Feeds:
Articoli
Commenti

totodarabia7

Datemi una sala della pallacorda!

 

Qualche anno fa, pubblicai un articolo in cui riportavo la tesi del Prof. Giuseppe Guarino, Decano dei costituzionalisti, circa le forti anomalie che si stanno verificando in Europa, con particolare riferimento al Patto di Stabilità.

Se Volete sapere di chi sto parlando:

http://www.giuseppeguarino.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Guarino_(giurista)

 

Da diverso tempo Giovanni Minoli, il noto giornalista, durante la Sua trasmissione su radio sole 24, Mix 24, va riproponendo la tesi dell’illustre Professore.

 

Vorrei invitarVi ad ascoltare almeno i primi 10 minuti dell’intervista, poi regolateVi di conseguenza sull’eventuale voto dato alle europee o al prossimo referendum sull’Europa!!!

 

http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idpuntata=gSLAD4PMn&date=2014-10-23&idprogramma=mix24

 

Assimilate e diffondete…

Piovono rane

b8277a3754a0d1a31629902384b805d3

In Italia, il combinato disposto tra politica e burocrazia si è rivelato di fatto una miscela esplosiva, in cui spesso concorrono in varia misura, incompetenza, incongruenza e disonestà.

Il degrado dello Stato nel nostro Paese ha raggiunto livelli di antigiuridicità che permeano in diversi modi nella gestione della cosa pubblica sia a livello periferico che centrale. Lo Stato, vero e proprio leviatano opera con l’attuale assetto istituzionale una costante opera di frantumazione dei principi di democrazia, di eguaglianza sociale e quindi di libertà dell’individuo.

Non penso che lo Stato italiano possegga quegli anticorpi espressi teoricamente dai Padri della Costituzione, in grado di poter operare un riassetto istituzionale più degno di quei valori fondamentali affermati da essa quali libertà, giustizia ed eguaglianza.

La percentuale di italiani che campano attraverso la politica e la pubblica amministrazione, è troppo vasta, stratificata e segmentata all’interno della società stessa, per poter sperare che da essa possa nascere un sentimento autodistruttivo tale da poter poi ingenerare un nuovo percorso! Molti di costoro, i migliori, sono allo stesso tempo vittime e carnefici e nulla possono contro gli stessi meccanismi di cui ne costituiscono semplici ingranaggi per attivare processi di cui spesso non ne conoscono gli effetti! Vale per tutti la tesi di Sabino Cassese che voleva dividere i Ministeri per atti e non per competenze!

L’insediamento al potere della classe politica avviene attraverso una legge elettorale, quanto più essa è libera più l’assetto politico sarà democratico.

L’insediamento al potere della burocrazia, dovrebbe avvenire tramite concorso, quanto più giusto sarà tale selezione, maggiore sarà l’efficienza della P.A.

Spesso entrambe le classi una volta insediate, restano al potere, a prescindere dai risultati una quarantina di anni! Spesso sono inamovibili, altrettanto spesso vivono alle spalle della società civile! Pochi servizi offrono nel loro complesso standard di efficacia, efficienza e buon andamento!? Per quelli che si appellano ai cosiddetti “diritti acquisiti”, vorrei far presente che essi non sono contenuti in nessuna fonte costituzionale bensì legislativa, art. 11 delle preleggi, inoltre la Cassazione negli ultimi tempi va sempre più affermando la tesi, secondo me condivisibile, dello ius supeveniens!

Spesso si parla di evasione fiscale, coloro che ne parlano sono coloro che utilizzano tali soldi per mantenere determinati standard di potere e stili di vita! Chi è più evasore un tizio che guadagna mille euro al mese in nero, ma che gli servono per sopravvivere, oppure un dirigente o un politico di regione che ne guadagna molti, ma molti di più, paga tutte le tasse, con i soldi dei contribuenti naturalmente e offre poco o niente in cambio?!? Per non parlare di coloro che “lavorano” per Enti inutili?!

Il dattilografo della Regione Sicilia, guadagna più del Sindaco di Roma, il quale guadagna quanto un Ministro, i quali guadagnano più della Merkel o del Presidente Obama…non so se ho reso l’idea!!!?

L’evasione fiscale è un reato, ma dare i soldi a un ladro è ancora più grave!

Ritengo che colui il quale pretende dai cittadini che facciano il proprio dovere, debba innanzitutto, sanare le proprie istituzioni uniformandole a criteri di equità, giustizia ed efficienza, ma si sa la corruzione in Italia distrugge miliardi di euro all’anno, come testimoniano le tante relazioni della Corte dei Conti. C’è bisogno quindi di una sostanziale riallocazione della spesa pubblica, evitando sprechi, punire la corruzione con il licenziamento, come si fa in tutte le aziende, punire le responsabilità e premiare i meriti, rimodulare gli stipendi, creare organi indipendenti di certificazione; non dimentichiamoci della eminente FUNZIONE SOCIALE dell’attività pubblica!

Noi cittadini, siamo nelle loro mani, affidiamo la nostra vita a questo sistema, sperando che in cambio si possa ricevere, rispetto, onore e libertà, che si tradurrebbero in servizi efficienti, ambiente, scuola, sanità, traporti, sicurezza…! Nessuno di questi servizi, almeno dalle mie parti, raggiunge il minimo di efficienza, siamo ben lontani dai quei protocolli di qualità dei servizi che furono indicati da Jacques Delors nei rapporti che precedettero l’U. E.

Winston Churchill, affermò:<< Una Nazione che si tassi nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico>>:

Presumo che se anche il 100% degli italiani pagassero le tasse, con l’attuale apparato istituzionale, fatto appunto di inefficienze, sprechi, sperequazione e corruzione, avremmo sempre gli stessi problemi; se un auto consuma troppa benzina, ai voglia di fargli il pieno, consumerà sempre troppo!!! Altro discorso è abbassare le tasse in maniera evidente e aumentarle in maniera occulta!!!

Di solito i ladri sono coloro che non sapendo fare i soldi, o perché non hanno voglia di lavorare, trovano la cosa più semplice da fare che prenderli ad altri… !!! I soldi o li rubi al distributore di benzina, o al poveraccio, o per contratto, sono sempre soldi rubati!!!

Scatole vuote

scatole

Quando decisi di avere un blog, l’idea principe era quella di parlare di problematiche socio-politiche, non senza qualche incursione in campo letterario o musicale.

Questa mia scelta era dettata da diversi fattori, innanzitutto la collimazione tra scelta professionale e se volete, inclinazione sentimentale nonché la concomitanza tra conoscenze nel campo della tecnica legislativa e animus! Questo non significa voler assurgere per forza al profilo di un politologo, attività che io ritengo inesistente da un punto di vista culturale, almeno nella misura in cui possono definirsi tali qualsiasi cittadino informato su problematiche socio-politiche per non parlare dei tanti laureati in Scienza politiche, Giurisprudenza, Sociologia…!

Mio malgrado mi sto rendendo conto dell’inutilità della mia così come di tante altre opinioni, è semplicemente una moda, un lusso estetico che lascia tutto il tempo che trova, meglio sarebbe cambiare profilo e dedicarsi a settori dell’arte in cui “l’opinione” assume un valore estetico anche se relativo!

Ho l’impressione che le scelte politiche siano del tutto svincolate dal contesto socio-politico di riferimento, basta guardare all’asse governativo! Inoltre, la cosa paradossale nasce nel momento stesso in cui le cure che si adottano per poter alleviare i mali dell’Italia, sono spesso inutili, strumentali, inique!

Ma la mia opinione è una goccia nell’oceano, destinata per limiti informatici e forse culturali a restare relegata nell’ambito di un piccolo blog di provincia –appunto inesistente!?- Ma osservate un po’ la “grande informazione, a quelli che fanno e regolano le posizioni dei cittadini in Italia, i tanti salotti TV con i loro conduttori i loro blasonati ospiti, politici ed esperti, per non parlare della carta stampata, osservateli bene e riflettete bene sulla Loro condizione, formazione, curriculum, accesso alla carriera! Selezionati per bellezza e meriti, sorridenti, vincenti, maledettamente benestanti, molti sono militanti di lungo corso, e chiedeteVi bene:<<a cosa serve il loro lavoro, a quale etica professionale rispondono?!>> Fanno un’informazione sterile, inutile, approssimativa, sempre uguale a se stessa! Se non fosse così, mi spiegate perché in Italia ci sono così tanti problemi, gli stessi da una vita, e ad affrontarli la stessa classe politica e gli stessi editori?! Ebbene tutti costoro pretendono di dirti cosa è giusto e cosa è ingiusto, giusto per chi? Se non per loro e per i loro editori o gruppi finanziari e politici di riferimento!

Io li guardo queste soubrette, i giovani sono uguali ai vecchi o fingono di essere alternativi, la loro giornata lavorativa è fatta di chiacchiere inutili, spesso reperiscono le informazioni solo dalle agenzie di stampa, senza verificarle nemmeno, non leggono gli atti legislativi, sono incapaci di compararli, fingono, si arrabbiano, spesso si accoppiano tra di loro si affliggono per i problemi del Paese, ma dall’alto dei loro stipendi non conoscono la sofferenza di una famiglia che non arriva a metà mese.

Probabilmente il mio rancore nasce dal fatto che non ho mai accettato il fatto che chi lavora per la pubblica amministrazione -intesa in senso lato- politici, funzionari, giornalisti etc. possano diventare milionari, e ce ne sono tanti, troppi e inutili, gli stessi che ascoltiamo la sera magari troppo stanchi per non fare un uso da quinto potere del televisore.

Se solo l’informazione fosse più giusta, non gestita dai partiti, dai gruppi di potere editoriali, dalle banche, allora i cittadini avrebbero una più forte consapevolezza dei problemi e delle responsabilità e agirebbero di conseguenza, invece ad ogni elezione, siamo sempre punto e a capo, i soliti noti idioti che puntellandosi a vicenda procrastinano il proprio potere aspettando lo show di turno per esibire la propria mediocrità anche al costo di beccarsi un lauto e immeritato stipendio!!!

Sono convinto che i mali della classe dirigente italiana, siano da individuarsi all’interno della stessa collettività italiana, che li produce continuamente a propria immagine e somiglianza, siamo quello che votiamo e quello che votiamo riproduce tutti i nostri incubi, abbiamo una falsa idea del concetto di democrazia, di libertà, ma le vere democrazie non produrrebbero mai gli orrori che l’attuale regime istituzionale sta regalando agli italiani. Spesso ci fronteggiamo gli uni con gli altri nella difesa di presunti diritti, ma quei diritti altrettanto spesso servono unicamente a difendere quegli assi di potere su cui altri ergono il proprio dominio, la piramide che né scaturisce ha una base sempre più larga e schiacciata. Nel frattempo il mondo è cambiato, l’economia è sempre più schiacciata dalla finanza, il virtuale domina sempre più sul pensiero collettivo, la stessa concezione del diritto e l’elaborazione della norma che da esso ne deriva se non viene contestualizzata in una società globalizzata, è priva di efficacia.

Intanto il tempo da vivere si riduce sempre di più, chiusi fra quattro mura, o tra le pagine di un libro, oppure nel dedalo del web, lo spendiamo inutilmente alla ricerca di semplici scatole vuote.

download

Incapaci perché intelligenti. Ignoranti perché saggi. Retorici perché ignoranti e incapaci. Le principali accuse che l’opinione pubblica rivolge alla classe politica hanno anche spiegazioni razionali. Che rivelano una malattia molto seria della democrazia italiana. E di molto difficile cura.

di Guido Ortona [1]

Se chiedete al cittadino italiano tipico cosa pensa del politico tipico ci sono buone probabilità che risponda che lo ritiene un ladro, un incapace, un ignorante e uno che dice solo vuote banalità[2]. La prima accusa è sovente ingenerosa e frutto di disinformazione e/o di indebita generalizzazione. Le ultime tre però corrispondono a un’evidenza empirica troppo ampia per potere essere ignorata.

Cosa spinge un politico a dire che non ci sarà una manovra economica salvo a contraddirsi pochi giorni dopo, o ad escludere categoricamente un’amnistia, salvo poi approvarla pochi giorni dopo, in entrambi i casi facendo la figura dell’incapace? Oppure a schierarsi decisamente a favore dell’Ucraina contro la Russia, salvo poi (cfr. “Le Iene” del 19 marzo) dimostrare di non sapere nulla del problema, e risultando quindi palesemente ignorante? E cosa fa sì che i politici non dicano nulla, o dicano solo slogan, riguardo ai problemi più gravi del paese, in primo luogo la crisi economica?

Se chiedete a un politico del PD (ma anche di partiti non della maggioranza) cosa farebbe per rilanciare l’economia risponderà probabilmente che “bisogna fare le riforme e allentare l’austerità”. Se gli si chiede quali riforme si spingerà forse fino a dire “riforma del mercato del lavoro”, ma certo non dirà come vuole riformarlo, se non forse per qualche fumoso accenno a una maggiore flessibilità; e se gli si chiede cosa si fa una volta allentata l’austerità risponderà (se è onesto) che non lo sa. Interrogato sul perché di questi comportamenti l’uomo della strada, come abbiamo visto, tenderà a rispondere che il motivo è che i politici sono incapaci e/o che pensano solo a prendere lo stipendio e a niente altro. Ma questi comportamenti sono troppo diffusi perché queste risposte possano essere soddisfacenti, anche se la seconda, come vedremo, contiene un bel po’ di verità. Deve esserci qualche motivo razionale. La ricerca di questo motivo è l’argomento di questo articolo.

Incapaci perché intelligenti

La figura cruciale per capire il comportamento di un partito come il PD è quella che possiamo chiamare il quadro. Costui è un soggetto il quale può ottenere una carica o una posizione amministrativa utile grazie a un processo a due stadi: la designazione da parte del partito e la successiva nomina da parte dell’autorità competente (o dell’elettorato); il secondo passaggio presuppone il primo. L’esempio più ovvio è il candidato al parlamento che diviene parlamentare; ma ce ne sono molti altri – il possibile dirigente di una ASL, il possibile consigliere d’amministrazione di una banca, ecc. In effetti, tutti i politici professionisti sono in questa condizione, tranne che nel caso –una volta relativamente comune, e oggi molto marginale- che la militanza sia diffusamente sostenuta da una scelta etica (o da un patrimonio famigliare) in misura tale da rendere il soggetto indifferente alle sue fortune personali. Se escludiamo questi casi, un politico professionista non può fare a meno dell’appoggio del partito. Si potrebbe obbiettare che potrebbe farne a meno se potesse “correre da solo”, ma in una democrazia moderna tale possibilità è remota.

Nella situazione attuale (ma “attuale” qui significa “da parecchi anni”) il quadro di un partito di governo (o che pensa di avere buone possibilità di divenire tale alle elezioni successive), come il PD, si trova ad operare in una situazione difficile. Le difficoltà nascono dalla necessità imposta dalla situazione economica di fare delle scelte che scontentano dei soggetti importanti, dal punto di vista del numero di voti e/o da quello del potere economico. In una crisi come quella attuale i soldi sono pochi, e diminuiscono: bisogna inevitabilmente scontentare qualcuno, e questo qualcuno potrà effettuare ritorsioni dannose per chi è responsabile delle politiche relative. Ho sottolineato il termine “responsabile” perché è cruciale per il nostro ragionamento.

Il problema del quadro è evitare di essere ritenuto responsabile della politica che causa malcontento. Infatti se ciò succede le sue possibilità di carriera saranno inevitabilmente compromesse, e tanto più quanto la situazione è grave (e quindi, presumibilmente, il malcontento è profondo): il partito preferirà promuovere, quale che sia la carica in questione, un soggetto non esposto al malcontento piuttosto che qualcuno che lo è (costui anzi sarà un ottimo candidato a diventare il capro espiatorio, come nel caso, per esempio, di Tremonti sotto Berlusconi). Se poi il partito non è composto da gentiluomini e gentildonne di elevata moralità (e che di solito non lo sia sembra indubbio), allora si aggiunge un problema ulteriore: creare conflitti di opinione entro il partito espone al rischio di essere fatto fuori dalla concorrenza interna. E tutto questo senza contare l’astio che inevitabilmente suscitano i “whistlebowers” fin dai tempi di Cassandra. Quando le cose vanno male conviene stare zitti. Il nostro quadro, proprio in quanto non incapace,preferirà allora evitare di fare proposte che possano dispiacere a qualcuno: sarebbe inutile per la sua causa e dannoso per lui. E dal momento che questo sarà il comportamento tipico dei quadri, il partito non potrà elaborare e proporre politiche efficaci. L’unico che potrà farlo sarà il Capo, purché sia sufficientemente immune dalla concorrenza. Le analogie fra Renzi e Stalin, ovviamente in situazioni molto diverse dal punto di vista della gravità della crisi, del conflitto e delle sanzioni comminate, non sono casuali.

E’ importante notare che non è sempre stato così in altre crisi economiche di gravità paragonabile. La Long Depression di fine ottocento è stata affrontata dall’Inghilterra e dalla Francia con la creazione degli imperi coloniali; Hitler ha “risolto” la crisi della Germania espropriando gli ebrei[3]. In entrambi questi casi (e in altri) la crisi è stata pagata da qualcuno esterno alla collettività, e quindi senza particolari sacrifici per i membri di essa (donde la popolarità dell’imperialismo e del nazismo). Oggi, fortunatamente, soluzioni di questo tipo sono impraticabili, almeno in Italia; non è detto che lo siano anche domani.

Ignoranti perché saggi

Abbiamo quindi trovato la spiegazione della prima delle accuse che l’opinione pubblica rivolge alla classe politica, l’incapacità. Veniamo alla seconda, l’ignoranza.

Supponiamo che il nostro quadro tipico sappia che esistono politiche praticabili e utili, che però necessariamente scontentano qualcuno. Sa anche, come abbiamo visto, che se proponesse di attuarle non verrebbe ascoltato, e sarebbe emarginato (o peggio) all’interno del partito. Egli si trova evidentemente in una posizione scomoda, quanto meno nei confronti della propria coscienza; ma probabilmente anche nei confronti dell’opinione pubblica. A maggior ragione se è un esperto: in un eventuale confronto con altri esperti, per esempio in un dibattito, questi gli segnaleranno l’esistenza di quelle politiche, e lui dovrà scegliere se dirsi d’accordo con le conseguenze che abbiamo visto o danneggiare seriamente la sua reputazione d’esperto. Potrei citare parecchi esempi in cui mi sono imbattuto personalmente. Il più vistoso probabilmente è quello di un deputato PD che è anche un maître à penser abbastanza noto. Ha scritto alcuni importanti articoli contro l’Italicum, da lui giustamente ritenuto un attentato alla democrazia; salvo poi votare a favore. Quando, durante un dibattito, gli ho chiesto il perché di questa evidente contraddizione ha risposto, con ovvio imbarazzo e poca logica, che la legge sarebbe stata modificata al Senato.

C’è però un modo di risolvere il dilemma: e cioè ignorare che una politica praticabile (ma che scontenta qualcuno) esiste. Nessuno obbliga il funzionario a ricevere informazioni. Se non sa le cose non avrà problemi di coscienza; e messo di fronte a una proposta interessante potrà dire, credibilmente, che ci penserà, salvo poi non farlo. Si potrebbe ritenere che questo machiavellismo di secondo ordine non esclude il problema della coscienza in quanto il nostro protagonista deve attivarsi per non ricevere informazioni, ma non è così. La sua giornata è piena di impegni improrogabili: gli sarà facile e spontaneo “non avere tempo” per approfondire certi argomenti, avendo molte cose serie e importanti di cui occuparsi. Lui non c’entra con quella questione – quale che essa sia. Deve occuparsene qualcun altro. Leggiamo in Guerra e Pace che alla vigilia della battaglia di Austerlitz il più alto in grado degli aiutanti dello zar dice a un disperato Kutuzov che lui si occupa delle cotolette e del riso, e tocca a qualcun altro occuparsi della guerra. Il guaio è che nel nostro caso questo qualcun altro semplicemente non esiste.

Anche su questo punto posso citare un esempio, particolarmente drammatico, che ho vissuto -o meglio sto vivendo- personalmente.

Uno dei problemi più gravi oggi in Italia è il sottodimensionamento del settore pubblico. Nel nostro paese ci sono circa 3.300.000 pubblici dipendenti; la Francia e il Regno Unito, paesi paragonabili come abitanti e (sempre meno) come livello di sviluppo ne hanno quasi il doppio. Persino gli USA hanno un numero di dipendenti pubblici rapportato alla popolazione sensibilmente più alto dell’Italia, anche escludendo il personale militare[4]. Questi dati indicano che molto probabilmente il sottodimensionamento del settore pubblico è uno dei principali ostacoli alla ripresa dell’economia e dell’occupazione, ed è chiaro che in queste condizioni le politiche dispending review devono essere molto caute. Un gruppo di economisti e sociologi delle Università del Piemonte Orientale e di Torino sta lavorando sui questo tema; quando abbiamo cercato di parlarne con qualche politico della maggioranza abbiamo ricevuto risposte che andavano da un offensivo “non è vero” a “ho cose più urgenti per la testa.”

E’ molto importante notare che l’ignoranza e l’incapacità interagiscono a spirale. Un ignorante è per ciò stesso anche incapace; e un incapace non sa dove prendere le informazioni che occorrono per smettere di essere tale, anzi abbiamo visto che preferisce non farlo. Non a caso, ma paradossalmente, l’inettitudine del governo è assunta dal governo stesso come un vincolo insuperabile. E questo non sempre in mala fede: quando si dice per esempio che non si possono colpire i paradisi fiscali è ovvio che c’è chi preferisce non colpirli; ma ottenere questo risultato gli sarà tanto più facile quanto più il parlamentare tipico ignorerà cosa voglia dire “paradiso fiscale”.

Retorici perché ignoranti e incapaci

Abbiamo visto quindi che a un politico conviene essere ignorante. La terza caratteristica, la vuota retorica, è una conseguenza ovvia e diretta delle prime due: se non si possono fare proposte e se si deve nascondere la propria ignoranza cosa si può dire, visto che dire qualcosa fa parte del mestiere di un politico? Occorre esprimersi con una forma che mascheri l’assenza di sostanza, e fare promesse per domani che nascondano l’inadempienza di oggi: “il possibile non lo facciamo, ma l’impossibile ve lo prometto fin d’ora” diceva anni fa un politico in un intelligente fumetto (Le cronache di Fra Salmastro, di Enzo Lunari). Un autentico capolavoro da questo punto di vista è lo slogan totalmente privo di significato della Festa Nazionale Democratica di Genova (2013):Perché l’ Italia vale. E’ facile immaginare un acceso dibattito in cui frasi come “dalla parte dei lavoratori” o “per un Italia giusta” venivano escluse per non dispiacere ai padroni o, rispettivamente, ai delinquenti.

Che fare?

Fin qui ho usato un tono faceto, ma è evidente la gravità di quanto sopra: abbiamo a che fare con una malattia molto seria della democrazia. I sintomi e la diagnosi sono evidenti; lo è anche la terapia, come ora vedremo. Ma per continuare con la metafora, tale terapia è troppo costosa, l’Italia non è in grado di pagarla, e quindi la prognosi è probabilmente infausta.

La terapia richiede infatti che venga ridata ai politici la libertà di parola, nel senso che dire le cose giuste non implichi una penalizzazione ma una promozione; e che ciò li induca quindi a rimettersi a pensare e a studiare. Ma il ripristino della libertà di parola implica a sua volta due cose.

In primo luogo occorre che il mercato politico torni ad essere concorrenziale. Bisogna che chi fa delle proposte giuste e ragionate possa essere ascoltato e premiato dagli elettori. Come abbiamo visto, esiste un circolo vizioso che fa sì che sia non solo inutile ma dannoso elaborare proposte sensate (cosa che tra l’altro richiede impegno e tempo, necessariamente sottratti ad altre attività), se non altro perché non si sarebbe comunque ascoltati[5]. Una maggiore concorrenza fra i politici richiede a sua volta un sistema elettorale in cui la partecipazione di molti partiti, lungi dall’essere ostacolata, siaincoraggiata[6]. Il circolo vizioso deve diventare un circolo virtuoso in cui i partiti sono incentivati a produrre buone idee (e quindi realistiche: un’idea non realistica non può essere buona), perché queste saranno valutate e premiate dagli elettori. Non da tutti, sopratutto in periodi di crisi, quando un’idea realistica richiede che qualcuno venga danneggiato; ma da un numero sufficiente perché valga la pena proporla.

In secondo luogo occorre spezzare il legame fra fedeltà a un partito e accesso alle cariche amministrative. Ciò renderebbe meno costoso per un funzionario intelligente prendere le distanze dall’ortodossia del partito. Anzi, avere idee buone e originali potrebbe addirittura convenire se questo propiziasse la nomina a posti di responsabilità, anziché ostacolarlo, come avviene ora.

Le due proposte sono sostanzialmente ovvie. Ma altrettanto ovviamente ci sono forze potenti e, ahimè, vincenti che ne impediscono l’adozione. L’occupazione delle amministrazioni da parte dei partiti è giunta a un punto tale che difficilmente può esistere qualcuno che abbia acquisito le competenze necessarie senza essere organicamente legato a uno di essi, con le conseguenze che abbiamo visto. E i due partiti maggiori stanno riuscendo a blindare le elezioni in modo tale da potere scegliere i candidati che saranno eletti, obbligando così chiunque voglia competere per una carica politica (e amministrativa) a passare attraverso di essi. E’ possibile, e secondo me probabile, che gli storici futuri vedranno nell’approvazione dell’Italicum il punto di non ritorno nel processo di abrogazione della democrazia rappresentativa nel nostro paese. Fermare l’Italicum è condizione necessaria per il mantenimento della democrazia; non è però condizione sufficiente.

NOTE

[1] Professore ordinario di Politica Economica e di Teoria delle Scelte Collettive presso l’Università del Piemonte Orientale.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/cattiva-politica-ce-della-logica-in-questa-follia/

La luna nel secchio

6a010535ee7e48970c01156f13e53d970c-200wi

Gli occhi seguivano le gocce di pioggia che dalla grondaia cadevano giù nel secchio di stagno che era stato messo la sotto non caso. La cadenza era simile agli scatti con cui la lancetta dei muniti segna i secondi nell’orologio, con la sola differenza che il tempo esplode negli orologi e implodeva in quel secchio in tanti perfetti cerchi concentrici nel cui vortice veniva risucchiato ogni memoria persino la speranza.

Ridestarsi da quel ritmo ipnotico di gocce, cerchi e profondità non era semplice, probabilmente perché non era neanche voluto, in fondo in quel triangolo perfetto tra occhi, grondaia e secchio, si era stabilito un dialogo fatto con geometrie tenute insieme solo dalla flebile scia lasciata da sguardi e scie di pioggia.

Ad ogni goccia, per ogni istante cadevano giù in un mare di pensieri probabilmente inutili se una parte di questi non fossero stati ricordi di una vita vissuta altrove.

Intanto incominciò di nuovo a piovere, quelle che prime erano gocce, pian piano si trasformarono sempre più in sottili aghi di pioggia, che neppure l’animo più sensibile sarebbe riuscito a controllare, il tempo fuggiva via troppo velocemente, e così fu che istintivamente alzandosi diede un calcio a quel secchio nel tentativo estremo di fermare tutto e far smarrire nella pioggia tutti quei pensieri che aveva depositato in quel secchio in cui la luna non potè mai più riflettersi…il secchio rotolando si fermò un po’ più in là.

Matteo Renzi show

bed7d143d321eb2a2312324320ee1cf2

Quando un dito indica la luna, se il dito è quello di un politico, la luna non la guardo nemmeno! Meglio essere stupidi che essere ingannati!

Ho ascoltato la conferenza stampa di Renzi, durante la quale ha presentato il programma dei mille giorni, non c’è che dire, il Presidente del Consiglio è un vero showman, domina la folla, stampa compresa, come un vero mattatore sa fare, facendo sfoggio di una cultura non solo politica e citando a caso passi di letteratura che nulla avevano a che vedere con il contesto, giusto per il gusto di atteggiarsi!

:<<A me le masse, con gelato o senza, vi farò vedere di cosa sono capace, vi darò un sogno in cui credere, un illusione in cui crogiolarsi, vi dimostrerò la mia potenza e come un vero prestigiatore, al momento opportuno, vi caccerò il coniglio dal cilindro, lo stesso che guarirà tutti i vostri mali! Vi mostrerò la luna, e guardando la luna, finirete nel pozzo>>:!

Battute a parte, Renzi ha ottenuto la fiducia di oltre il 40% degli italiani, dando ad essi l’impressione di una svolta entro 100 giorni, una volta carpita questa fiducia, vi piazza i mille giorni, durante i quali può succedere di tutto, compresa una guerra! Ma chi non arriva a metà mese, può aspettare tre anni?! Allora è vero che il futuro è solo un’opzione?!    

Quando il cancelliere tedesco Schröder approntò riforme strutturali in una Germania in piena crisi, le stesse su cui la Merkel ha costruito il proprio consenso, successivamente i socialdemocratici persero le elezioni, le vinsero chi andava oltre  Schröder,  Renzi non è neanche capace di eliminare l’80% delle inutili e dispendiose municipalizzate, perché costituiscono un indispensabile bacino di voti per il PD che domina nelle amministrative.

Valuto un politico in relazione alla sua capacità autolesionistica, cioè più si comprimono i privilegi della casta, termine ormai caduto in disuso, maggiori saranno i benefici per il Paese.

Renzi ha sostituito una casta con un’altra e il criterio di selezione non è stata la competenza, bensì  la fedeltà e l’appartenenza, sulla spinta di Napolitano con il quale ha instaurato inusitate prassi istituzionali, non teme il compromesso con un partito fondato da mafiosi, insozzando a piene mani la Costituzione.

Di tutta questa faccenda, interna al PD, la cosa che più mi preoccupa e che prima o poi, ci sarà una tardiva scissione interna, in cui una piccola minoranza di “ortodossi di sinistra” che ora stanno lavorando per Renzi, lascerà il partito, ma sarà troppo tardi, perché il premier porterà a casa la parte grossa del malloppo e insieme agli attuali alleati palesi e non, formerà la prossima legislatura di moderati, che approfittando del nuovo assetto istituzionale, potranno spadroneggiare per i prossimi 30 anni!

Ma qualche trucco del mestiere lo conosco, e non mi lascio ingannare da facili finzioni, come ad esempio la politica del fare! Quando andrò a votare alle prossime elezioni politiche, il mio criterio guida non sarà quello che il Governo ha fatto, sicuramente saranno fatte molte cose utili per il Paese, non voglio cadere nel facile ruolo delle parti tra Governo e finta opposizione, giudicherò Renzi in base ai problemi risolti! Disoccupazione, elevata tassazione, costo del lavoro, deflazione, deindustrializzazione, debito pubblico, corruzione, evasione e non da ultimo elevata ingiustizia sociale; questi sono i problemi, vorrei che ne risolvesse almeno uno!!!

Vi è mai capitato a scuola, durante un’interrogazione di non conoscere la risposta alla domanda del professore?!

  • Professore:<<Rossi, mi parli di Nino Bixio>>
  • Rossi: <<Garibaldi nacque a… … …>>
  • Professore:<< Ma io ti ho chiesto di parlarmi di Bixio, non di Garibaldi!>>
  • Rossi:<< Mi scusi professore, credevo… Bixio era amico di Mazzini, il fondatore della Giovine Italia… … …Vittorio Emanuele II… … …!!!???

In pratica Il Sig. Rossi non conosceva chi fosse Nino Bixio e cercava di deviare la conversazione su argomenti che lui conosceva, ma che solo lateralmente avevano a che vedere con la domanda!

Se andate dal salumiere e chiedete un etto di prosciutto crudo e vi viene offerta della buonissima mortadella, Voi cosa rispondete?!

Ricapitolando, in Italia da una parte abbiamo i ben noti problemi, dall’altro  le soluzioni, che possono essere diverse, basta ascoltare seri economisti, Renzi non da soluzioni, Renzi offre al Paese un sogno una visione…si una visione… … …e fu così che gli italiani camparono con una visione!!!

Il maratoneta

Olimpiadas-Abebe-Bikilax-copy-660x375

Era passata più di un’ora da quando avevo iniziato a correre, e le cose non andavano per niente bene! Non mi rispondevano le gambe e i polmoni elemosinavano dell’ossigeno che avrebbero scarsamente utilizzato, mentre le giunture ad ogni saliscendi andavano ognuna per proprio conto, e poi lì sempre in agguato sua maestà il crampo, che in tempi sempre più ristretti, mi lanciava segnali di una sua imminente visita.

Il corpo era debordante di un sudore che annichiliva i pochi fievoli pensieri rimasti, e il rumore dell’affanno trasaliva dai polmoni al cuore per soffermarsi solo in una smorfia di dolore, in fondo sarebbe bastato poco per porre fine a quello stillicidio, bastava semplicemente fermarsi! Un lusso che non mi potevo permettere, in fondo non volevo che finisse, meglio stare lì sofferente e irreparabilmente in declino piuttosto che fermarsi, perché fermarsi sarebbe stato ingiusto e poi dietro di me c’erano i mostri!

E allora dovevo reagire, cercai di raccogliere alla meglio quei due neuroni che ancora furoreggiavano nella mia testa collegandone uno al cuore, sperando che mi reggesse, cercai poi di non fare passi falsi, anche nel tentativo di distribuire le poche forze rimaste in un improbabile equilibrio gravitazionale. L’unico pensiero rimastomi lo utilizzai per ingannare il dolore, cercando di pensare altro, il bosco che mi circondava, quel ristorante in riva al mare, le mani di una donna, ma un crampo al polpaccio sinistro mi ridestò dai ricordi per ricondurmi alla mia condizione di mortale, cercai così di distribuire lo sforzo sul lato destro del mio corpo, in fondo mancava così poco all’arrivo, dietro di me  mi ero lasciato tanto vomito, piscio, lacrime e sudori, tanta terra e poi c’erano i mostri che mi rincorrevano!

In piena crisi pregai il mio dio della guerra Bikila, di venirmi in aiuto, mi vennero in mente i grandi altipiani del Kenya, un respiro profondo, un altro ancora, un altro passo ancora che ne trascinava un altro che batteva giù la terra come un tamburo in una nuvola di polvere.

Il tempo era diventato per me una nozione insignificante, mentre lo spazio da occupare era unicamente rappresentato da quello che mi separava dalla meta, quella stessa che avevo superato da più di un’ora, non accorgendomi che la corsa era finita già da molto tempo…e continuai a correre… … …

Il pifferaio magico

11111856355_22fa8e2941

Il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, dice agli italiani le cose che gli italiani vogliono sentirsi dire, infonde loro speranza, coraggio, parla di orgoglio ed esige il rispetto della comunità internazionale, insomma parla agli italiani come un vero leader sa parlare al suo popolo.

In un’epoca in cui la comunicazione ha assunto un ruolo fondamentale tra gli uomini, e ancora di più laddove essa è supportata da mezzi di comunicazione di massa, cosa dire e come dirlo diventa fondamentale in politica che per chi è intenzionato a gestire il potere.

Renzi è perfettamente consapevole dell’entità dei problemi, e non si può far a meno di non essere d’accordo con buona parte delle cose che dice, ma se non ci si fermasse sulla forma delle cose, appunto la comunicazione, e si entrasse nel merito delle cose, ci renderemmo ben presto conto della superficialità delle cose fatte se poste in relazione con la vera gravità dei problemi.

L’Italia è un Paese in recessione tecnica, ossia abbiamo un PIL in costante diminuzione da più trimestri, bassa crescita, aumento della disoccupazione, aumento del debito pubblico, sintomi che si traducono in una sola parola: depressione, cioè calo della domanda e conseguente calo della produzione, del reddito da lavoro, di quello fiscale, dei prezzi e dei profitti e conseguente disoccupazione. Ebbene cosa sta facendo il Governo Renzi per affrontare questi problemi?!

:<< La riforma del Senato?!>>

L’impatto dei provvedimenti intrapresi dall’esecutivo equivale a zero, tuttavia è cambiato il livello di percezione della crisi, segno di una buona campagna di comunicazione.

L’Italia è ferma da diversi anni, quello che invece và avanti è il patto di Arcore, non quello del Nazareno, tra Renzi e Berlusconi, infatti non sfuggirà ai più attenti osservatori l’attuazione di progetti programmatici da tempo a cuore dell’ex cavaliere, come la eliminazione della navetta Camera-Senato, e la riforma della giustizia, cioè riforme strutturali che vanno a risolvere i problemi economici(?!)

In cambio dell’appoggio che Renzi ha ricevuto da forza italia per la destrutturazione del Senato della Repubblica, il premier approderà a una riforma della giustizia di stampo berlusconiano, facendola passare come una necessaria riforma del processo civile, mentre in realtà si comprimerà ancora di più i poteri della magistratura e nulla sarà fatto in termini di corruzione, falso in bilancio e conflitto d’interessi; nei panni di un elettore del PD mi sentirei poco edificato!

Ma non c’è da aspettare tanto per verificare la inutilità delle politiche renziane, basta aspettare i risultati prodotti dal semestre di presidenza dell’Italia dell’U.E. Scommettete che equivarranno a zero?! Mass-media permettendo!!! Vi siete mai chiesti come mai la Francia di Holland, che non ha gli stessi problemi politico-costituzionali dell’Italia, la più affine al PD, non abbia saputo affrontare in maniera strutturale le questioni economiche e finanziarie, appiattendosi sulle posizioni della Germania?! Lo stesso risultato avremo in Italia, tante piccole inutili o vergognose riforme che indeboliranno il già sterile sistema democratico italiano, senza nessuna seria riforma in campo economico o fiscale. Nel frattempo si andrà avanti a colpi di spot, twitter e battutine sullo stile berlusconiano, strette di mano e risatine di circostanza, mentre c’è chi non ha più né futuro, nè presente; intanto il macroscopico pianeta PD colmo di illusioni e illusionisti, sta trascinando il Paese alla rovina, non avendo nessuna memoria storica delle proprie origini, stanno consegnando il Paese al più antidemocratico dei regimi dei Paesi occidentali, se andrà bene alla Nuova Democrazia Cristiana etichettata forza renzi!!!

Le cose possono cambiare nel bene o nel male, avere l’illusione che le cose cambino, è peggio che le cose cambino in peggio, in entrambe le ipotesi Renzi e i suoi PD sono sulla strada buona!!!

Fuffas by Crozza

Pied_Piper2

Il confine del mare

bagnasciuga

-Si, faccio… faccio delle ricerche, sapete delle ricerche…

-Onde.

-Cioè… vedete lì, dove l’acqua arriva…sale sulla spiaggia poi si ferma… ecco. Proprio quel punto, dove si ferma… dura proprio solo un attimo, guardate, ecco, ad esempio lì…vedete che dura solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell’attimo…quando l’acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva… è quello che io studio. Dove l’acqua si ferma.

-E cosa c’è da studiare?

-Bè, è un punto importante…a volte non ci si fa caso, ma se ci pensate bene lì succede qualcosa di straordinario, di… straordinario.

-Veramente?

- Lì finisce il mare.

 

Oceano mare

Alessandro Baricco

Scemo di guerra!

d21a8bb8fa7ffcab5ff311aa4ad8cfce

Ho l’impressione che dopo l’olocausto, per il quale va agli ebrei la mia piena solidarietà, quando c’è da dire qualcosa contro di essi da parte degli Stati nazionali e anche di organizzazioni Sovranazionali, ci sia una specie di ritrosia, perché è facile essere poi definito un antisemita, nemico del popolo ebreo. In realtà con la Shoah gli ebrei non hanno acquisito un diritto di rivalsa contro nessuno, non è così che funziona! Anzi più di qualsiasi altro popolo dovrebbero capire l’orrore che con la guerra si perpetua tra gli uomini. Se poi al ragionamento aggiungiamo il peso finanziario che le lobby ebraiche hanno nel mondo, il cerchio diventa ancora più stretto, forse la Goldman Sachs vi dirà qualcosa, tanto per citarne qualcuna!

Perché se le due osservazioni fatte poc’anzi fossero sbagliate, non si riesce a capire come mai nessuno, a parte il Santo Padre, alla luce dei bombardamenti israeliani a Gaza, abbia iniziato a parlare di crimini di guerra!? Ossia la perpetuazione di azioni disumane commesse nel corso di una guerra in violazione delle norme internazionali regolatrici della violenza bellica.

Ah, dimenticavo, lo Stato d’Israele rivendica il diritto alla sicurezza interna contro il lancio dei missili da parte di Hamas, ma non mi risulta che tali missili abbiano causato danni bellici agli israeliani ne tanto meno tra la popolazione civile, segno che il sistema antimissilistico israeliano cupola di ferro o iron dome, funziona molto bene! E mentre la vita scorreva serenamente a Tel Aviv, un centinaio di bambini palestinesi moriva sotto i bombardamenti.

La questione israelo-palaestinese ricca di sfumature e forti contraddizioni ormai da anni se non da secoli, giunge al suo epilogo con la nascita proprio di Hamas, un movimento terrorista che in quanto tale risulta indifendibile, concedendo in tal modo allo Stato di Israele e alla “solidale” comunità internazionale di dare il via libero alle operazioni israeliane in territorio palestinese, rivendicati da sempre come propri dalla destra di Tel Aviv sia in onore delle sacre scritture che soprattutto sulla spinta dei coloni ebrei.

Ma dopo questo breve quanto banale excursus storico, veniamo alla fatidica domanda delle cento pistole!

E’ inutile girare attorno alle domande, per risolvere qualsiasi dubbio di tipo tecnico o morale, bisogna rispondere con sincerità alla seguente domanda:<< E’ giustificabile il bombardamento di postazioni civili del tipo scuole, ospedali, spiagge o anche abitazioni, se si è nella convinzione che al loro interno si celano obiettivi militari?>> Riformulo la stessa domanda in maniera più esplicita:<< E’ accettabile il massacro di 100 civili per uccidere un terrorista di Hamas e qualche postazione missilistica?>>

Ora chi tra noi è favorevole all’operazione militare dello Stato d’Israele, accetta come un costo necessario la morte di civili tra cui molte donne e bambini, al contrario chi non condivide l’opzione militare israeliana, non può far a meno di denunciare l’intervento militare israeliano a Gaza, come un crimine di guerra!

losangelinews

I live only twice: un bambino di Mantova di via Principe Amedeo, 40

Le donne lo sanno...

Blog rivolto in modo particolare al mondo delle donne,alle loro passioni,desideri,preoccupazioni.Consigli sullo shopping,sulla cosmesi,sull'alimentazione e in generale sulla vita

sendreacristina

artista a verolanuova

F.L.A.C.O.N.S.

Per Edvino Ugolini. Per Pietro Atzeni.

Carlo Galli

Parole Pensieri Emozioni

"Amo la libertà della stampa più in considerazione dei mali che previene che per il bene che essa fa"

Opinionista per caso Viola

Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

My Sorrow

TheSorrow29

A Simple netPaper

Social, web and News

Linguaggio del corpo

_________________ Bodylanguage & PNL

My Research

Ricerca, didattica e approfondimenti

L'angolo del sociologo

Filosofia da pub per tutti i gusti

agoresblog

Ogni pensiero è libertà

Ristoranti Migliori

The Best Restaurants. World Italy Tuscany

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

L' occhio del cineasta

La porta su un altra dimensione

iblogvannodimoda

Ma io della moda non ne voglio sapere.

Quelli Della Nerd Machine! Si, quelli lÌ!

E venne da noi Mario Paradiso che ci disse "Sapete cosa? avete ragione! Dovremmo avere un blog" Felici del fatto che qualcuno condividesse la nostra idea gli rispondemmo "Ci scusi, ma lei chi è?"

CodiceSociale

Se è illegale per un uomo provvedere a se stesso, come si può pretendere da lui che resti nel giusto…?!

LessicodelCuore

Quod me nutrit me destruit

tavolozza di vita

~☜❤☞~Pensa con il cuore e vivi l'attimo~☜❤☞~

EsameRui.it

Il portale dei futuri Agenti e Broker di Assicurazione di Salvatore Infantino, autore del manuale per l'Esame IVASS - Ed. Simone

Michele Rota

Vignettista e autore di fumetti disordinati e disegnati male che probabilmente non vi piaceranno.

Rosebud - Critica, scrittura, giornalismo online

Gutta cavat lapidem - Il sito della scrittura online, creato il 27 Marzo 2010 - Anno IV - www.rinabrundu.com

Keynes blog

Rassegna di idee per capire la crisi

germogliare

Just another WordPress.com site

Le Caverne

Comodi anfratti in cui raccontare musica, cinema, libri e serie tv

Beni Culturali 3.0

Promuovere Tutelare Valorizzare

lamentesepolta

0, 1, 2, ecc.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 415 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: