominio assoluto, basti solo pensare al secondo conflitto mondiale, alla Shoah, alle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, alle stragi nell’ultimo conflitto in Serbia, allo scontro in Palestina, alle morti in Africa per guerre e malattie, e prima di Cristo le cose non è che andavano meglio! L’entità delle stragi non deve indurci in inganno, prendere un aereo o un bus per una gita e morire, assistere a morti domestiche e non, andare in un museo e morire, vedere in ospedale bambini sottoposti a chemio…è difficile ammettere che dietro questo ci sia un disegno divino!

Morire è una cosa così semplice, da farla apparire naturale!!! Morire in una guerra, oppure scivolando o strozzarsi con un boccone, è pur sempre un morire! Trovare una spiegazione a tutto questo è difficile, di sicuro la risposta non la troviamo nei Testi sacri!

Credere in Dio, vuol dire anche chiedersi il perché Dio consente che avvengano queste stragi o certe morti!? Altrimenti che Dio sarebbe se non avesse il potere di impedirle?! Gli uomini che con le loro scritture e il proprio pensiero, hanno contribuito in vario modo a determinare l’esistenza del Dio delle religioni monoteiste, hanno involontariamente attribuito a Dio una grossa responsabilità circa l’accadimento di questi fatti!

Non mi sembra qui il caso di addentrarsi in dispute circa i principi di autodeterminazione o predestinazione dell’uomo, una visione deterministica ed effettuale dei fatti, della storia, ci pone di fronte ad avvenimenti che annichiliscono completamente la natura umana e con essa quella di Dio, che del resto costituiscono le due facce della stessa medaglia. Credere per abitudine o per convenienza e un pò come votare per gli stessi partiti sempre, solo perché noi stiamo bene, non veniamo toccati nei nostri interessi ed affetti, i guai sono sempre degli altri sino a quando non ci toccano da vicino! Se questo è un comportamento umano io non sono disposto a tollerarlo!

In realtà in discussione non c’è tanto l’esistenza di Dio o meno, bensì il mistero della morte!

La morte, soprattutto alcune morti per numero o età, probabilmente come Dio, non si spiegano, si verificano e basta, alcune cose spesso si verificano e basta, per assurde, vergognose, inaccettabili che esse siano, esse si verificano, un bambino che muore in un incidente d’auto, un coglione che diventa miliardario, un assassino di uomini e sogni che vive beatamente su uno yacht…

La spiegazione a questi fatti non è la fede delle religioni né la logica di una filosofia, ma semplicemente nella probabile teoria del caos! Che semplificando tutto e tutti, idee, religioni volontà e sogni, affida tutto al caso, e il caso di per se è imponderabile, spesso strano e crudele, alcune volte beffardo!

Anche le leggi che governano il mondo, sono sottoposte all’ effetto farfalla, è inutile cercare di prevedere la scia del fumo di una sigaretta, così come è improbabile dare una spiegazione al tempo, la stessa consapevolezza di sè è assente quando dormiamo, poi c’è qualcuno che prega, qualcun altro che crede di sopravvivere alla propria polvere, ma poi alla fine c’è da chiedersi cosa centra Dio con tutto ciò!? Basta guardare il mondo con gli occhi di un bambino, leggere ad alta voce qualche passo di Amleto di Shakespeare, o provare a immaginare se stessi altrove come fece Borges o nascondersi dietro un bicchiere di buon vino… … … e non pensare che tutto ciò sia serio.

Per vivere…

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